Gusti di gelato che incuriosiscono e sorprendono con sapori insoliti, ingredienti mediterranei, tocchi orientali e combinazioni insospettabili. Novità che piacciono per equilibrio, artigianalità al servizio del gusto e alta qualità del prodotto
Gelato revolution. Negli ultimi anni, il mondo della gelateria artigianale è diventato un vero laboratorio di sperimentazione. Accanto ai gusti tradizionali sono comparsi sapori sempre più sorprendenti che prendono ispirazione dalla cucina, dalla gastronomia locale e perfino dalle tradizioni culinarie, con risultati fantasiosi, che arrivano a essere decisamente stravaganti. Senza mai esagerare, però, perché la cura, il tempo e l’impegno nella ricerca che i maestri gelatieri mettono nel formulare le nuove ricette sono rivolti a garantire un equilibrio nel gusto e un’attenzione particolare, che va dalle esigenze alimentari specifiche alla sostenibilità economica e ambientale.
L’accostamento di sapori in abbinamenti spesso insoliti ma che risultano irresistibili, sono la firma di grandi maestri gelatieri che si dedicano alla ricerca per proporre sapori e combinazioni sempre nuovi e intriganti. I nuovi gusti, che sulla carta sembrano a dir poco inusuali se non bizzarri, stanno conquistando la clientela che spesso si presenta dal gelatiere di riferimento chiedendo quali sono le novità.
Abbiamo incontrato alcune firme del gelato italiane, maestri gelatieri veri artigiani del dolce, e ci siamo fatti raccontare le loro proposte per il 2026.
Pralina Il Milanese, Enrico Rizzi Enrico Rizzi, dell’omonima pasticceria a Milano e gelatiere d’eccezione, si distingue per la rigorosa selezione di ingredienti premium, l’attenzione, la cura, la passione che ha sempre infuso nelle sue creazioni. Quest’estate, Enrico Rizzi sorprende con nuovi gusti sotto forma di praline, gianduiotti e gelato sfuso da banco, che stupiscono e deliziano la sua clientela.
Gelato al mais tostato, Enrico Rizzi Il gelato al mais tostato, è davvero particolare: per questa creazione Enrico Rizzi usa il mais tostato, servito con l’aperitivo – quello tostato, salato e fritto. Il risultato è sorprendentemente goloso.
Il gelato chiamato “Il Milanese”. All’assaggio, sembra veramente di gustare un risotto giallo meneghino, di quelli buoni: al palato arriva l’impressione dei chicchi di un risotto all’onda. «Avevo deciso di fare il cioccolato allo zafferano con riso soffiato tostato, in pralina gelato». Le praline gelato sono una novità di quest’anno di Enrico Rizzi. «È piaciuta così tanto, che ho voluto trasformarla in gelato, sia in versione pralina sia sfuso da banco. Nel gelato, fatto con latte delattosato per garantire leggerezza e digeribilità, inserisco uno zafferano super premium, il Negin iraniano dall’altissimo potere aromatico».
Ci sono poi i sorbetti gourmet, a base alcolica con vini e liquori di pregio, in eleganti contenitori di vetro da 660 g. «Si va dal Fernet Branca® al Passito di Pantelleria Ben Rye®, dallo Champagne Brut Veuve Clicquot® al Campari®, dal Barolo Chinato Mulassano® al Whiskey Bourbon Woodford®». Gli alcolici sono quasi due terzi degli ingredienti: piacciono moltissimo, ci spiega, e vanno particolarmente bene.
Galaverna, fiordilatte al Brie variegato con mirtillo rosso e Campari Il maestro AMPI Gabriele Vannucci a Firenze è un punto di riferimento per gli appassionati del gelato in ogni stagione, che frequentano il suo negozio sapendo che offre gusti di ricerca, che fondono in modo sopraffino pasticceria e arte gelatiera. Accanto ai classici come pistacchio, nocciola e cioccolato fondente (tutti vegani), si possono trovare espressioni della pasticceria classica in versione gelato, tra questi cassata, croccantino, Foresta Nera. Iconici l’Andy Warhol, base al cioccolato bianco, salsa di mango e banana fermentata, e il gelato signature della gelateria, sempre presente in ogni stagione: la Crema Vannucci, che vede la riscoperta e la riproposizione di un gusto dimenticato, il malaga. “È uno zabaione al vermouth rosso con uvetta macerata nel vermouth rosso. Il vermouth utilizzato nasce dagli alambicchi di Fermenthinks, la prima distilleria urbana di Firenze” – spiega Vannucci – “con cui ho collaborato per trovare l’ingrediente perfetto”.
