Conserve in vasetto: 10 regole per farle perfette

Conserve in vasetto: 10 regole per farle perfette

Le conserve “fai-da-te” sono qualcosa di davvero speciale. Facili da fare e buonissime, sono sempre pronte per una coccola golosa o per un regalo agli amici

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Prendiamoci un pomeriggio, magari di quelli un po’ uggiosi, quando il tempo non invita ad uscire. E’ più che sufficiente per preparare le nostre confetture preferite, oppure un chutney sfizioso che, servito con i formaggi, stupirà gli amici gourmand. Da dove si inizia? Da frutta o verdura fresche e di qualità, con in più pochi utensili, vasetti e qualche importante accortezza.

1) Scegliete l’ingrediente-base sempre di stagione e preferibilmente bio; se utilizzate la frutta, preferitela ben matura, quando è più succosa e dolce (in questo mese, prugne, uva, fichi, ma anche pesche, mele e pere); scartate le primizie, meno saporite e più costose. Frutta e ortaggi vanno sempre lavati, anche se poi li sbucciate.

2) L’attrezzatura necessaria è limitata e probabilmente la possedete: una casseruola larga e profonda in acciaio, un cucchiaio di legno, una bilancia da cucina, un piccolo mestolo, una caraffa graduata. Potrebbero servirvi anche un colino e un imbuto.

3) I vasetti di vetro devono essere nuovi o in ottime condizioni, con imboccatura larga e tappo a vite a chiusura ermetica: costano poco, sono facili da trovare e in varie misure. Meglio usare quelli medi (250 g) in modo che, una volta aperti, possano essere finiti in breve tempo.

4) Vasetti e coperchi devono essere pulitissimi: lavateli da soli nella lavastoviglie alla massima temperatura. Meglio ancora se li sterilizzate: immergeteli in una pentola d’acqua fredda, fateli bollire per circa 10 minuti, poi scolateli (aiutatevi con una pinza o un forchettone, per evitare scottature); lasciateli asciugare, capovolti, su un telo pulito. Per fare più in fretta, metteteli nel forno caldo, ma spento.

5) I tempi di cottura di confetture e chutney possono variare di qualche minuto rispetto alla ricetta che avete scelto, perché la frutta matura spesso è più acquosa. In questo caso, per ottenere la giusta consistenza, potete aggiungere una mela sbucciata e tagliata a dadini: le mele, infatti, contengono pectina, sostanza dall’effetto addensante.

6) Riempite i vasetti lasciando 1 cm di spazio libero dal bordo (serve a formare il vuoto durante il raffreddamento). E’ importante non lasciare residui sui bordi, soprattutto sulla parte esterna. Se restano sbavature, pulite bene con carta da cucina inumidita e asciugate prima di avvitare la capsula.

7) Se la conserva che invasate è bollente (come nel caso di confetture, composte e chutney), a questo punto capovolgete i vasetti a testa in giù e aspettate che si raffreddino completamente. Poi, girateli e controllate che si sia formato il sottovuoto: la capsula deve essere perfettamente piatta o curvata verso l’interno.

8) Per confetture con poco zucchero e alcune conserve, è obbligatoria la sterilizzazione: dopo aver riempito e chiuso bene i vasetti, sistemateli in una casseruola foderata con un telo pulito, avvolgeteli con altri teli per evitare che si rompano, sbattendo, e copriteli con acqua tiepida (il livello deve superarli di almeno 3 cm). Calcolate il tempo dall’ebollizione (circa 20 minuti per i vasetti da 250 g, seguite comunque i tempi indicati dalla ricetta) e lasciateli raffreddare nell’acqua. Controllate che il coperchio si abbassi al centro, premendolo leggermente (segno che si è formato il sottovuoto), scolateli e asciugateli.

9) A questo punto la conserva è pronta: non rimane che attaccarvi l’etichetta per scrivervi il nome della vostra creazione, ma soprattutto utile per ricordare la data di preparazione e quindi controllare la scadenza (di solito, 10-12 mesi). Riponete i vasetti in un luogo asciutto e fresco, lontano da luce e fonti di calore.

10) Controllate ogni tanto se in superficie si è formata muffa o se il coperchio si è gonfiato: in questo caso, non esitate a buttare tutto. Una volta aperto il barattolo, tenetelo in frigorifero e consumatelo entro pochi giorni.

Paola Mancuso
settembre 2016

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