L’igiene prima di tutto

L'igiene prima di tutto

Dalle spugnette ai pavimenti: tutti gli accorgimenti per mantenere il cuore della casa pulito e sanificato. Ed evitare rischi per la salute

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spugnetta da cucina
Sale&Pepe

Per i nostri piatti, scegliamo le ricette migliori, ingredienti eccellenti, utensili di ultima generazione, tecniche innovative... Ma come siamo messi in quanto all'igiene in cucina?

Quello che è il primo e più importante aspetto di cui occuparsi nelle cucine professionali, tra le mura domestiche viene a volte preso alla leggera e spesso, per sentirci con la coscienza a posto, ci basta una spazzata per terra e una passata al piano con sgrassatore e spugnetta umida...

QUEL CHE SI ANNIDA NELLE SPUGNE
Già, spugnetta: secondo uno studio di qualche tempo fa, apparso sulle più autorevoli riviste scientifiche, in un centimetro cubo di spugna da cucina ci sarebbero oltre 50 miliardi di microorganismi, tra i quali ne possono proliferare anche di potenzialmente dannosi, capaci di generare malesseri più o meno seri, a cominciare dai disturbi intestinali.

Non solo: gli scienziati mettono in guardia sul fatto che disinfettare troppo spesso straccetti e affini non sarebbe risolutivo e, anzi, renderebbe l'ambiente adatto a batteri più resistenti. Tra questi, anche quelli responsabili dello sgradevole odore di umido e muffa.

La conclusione degli esperti è drastica: si dovrebbero cambiare le spugnette una volta alla settimana.

Senza allarmismi, questo limite può essere superato con alcuni accorgimenti. Per cominciare, valutate quanto uso fate delle spugne: sarà diverso, per esempio, se lavate i piatti a mano o in lavastoviglie, se cucinate una o due volte al giorno eccetera.

Poi, naturalmente, tenete distinte quella per le superfici da quella per pentole, piatti e bicchieri.

Dopo ogni utilizzo sciacquatele a lungo con acqua calda e, se fossero particolarmente unte, con poco detersivo o con aceto puro, poi strizzatele il più possibile. Lasciatele asciugare all'aria e magari, in inverno, riponetele nelle vicinanze del termosifone. Insomma: fate guerra all'ambiente umido, il preferito dai microorganismi.

Naturalmente, un paio di lavaggi più profondi sono concessi, con buona pace degli scienziati: potete far bollire le spugne per una decina di minuti in una casseruola con acqua e aceto, oppure passarle nel microonde, per 2-3 minuti, immerse in una bacinella d'acqua.

Anche così, però, non tirate troppo la corda e cambiate comunque le vostre spugna ogni 2, 3 settimane al massimo.

Altrimenti, saranno il primo veicolo di contaminazione per le stoviglie, gli utensili e i piani di lavoro su cui trasferirebbero gli eventuali agenti patogeni.

SUPERFICI E LAVELLI IMMACOLATI
I piani di lavoro sono un altro tasto dolente perché mentre cuciniamo ci appoggiamo sopra di tutto, dai cibi alle posate.

Le regole del buon senso suggeriscono una prima, fondamentale abitudine: quella di non posare mai sulle superfici le buste della spesa, che magari sono state trasportate nel bagagliaio dell'auto (non proprio pulitissimo!), o posate per terra mentre si passava da un negozio all'altro.

Vietato anche disporvi i cibi crudi, da affettare e preparare sempre su taglieri "dedicati": uno per la carne, uno per le verdure, uno per il pesce eccetera. Non è obbligatorio possederne 4 o 5 diversi come nelle cucine professionali, ma almeno badate di lavare bene (e con una spugnetta pulita!) il tagliere a ogni cambio d'uso.

Questo non dispensa dalla necessità non solo di pulire, ma anche di sanificare i piani. C'è chi ama usare prodotti come gli sgrassatori, magari con formulazioni antibatteriche: una buona soluzione a patto di risciacquare molto bene il detergente, per eliminare ogni traccia di sostanze chimiche.

Chi preferisce le soluzioni naturali può optare per una passata del già citato aceto, utilizzato puro, la cui acidità "abbatte" buona parte dei batteri.

Gli stessi accorgimenti sono da riservare al lavello, soprattutto quando laviamo insalate e altre verdure (specie se ricche di terriccio, come i funghi), o quando puliamo pesce e crostacei. Se è di ceramica bianca, una buona soluzione può essere coprire il fondo con più fogli di carta da cucina e inzupparli di acqua e candeggina, che oltre all'effetto disinfettante ne avrà anche uno sbiancante. Dopo 10, 15 minuti di riposo, una volta gettata la carta basta risciacquare con abbondante acqua calda corrente.

E I PAVIMENTI?
In molti abbiamo l'abitudine, finito di rigovernare la cucina, di passare la scopa per raccogliere briciole e sporco. Nulla di più sbagliato.

Sul pavimento può infatti trovarsi un batterio piuttosto pericoloso, la Listeria monocytogenes (responsabile di sindromi gatrointestinali anche serie), che la scopa può sollevare insieme alla polvere, disperdendolo nell'aria e permettendo che si depositi sui piani e sul cibo.

Dato che prolifera di preferenza su carne, pesce, uova, ortaggi, latte e latticini crudi, e che è praticamente impossibile evitarne al 100% la presenza, il consiglio è di pulire per terra quando il cibo è stato riposto in frigo e di usare un aspirapolvere, invece che una scopa.

Inoltre occorre, ovviamente, lavare con regolarità il pavimento della cucina con un prodotto disinfettante o, ancora, con acqua e aceto, dato che la Listeria (che viene comunque inattivata alle temperature di cottura) teme gli ambienti acidi.

A proposito di lavaggi, non dimenticate che il primo, fondamentale passo per una buona igiene in cucina è il più elementare: lavarsi spesso le mani. Fatelo prima di mettervi ai fornelli e ogni volta che toccate un alimento crudo.
Perché a volte basta veramente poco per provocare un mal di pancia, magari leggero ma noioso. Ma per fortuna, basta poco anche per evitarlo.

Francesca Romana Mezzadri
gennaio 2018
Foto: Flickr/bark

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