All’Elba si sta a tavola con Napoleone

All'Elba si sta a tavola con Napoleone

Nel bicentenario dell’esilio dell’imperatore sull’isola una grande manifestazione con mostre, eventi e una curiosa ricerca sul cibo dell’epoca

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All'Elba il 2014 è l'anno della commemorazione del confino di Napoleone sull'isola. In programma eventi culturali e folkloristici che ricordano il singolare esilio che ha fatto del prigioniero eccellente uno dei personaggi di spicco della storia elbana. C'è la mostra della Tenda di Napoleone e la rievocazione dello sbarco dell’Imperatore attorniato dagli ufficiali e dai soldati. Ci sono gare veliche con navi d'epoca, concerti, proiezioni cinematografiche, giochi pirotecnici fino al ricordo della partenza dall'isola, quando l’Imperatore salpò per i gloriosi 100 giorni che precederanno la sconfitta a Waterloo.

E c'è un viaggio goloso alla ricerca della tradizione gastronomica del tempo. Durante tutto l’anno nei numerosi ristoranti dell'isola aderenti all'iniziativa Itinerario del gusto si possono gustare ghiotti menu Napoleonici basati sulla cucina tradizionale elbana dell’800. I piatti sono tratti dal volume di Pierangela Piras L'isola d'Elba in cucina: preparazioni semplici e genuine, che sfruttano il pescato locale, i prodotti del territorio e i ricchi profumi della macchia mediterranea, come la sburrita di baccalà (una zuppetta asciutta), la minestra di fagioli con erbe campesi, la schiacciunta (un dolce secco da inzuppare nel vin santo), la schiaccia con fichi secchi e l'uvata (una sorta di marmellata d'uva).

Tra gli interpreti della tavola napoleonica c'è l'appassionato gastronomo Alvaro Claudi, autore di A tavola con l'imperatore (Miraggi edizioni). Il volume è frutto del fortunato ritrovamento di un quaderno manoscritto appartenuto a uno dei pochi notabili dell’Isola d’Elba che furono invitati alla corte di Bonaparte, il dottor Pasquale Squarci. Vi sono raccolte antiche ricette della tradizione toscana ed elbana della prima metà dell'Ottocento, quando l’isola ospitò Napoleone. Primi, secondi, “pasticci”,  liquori, biscotti e caramelle: il quaderno racconta, in un italiano antico e suggestivo, abitudini gastronomiche dimenticate. E documenta ricette da riscoprire. Come l'insolito Cappon di Galera, una zuppetta di salmone servita su una galletta con salsa agrodolce o la zuppa bianca (che riportiamo qui sotto), preparata con rosso d'uovo, cipolla, mandorle, brodo e butirro (una sorta di caciocavallo). 

Zuppa Bianca
Rossi d’ovo cotti si soffriggono con la cipolla, e butirro, e mandorle stemperate nel brodo, e poi si bollono un poco, e si passano. 6 uova, 1 l e ½ di brodo di carne, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 cipolla, 6 fette di pane tostato, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 30 g di burro, sale e pepe, parmigiano grattugiato. 
Rassodare le uova mettendole in acqua fredda e farle cuocere per 10 minuti dal momento che alza il bollore, farle raffreddare e tagliarle a dadini. Tritare finemente la cipolla e metterla a soffriggere in una casseruola con il burro e l’olio, aggiungere il brodo e far bollire per qualche minuto. Aggiungere le uova sode a dadini, aggiustare con sale e pepe. Far cuocere per pochi minuti e servire con i crostoni di pane tostato spolverati di abbondante parmigiano.

Ma la ricerca nel mondo del food elbano non finisce qui. Da una collaborazione tra il magazine on line Elbareport e Slow Food Elba Capraia nasce ElbaTaste, un'iniziativa mirata a recuperare le tradizioni enogastronomiche dei vari territori che fanno parte dell’Isola. Elbataste rivolge agli elbani l'invito a raccogliere le ricette di famiglia con foto, racconti, testimonianze scritte o video. Le ricette saranno valutate e pubblicate su Elbareport. 

Livia Fagetti
29 maggio 2004

Photo Credit: Claudia Behnke

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