Il cioccolato equo e solidale è davvero buono

Il cioccolato equo e solidale è davvero buono

L’offerta di cioccolato del commercio equo e solidale è sempre più varia e stuzzicante. Provatelo: fa bene al cuore e soddisfa il palato

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Sale&Pepe


Praline, cioccolatini, tavolette extra fondenti all’85% di cacao o aromatizzate alla frutta, creme spalmabili. Il cioccolato equo e solidale è diventato sempre più goloso, con prodotti che soddisfano appieno i gusti della nostra metà di mondo. Non a caso la lavorazione delle materie prime avviene in aziende occidentali, spesso svizzere.

Buono fino in fondo
Dunque il cioccolato etico è davvero “buono fino in fondo”: il livello qualitativo e la varietà di proposte, con linee pregiate e da qualche anno anche italiane, fa tutt’uno con gli storici valori di solidarietà sociale e  tutela ambientale. Il commercio equo e solidale (Fair Trade) è nato infatti, una cinquantina di anni fa, per proteggere dallo sfruttamento i piccoli coltivatori di Africa e America Latina: garantendo loro un salario equo e continuativo, pagamenti anticipati, condizioni di lavoro dignitose e sicure nel rispetto dell’ambiente, progetti sociali.

Occhio al marchio
Come si riconosce il cioccolato equo e solidale? Bisogna controllare i loghi sulla confezione: il marchio Fairtrade (clicca qui) è il più riconosciuto al mondo per la certificazione etica, con prodotti venduti in più di 140 Paesi; invece a livello nazionale l’organizzazione principale è il consorzio di Altromercato-Equo Garantito (clicca qui), che gestisce 260 Botteghe diffuse su tutto il territorio nazionale.

Dalle botteghe al super
Negozio bio, botteghe solidali, grande distribuzione, on line: oggi il cioccolato etico si trova con facilità. Per la gran parte è biologico, a filiera trasparente e tracciabile: per esempio sul sito di Altromercato cliccando sull’immagine di una tavoletta si può conoscere il paese d’origine del cacao, l’organizzazione di piccoli agricoltori che lo producono, il metodo di lavorazione.

I Paesi del cacao
All’assaggio tavolette e cioccolatini del commercio equo soddisfano anche i palati più esigenti. Il cacao arriva dall’Africa (Costa d’Avorio e Gana, i maggiori produttori mondiali, Nigeria, Cameron) oppure, più pregiato e aromatico, dal Centro e Sud America: Repubblica Dominicana, Equador, Perù, Bolivia. Come per il caffè, il cacao può essere monorigine o in miscele. Nelle tavolette fondenti la percentuale è elevata, in media sul 60-70%.

Linee di eccellenza o speciali
Ci sono poi le farciture, sempre più variegate: classiche come il caffè, le nocciole, l’arancia, la menta; più insolite come quinoa e riso, bacche di acai, zenzero, melagrana. E le linee più pregiate, come il cioccolato biologico Mascao, con ingredienti di qualità superiore: cacao proveniente dall’Equador, il Perù e la Repubblica Dominicana; zucchero di canna integrale Mascovado, prodotto nelle Filippine, che con il suo retrogusto di liquirizia accentua le note aromatiche del cacao. Per chi ha esigenze speciali, si trova anche il cioccolato al latte vegano, dove il latte vaccino è sostituito con quello di cocco, che rende il cioccolato particolarmente cremoso.

Solidale Italiano
Nel mondo dell’Altrocioccolato (è il nome dell’evento che si svolge a Città di Castello da una quindicina d’anni), da qualche anno c’è posto anche per i prodotti italiani. Come le praline a marchio Solidale Italiano Altromercato, una linea di specialità nostrane legate a realtà di disagio sociale. Ma anche il cioccolato di Modica equosolidale della cooperativa Quetzal (clicca qui): realizzato artigianalmente secondo la tradizione locale, cioè lavorato a freddo senza concaggio, risulta croccante e granuloso e viene aromatizzato con agrumi, semi, frutta secca e altro. È biologico e vegano.

Marina Cella
febbraio 2017


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