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News ed EventiEventiFestival di Sanremo: quando la cucina italiana è sul palco dell'Ariston

Festival di Sanremo: quando la cucina italiana è sul palco dell'Ariston

Spaghetti, panini, caffè, pizza e persino fritto di paranza. Negli anni la competizione canora più amata d’Italia ha raccontato anche la nostra tradizione gastronomica

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Se ci sono due cose che ci identificano come italiani, anche agli occhi del resto del mondo, queste sono la buona cucina e il bel canto. Non è un caso, dunque, che cibo e musica si siano incontrati, negli anni, nei testi di moltissimi brani celebri, molti dei quali giunti al successo grazie a quella formidabile vetrina che è il Festival di Sanremo.

Forse, tutto è cominciato con il bicchiere di vino e il panino di Al Bano e Romina nell’eterno tormentone Felicità. Era il 1982 quando la coppia canora nazionalpopolare d’Italia portava sul palco del Teatro Ariston di Sanremo il più sincero degli spuntini.

A essere onesti, su circa 1.500 canzoni in gara dal 1951 a oggi, risulta difficile stabilire se quello fu davvero il primo exploit del cibo al Festival della canzone italiana. Probabilmente, però, è quello rimasto impresso più a lungo nella memoria collettiva. Certo più del babà che, qualche anno dopo, dava il titolo al pezzo portato in gara Marisa Laurito: “Vorrei andarmene in Perù, in Giappone, in India, in Cina. Ma poi volo ‘int ‘a cucina” - intonava la simpatica attrice e conduttrice televisiva, snocciolando una serie di leccornie, dalla pummarola agli ziti con il ragù - “E si ‘a vita amara se fa, si addolcisce cu nu babà”. Divertente e golosa, si piazzò solo dodicesima dovendosela vedere con brani rimasti immortali come Ti lascerò di Anna Oxa e Fausto Leali (il cantante in questa edizione ha ricevuto da Carlo Conti il premio alla carriera) e Almeno tu nell’universo di Mia Martini.

Tormentoni golosi

Più fortunata, con un inaspettato secondo posto, la sorprendente partecipazione di Elio e le Storie Tese “atterrati” a Sanremo truccati e vestiti d’argento con La terra dei cachi, grottesca satira del nostro Paese. Tra un nonsense e un gioco di parole (e persino una “donna cannolo”), ecco spuntare versi che ancora ci risuonano in testa: “Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè”, “Se famo du’ spaghi” e, soprattutto, la chiosa “Una pizza in compagnia, una pizza da solo, un totale di due pizze e l’Italia è questa qua”.

Secondo gradino del podio anche per i 7.000 caffè di Alex Britti, il chitarrista romano che nel 2003 celebrò la tazzina più amata. Meno fortunato in classifica, ma con una canzone poi diventata evergreen, Daniele Silvestri che in Salirò (2002) si sentiva “scotto come il tagliolino al pesto che ho mangiato”, con un omaggio (inconsapevole?) alla cucina ligure che tuttavia lo lasciò a metà classifica. Meglio andò al cantautore capitolino nel 2007 con il quinto posto de La paranza, brano che faceva del fritto di pesciolini una metafora della cronaca nera e giudiziaria del tempo: la canzone italiana diventava specchio della società anche attraverso versi solo apparentemente leggeri.

Lo stesso spirito critico e insieme scanzonato lo ritroviamo, tra i big in gara nell’edizione 2026, in due rapper milanesi. Il decano della scena meneghina J-Ax nel suo country-pop Italia Starter Pack denuncia: “Qui non si protesta per lo stipendio, solo per la pizza con l’ananas”. Gli fa il controcanto Dargen D’Amico (in uscita con l’album Doppia mozzarella) che in Ai Ai paragona il Bel Paese a “uno stivale però da diva, che si fa il bagno nell’olio d’oliva”. Non fa sconti ai difetti dei nostri compatrioti neanche il giovane genovese Sayf che in Tu mi piaci tanto (solo a prima vista una canzone d’amore) chiede a chi ascolta “Ti senti a posto col tuo vino rosso?”.

Pop up di gusto

Proprio Sayf ha partecipato al “fuori Festival” che, da qualche tempo, vede spuntare in piazze e vicoli chioschi e pop up a tema gastronomico. Il cantante genovese mette infatti la firma sul Bar Santissimo, dove si esibisce durante il giorno alla macchina dell’espresso servendo caffè al pubblico. Mentre il collega Chiello propone cocktail ispirati ai suoi pezzi nello speakeasy Agonia, dal nome dell’album in uscita. Due anni fa, tutti impazzivano per la pizza servita dalle mani di Geolier e l’anno scorso Tony Effe e chef Ruben proponevano cucina romana doc. Tra promozione discografica e operazioni degli sponsor, a Sanremo si canta, si mangia e si beve a tutte le ore.

Quando spaghetti fa rima con caffè

Tornando all’accoppiata spaghetti e caffè, pare che nei testi delle canzoni italiane abbia cercato di fare concorrenza alla rima cuore-e-amore. Un esempio su tutti: L’italiano di Toto Cutugno (1983) e quei versi: “Buongiorno Italia, gli spaghetti al dente” e “Buongiorno Italia col caffè ristretto”. Piazzatosi solo quinto, la sua rivincita fu veder diventare il brano una sorta di inno nazionale pop. Forse anche per quel riferimento a un alimento e a una bevanda così distintivi per tutti noi.

Nel 1967, quando la kermesse ancora si svolgeva nel Salone delle feste del Casinò di Sanremo, il cantante swing Fred Bongusto presentò un brano dedicato a un giovane amore, Gi, che tuttavia non ebbe grande successo. Solo tre mesi dopo uscì con un nuovo singolo (o meglio, un 45 giri, come si chiamavano allora!) che, invece, canticchiamo ancora oggi: Spaghetti a Detroit. Magari sbagliamo ma, secondo noi, con quell’incipit “Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè” avrebbe potuto aggiudicarsi l’ambito Leone rampante, simbolo del Festival della tradizione italiana.

Francesca Romana Mezzadri
febbraio 2026

Francesca Romana Mezzadri
Francesca Romana Mezzadri

Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina

Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina

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