Il riso Venere è tutto italiano

Il riso Venere è tutto italiano

Ha chicchi neri, profumati e salutari, ma non viene importato dall’Oriente. È una varietà ideata in Italia, che si coltiva in Piemonte, tratta da un seme nostrano e uno asiatico

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riso venere cottura
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Il riso integrale Venere, arrivato sul mercato una ventina di anni fa, è diventato con gli anni sempre più popolare. Anche se più costoso delle varietà nostrane, oggi è disponibile in tutti i supermercati e apprezzato in ristoranti etnici e italiani. Chicco arrotondato nero, profumo che ricorda quello del pane appena sfornato, gusto fragrante con sentori di nocciola: oltre a essere buono, questo riso ha anche una bella storia: è tutto italiano.

Il riso Venere ha visto la luce nella zona di Vercelli, terra risicola per eccellenza, ma i suoi antenati erano esotici. A idearlo nel 1997 fu il Centro Ricerca della cooperativa sementiera Sapise (Sardo Piemontese Sementi), che incrociò 2 varietà: una bianca locale, molto resistente, e una nera asiatica, difficile da coltivare nelle nostre terre. Il riso venne chiamato Venere, come il pianeta ma anche come la dea dell’amore (in Cina si attribuivano al riso nero poteri afrodisiaci), e la varietà fu registrata. Ancora oggi Venere è un marchio depositato (risovenere.it).

Al 100% Made in Italy, tracciata e garantita, è anche la filiera del riso Venere. Il cereale è coltivato in Piemonte, nelle province di Novara e Vercelli, e in Sardegna, in quella di Oristano, da 6 soci della Cooperativa Agricola Sapise. Viene quindi lavorato e confezionato da una rete di aziende che aderiscono alla Filiera riso Venere: sono circa 120, dalle piccole realtà ai grandi marchi. Gli affiliati possono stabilire il prezzo finale, che varia da un marchio all’altro, ed esporre il logo sulle confezioni. Esiste anche il riso Venere biologico, coltivato in Piemonte e venduto da alcune aziende certificate.

Il chicco del Venere è naturalmente nero, di un color ebano dovuto ai pigmenti scuri del pericarpo (la pellicina che lo riveste). Proprio da queste sostanze, chiamate antociani, deriva gran parte dei benefici del riso. Si tratta infatti di preziosi antiossidanti, gli stessi che si trovano in frutti blu, neri e rossi come i mirtilli, l’uva, il ribes: contrastano l’invecchiamento cellulare e le malattie degenerative e cardiache, aiutano la circolazione e la salute degli occhi. Senza dimenticare che il Venere, essendo integrale, è ricco di fibre, con un indice glicemico (velocità di assorbimento degli zuccheri) molto più basso che nelle varietà bianche. Ottimi anche i livelli di sali minerali e buoni quelli delle vitamine.

Aromatico, gustoso, elegante. Per apprezzare al meglio queste sue peculiarità, il Venere va gustato bollito, pilaf o in sformati. Scuoce difficilmente e rimane croccante ed elastico anche da cotto. I tempi di preparazione sono però più lunghi che per un riso raffinato: la lessatura richiede circa 30-40 minuti in acqua bollente, il forno 45 minuti circa. In alternativa si può scegliere la versione parboiled, che cuoce in circa 15 minuti. Il gusto aromatico del riso nero si sposa con il pesce e i crostacei ma anche le carni bianche e gli ortaggi. Ottimo in insalata, anche con tocchi agrodolci; saltato in padella; in piccoli sformati decorativi.

Marina Cella, 
maggio 2016


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