Le nuove proposte nate dal suo estro sono: la Galaverna, un fiordilatte al brie variegato con mirtillo rosso macerato nel Campari, che dà una nota fresca, leggermente amaricante, in un bilanciamento ideale di sapori; lo stracchino e mela candita; profumo d’Oriente, al kumquat e tè verde macha; e l'albicocca e tahina, dove la dolcezza dell’albicocca incontra la delicatezza della crema di sesamo bianco dal gusto morbido e avvolgente.
I gelati di Gabriele Vannucci sono tutti senza glutine, così come la cialda che li accompagna.
Zafferano – e non solo – anche per Simone De Feo, per cui l’estate 2026 profuma di spezie come pepe, cumino, chiodi di garofano, anice e appunto zafferano. Alle spezie De Feo dedica una collezione (disponibile da giugno nelle due sedi della sua gelateria, Cremeria Capolinea, a Reggio Emilia) che è una vera monografia dedicata alle spezie nel gelato e che prevede gusti a rotazione, costruita con l’approccio che da sempre lo caratterizza: prendere un gusto classico e amato, combinarlo a una spezia scelta con rigore, e ottenere qualcosa che sorprende ma senza disorientare.
“Si tratta di un preciso filo conduttore di un progetto di ricerca” – spiega De Feo – “Delle spezie subiamo il fascino esotico, alcune sono parte della memoria gustativa italiana, altre no. Ho voluto realizzare qualcosa che sembrasse nuovo e al contempo familiare. Ho voluto stimolare la memoria olfattiva legata ai viaggi, creare dei gelati che promettano sapori insoliti ma comunque confortanti, per aprire mappe sensoriali inaspettate”. I primi tre gusti dell’estate sono: Mille e una notte, nome fiabesco e fantastico per la Crema all’arancia con zafferano ShirinPersia; ananas, burro noisette e anice stellato e infine cioccolato, olio extravergine di oliva, zest di limone e cumino. Sebbene la presenza dell’olio possa incuriosire, il risultato è elegante, fresco e sorprendentemente equilibrato
Per tutti, il pistacchio resta il gusto più amato, ma quest’anno si propone in versione leggermente salata, cremoso e irresistibile. Al palato è ricco ma sempre fresco, perfetto in purezza o da abbinare a fior di latte o al cioccolato fondente.
Quest'ultimo, declinato in diverse monorigine, soddisfa l'amplia platea di estimatori. La nocciola rimane un grande preferito, il segreto del suo successo è nella qualità del frutto e nella tostatura. Da provare per una bomba di freschezza, il binomio zenzero-limone sveglia il palato con freschezza e un pizzico speziato.
Lettrice instancabile, appassionata di racconti e di viaggi, è da sempre incuriosita dalla storia e dalla letteratura del cibo – come ingrediente e come alimento finito – e dalla cucina, intesa come arte del produrre cibo, momento sociale e tappa fondamentale evolutiva. Ama narrare storie e ricercare
le origini dei piatti e dei loro nomi. Si ritiene molto fortunata perché scrive
per lavoro e per diletto, insieme – Linkedin – Ph. Carlo Casella
Lettrice instancabile, appassionata di racconti e di viaggi, è da sempre incuriosita dalla storia e dalla letteratura del cibo – come ingrediente e come alimento finito – e dalla cucina, intesa come arte del produrre cibo, momento sociale e tappa fondamentale evolutiva. Ama narrare storie e ricercare
le origini dei piatti e dei loro nomi. Si ritiene molto fortunata perché scrive
per lavoro e per diletto, insieme – Linkedin – Ph. Carlo Casella