Succhi e nettari di frutta: ok dai nutrizionisti. Con alcuni “ma”

Succhi e nettari di frutta: ok dai nutrizionisti. Con alcuni “ma”

Sono pratici, dissetanti e aiutano a raggiungere le due porzioni di frutta giornaliere. Ma non la sostituiscono e non sono tutti uguali. Come scegliere e cosa cercare in etichetta, oltre le belle immagini (talvolta fuorvianti)

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Sale&Pepe

Il modo più comodo, veloce ed easy per consumare la frutta? Berla, ovviamente. Sarà per questo che l’offerta di succhi, nettari, frullati e bevande a base di mela, ananas, arancio, mirtilli e melograno è sempre più ricca? A “sdoganarli” ora è arrivato anche un position paper della Sinu (la Società italiana di nutrizione umana), che ha “promosso” i succhi ottenuti direttamente dalla frutta senza aggiunta di zuccheri (quelli indicati in etichetta come “succhi 100%”), in quanto forniscono significativi apporti di minerali, vitamine e fitonutrienti, in particolare potassio, acido folico, vitamina C ed altre sostanze ad azione antiossidante, in quantità in alcuni casi anche maggiori rispetto ai frutti da cui derivano. Dunque, non ci sono controindicazioni a un consumo moderato di succhi 100% a patto di tener conto del loro naturale contenuto di zuccheri, che non è basso (circa il 10%). Una porzione da 100 ml fornisce già il 32% degli zuccheri che si dovrebbero assumere in una giornata e apporta il 4% delle calorie giornaliere di una donna adulta. Per questo i succhi non possono essere considerati alla stregua dell’acqua o della frutta fresca, che ha un mix di nutrienti più ricco e articolato, e che ha un alto tasso di fibre, praticamente assenti nella frutta da bere. In quanto fortemente zuccherini, e quindi calorici, i succhi di frutta vanno considerati come veri e propri alimenti e vanno consumati con moderazione, come alternativa più sana alle bibite. In altre parole, i succhi di frutta sono già una merenda a sé e non vanno aggiunti agli snack dei bambini o nei biberon dei neonati.

 155249 Come scegliere?
In quest’universo di brick e bottiglie, monodosi e lattine, però c’è davvero di tutto. E le apparenze, alle volte, ingannano: nelle confezioni con il disegno di una bella arancia rossa potrebbe esserci soprattutto succo della meno costosa arancia bionda, “tinta” con concentrato di ribes. E il brik con belle immagini di frutti rossi potrebbe contenere soprattutto acqua e succo di mela e solo il 20% di succo di mirtilli o lamponi. Così come la bottiglietta di “cocco da bere” si potrebbe rivelare in realtà un succo d’uva aromatizzata con il 6% di cocco. Perciò, davanti allo scaffale delle bevande alla frutta, meglio non scegliere basandosi solo sulle invitanti immagini disegnate sulle etichette, sui nomi accattivanti e sugli slogan salutistici presenti su bottiglie e brick (anche perché il fatto che in una bottiglia ci siano 5 mele non equivale, a livello nutritivo, a mangiare 5 mele!). Per capire davvero cosa si sta comprando c’è un solo modo: controllare la denominazione merceologica, ossia la classificazione del prodotto che viene indicata prima dell’elenco degli ingredienti. Eccole, una a una:

155265 Spremute
leggendo l’elenco degli ingredienti si capisce se si tratta di spremute ottenute da frutta fresca, senza aggiunta di acqua né di conservanti, e che per questo vanno tenute in frigorifero e durano solo pochi giorni. Oppure se la spremuta è ricavata da semilavorati freschi o congelati, che vengono pastorizzati e a cui vengono aggiunti dei coloranti (di solito naturali) per ristabilire la tinta originaria della frutta. Comode e poco elaborate, sono le bevande più simili alle spremute fatte in casa ma, rispetto ad esse, contengono fino al 70% di vitamina C in meno.

155253 Smoothies
i migliori sono quelli che contengono il 100% di frutta frullata (o spremuta), e sono privi di conservanti, coloranti, additivi e aromi artificiali. Nella maggior parte dei casi non contengono acqua e non sono sottoposti a pastorizzazione: quindi vanno conservati in frigorifero e consumati entro 24-48 ore.

 155263  Succhi 100%
ottenuti direttamente dalla frutta spremuta, è vietato aggiungervi conservanti, zuccheri e aromi. Se sulla confezione c’è scritto “a base di succo concentrato” significa che sono stati ottenuti partendo da succhi puree di frutta essiccata che, una volta arrivate nello stabilimento di lavorazione, vengono reidratati e a cui vengono aggiunti gli aromi estratti dalla frutta fresca. Prima di arrivare in commercio, i succhi 100% sono sottoposti a un trattamento termico (come la pastorizzazione): per questo perdono parte delle vitamine contenute nella frutta di partenza.

155257 Nettari
sono i classici “fruttini” tanto amati dai bambini. Non sono tutti uguali: sia perché la percentuale di frutta varia dal 25% della banana al 50% di mela e pera, sia perché ci sono quelli costituiti quasi solo da succo (li riconosci perché sono definiti “nettari”) e quelli più densi e corposi, ottenuti da frutti più solidi e non concentrati (i “succo e polpa di frutta”). 
Tutti possono essere prodotti a partire da semilavorati di frutta (ossia purea o al succo, anche concentrato), “allungati” con acqua. Ai nettari si può aggiungere fino al 20% di zuccheri, ma in realtà nei prodotti in commercio in Italia gli zuccheri aggiunti sono compresi tra l’8 e il 10%. Sono consentiti anche alcuni additivi, con funzione antiossidante o antiacidificante. Vietati, invece, aromi, coloranti e conservanti.

155259 Bevande a base di frutta
sono sempre più numerose. Come dice il nome, la frutta rappresenta solo una parte del prodotto: non può scendere sotto il 12% e può arrivare sino al 40% degli ingredienti. Il resto è fatto di acqua e additivi: correttori di acidità (come l’acido ortofosforico), aromatizzanti (come l'estratto di corteccia di china che si usa nell’aranciata amara). Il loro punto debole è che apportano troppi zuccheri. Ma solo circa l’8% arriva dalla frutta. Il resto è aggiunto durante la produzione perché gli zuccheri (o gli edulcoranti nelle versioni light) servono non solo a renderle più dolci ma anche come conservanti. Preferibili, quindi, quelle “senza zuccheri aggiunti”.

testo di Manuela Soressi
elaborazione immagine di Diego Stadiotti

febbraio 2018

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