#beremeglio, campagna italiana per un consumo alcolico di qualità

#beremeglio, campagna italiana per un consumo alcolico di qualità

Partono le prime attività del progetto #beremeglio che vuole lanciare in Italia una cultura del bere di qualità nei locali pubblici con particolare attenzione alla salute dei consumatori

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Aperitivi, vino o birra durante i pasti al ristorante o in pizzeria, e ancora long drink e cocktail per il dopo cena: un italiano su due ama consumare alcolici nei locali pubblici e le ultime ricerche scientifiche hanno sdoganato il consumo (moderato e controllato) di vino e birra. Anche se, recitano i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, i consumi di bevande alcoliche nel Belpaese sono calati negli ultimi 20 anni e oggi si attestano sui 6-10 litri all'anno, volumi tra i più bassi dell'intera Unione Europea.
Proprio per questo motivo però è importante che le bevande ordinate al tavolo del ristorante o al bar siano di qualità, consigliate e servite da personale in grado non solo di accogliere le richieste del cliente, ma anche di guidarlo con particolare attenzione alla tipologia di vino o superalcolico, alle conseguenze sulla salute, alla moderazione nel consumo.

Partendo da questa premessa, nei mesi scorsi due associazioni di categoria (Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi, e Federvini – Federazione dei produttori ed esportatori di vino e alcolici) hanno messo a punto il progetto #beremeglio, un patto per creare in Italia una cultura del buon bere che parta proprio dal consumo responsabile. Nella fase pilota del progetto sono appena partiti i corsi per formare circa 600 tra baristi, ristoratori e produttori nella città di Padova (dove i consumi sono molto alti rispetto al resto d'Italia): spetta a loro infatti il compito di fornire nei locali prodotti di qualità, consigliare e guidare la scelta dei più giovani, convincere a optare per il buon bere e non per la quantità, oltre che dare consigli generici sulla salute e sul consumo di alcolici. Il passaggio successivo è quello di esportare il progetto pilota all'intera nazione e far accogliere la campagna #beremeglio dallo stesso ministero della Salute.

In particolare sono gli alcolici a bassa gradazione a interessare la popolazione italiana, che ama consumarli più di altri spiriti. Ultimamente peraltro anche tra gli sportivi è stato dimostrato come il consumo moderato di birra non nuoccia all'allenamento e al fisico. Grazie infatti al contributo di magnesio, fosforo, calcio e altri nutrienti, consumare birra lontano dallo sforzo fisico aiuta a riequilibrare il fisico spesso meglio di alcuni integratori energetici. Come sempre però, è importante non abusarne.

Eva Perasso
23 febbraio 2016

Foto Flickr / Miwok 

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