Prebiotici e probiotici: quando “du is megl che uan”

Prebiotici e probiotici: quando “du is megl che uan"

Sei fan dei probiotici? Allora, mangiali con i prebiotici: così ne potenzi l’efficacia sull’intestino. E l’effetto pancia piatta e detox sono assicurati. Ecco qualche idea per abbinamenti di tutti i colori (letteralmente!)

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prebiotici e probiotici
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Che siano in vasetto o in bottiglietta, non cambia: in tutte le loro forme gli yogurt probiotici (anche se il loro nome corretto è “latti fermentati”) sono veri e propri superfood. Merito della loro “matrice” nutrizionale da 10 lode, sottolinea Assolatte: non solo contengono proteine, calcio, magnesio e vitamina B12, ma soprattutto apportano miliardi di batteri “buoni”, che arrivano vivi nell’intestino e vi si insediano, favorendo l’eliminazione delle scorie e favorendo l’assorbimento dei nutrienti contenuti negli alimenti. Quest’effetto di “manutenzione” dell’intestino i probiotici lo svolgono egregiamente. Ma li si può sempre “migliorare”. Come? Il modo più facile e piacevole consiste nell’abbinare latti fermentati e frutta, perché queste due tipologie di alimenti agiscono in sinergia sulla salute dell’intestino: la vitalità dei probiotici viene infatti potenziata dai prebiotici presenti nella frutta. Insomma, “du is megl che uan” come diceva uno storico slogan pubblicitario.

Metti il turbo al microbiota
Che abbinare prebiotici e probiotici fosse un’ottima idea per mantenere un’equilibrata composizione del microbiota con i benefici che ne derivano (ossia favorire la modulazione del metabolismo e stimolare il sistema immunitario) lo si sapeva già. Ma una recente ricerca, condotta in Canada, ha fatto un passo in più: ha verificato l’efficacia reale sul microbiota del consumo di frutta e probiotici, confermando che quest’abbinamento ha un maggior impatto positivo sul microbiota, e, di conseguenza, sulla salute del sistema gastro-intestinale e sul benessere personale, rispetto a quando si mangiano solo yogurt probiotici o solo frutta. Come lo si spiega? Nello svolgere il loro invisibile e indefesso “lavoro” sulla flora intestinale, i probiotici hanno bisogno di nutrimento. E lo trovano nei prebiotici, come le fibre solubili e i polifenoli presenti nella frutta: tutte sostanze che non vengono digerite dagli enzimi del piccolo intestino e arrivano a essere utilizzati selettivamente dai bifidobatteri e dai lattobacilli intestinali. Così i prebiotici stimolano la crescita e attivano il metabolismo delle specie batteriche “buone” che dimorano nel colon.

“Yogurt” probiotici e frutta: abbinamenti a colori
Il bello e il buono dell’abbinare la frutta agli “yogurt” probiotici è che non c’è rischio di annoiarsi o di mangiare in modo monotono: si può seguire la stagione, approfittando della frutta fresca, con i suoi sapori e i suoi colori. Ed è proprio partendo dall’aspetto cromatico che si possono combinare probiotici e frutta in una ciotola per ottenere un mix buono da mangiare e anche bello da vedere. 

Per un elegante abbinamento in bianco si può puntare sulla mela, che è ricca di pectina, una fibra solubile classificata tra quelle a maggior capacità prebiotica, com’è emerso da uno studio pubblicato sulla rivista “BMC Microbiology”. Le mele contengono anche buone quantità di acidi organici (come l’acido malico e quello citrico), che agiscono sul trofismo della flora batterica intestinale. 

Se il tuo colore preferito è il giallo mettilo a colazione o a pranzo aggiungendo allo “yogurt probiotico” una banana, una delle migliori fonti alimentari di frutto-oligosaccaridi a catena corta (FOS) che svolgono un'azione prebiotica. Secondo uno studio condotto in Grecia, consumare una banana media al giorno contribuisce allo sviluppo dei bifidobatteri, aiutando a migliorare la composizione del microbiota, in particolare nelle donne

Effetto “green” per l’abbinata latte fermentato e kiwi, un frutto molto ricco di fibre, è apprezzato per il suo potere riequilibrante sull'intestino dovuto all’alto tenore in pectina. Diversi studi hanno verificato gli effetti intestinali positivi del consumo di kiwi, in particolare per lo sviluppo dei Lactobacillus rhamnosus e per la riduzione dell’indesiderato batterio Salmonella typhimurium

Per un effetto antiage punta su “yogurt probiotico” e melagrana. Nei suoi bei chicchi rossi ci sono antiossidanti (in particolare polifenoli), minerali e oligoelementi (come potassio, manganese e zinco). E ci sono anche i polisaccaridi, che svolgono un’azione prebiotica. 

Infine, il più instagrammabile degli abbinamenti: è quello tra latti fermentati probiotici e susine, ben note per le loro proprietà lassative. Un effetto determinato dall’alto contenuto di sorbitolo, uno zucchero che svolge anche funzioni prebiotiche, poiché promuove l’attività della flora batterica intestinale favorendo la produzione di acidi grassi a catena corta, che proteggono il colon dalle infezioni e dal rischio tumorale.

Manuela Soressi
aprile 2019

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