Mercato Centrale di Roma, un’agorà dove si fa anche cultura

Mercato Centrale di Roma, un’agorà dove si fa anche cultura

Ha aperto a Roma, accanto alla stazione Termini, il Mercato Centrale. Un luogo accogliente e ricco, dove gli artigiani del gusto più validi della capitale (e oltre) vendono e cucinano sul posto alimenti di qualità garantita

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Il mercato è tornato finalmente a essere agorà e punto di ritrovo, un luogo dove i prodotti di qualità, intesi in un senso molto ampio di buon cibo e anche di contenuti culturali, trovano un'aggregazione importante. Ha aperto infatti Il Mercato Centrale di Roma (clicca qui). La scelta della location non è casuale: si tratta della Cappa Mazzoniana, nel pieno del quartiere Esquilino, adiacente alla stazione ferroviaria di Roma Termini. A ideare e realizzare il progetto sono state le stesse persone che hanno curato il Mercato Centrale di Firenze: Umberto Montano e Claudio Cardini hanno messo insieme una squadra appassionata ed efficiente, che nell’arco della sola estate ha messo a posto i locali e aperto i battenti.

La location è affascinante, accogliente e immediata: la ristrutturazione ha rispettato i canoni richiesti dalla Soprintendenza delle Bella Arti, perché l’idea era proprio quella di combinare in modo armonioso passato e presente, per dare vita a un luogo con tutti i comfort moderni, la sobrietà di un design curato, capace di comunicare in modo diretto i valori della semplicitià e la genuinità del passato. L’impresa è riuscita, perché l’unica definizione appropriata per questo mercato è: bello. Semplicemente bello.

La sua peculiarità è la territorialità: il mercato ha l’obiettivo ambizioso di restituire alla città uno spazio che aveva bisogno di una riqualificazione importante. E il fermento promette di portare con sé potrebbe davvero costituire un cambiamento notevole per quest'area di dubbia fama.

Oltre ai bottegai del piano terra, il Mercato ha al primo piano un temporary store che varierà l’offerta periodicamente e all’ultimo si trova uno spazio dedicato agli eventi.

Appena entrati ci si sente accolti e si ha l’immediata e rilassante sensazione che qui ci sono solo cose buone e persone in grado anche di consigliarti come cucinarle o gustarle nel modo migliore. L’opposto della grande distribuziuone, insomma.

In effetti dietro ai banchi ci sono artigiani del gusto di tutto rispetto, tra i migliori di Roma e il top in italia per le poche eccezioni non locali.
All’ingresso c’è subito Alessandro Conti, conosciuto a Campo de' Fiori come il carciofaro (si occupano di carciofi da 4 generazioni), insieme al fungaiolo più famoso della città, Gabriele La Rocca. Puliscono e cucinano le verdure proprio sotto gli occhi del pubblico. Varcata la soglia le sorprese per le papille si susseguono: per pane e prodotti da forno c’è Gabriele Bonci, per la carne il rinomato macellaio romano Roberto Liberati e per il pesce fresco Edoardo Galluzzi; i trapizzini sono firmati da Stefano Callegari, poi ci sono i fritti croccanti di Martino Bellicampi e le paste fresche di Egidio Michelis. Per i golosi la tappa obbligata è là in fondo, dove ci sono i gelati e i semifreddi di Luca Veralli.

Poi sono presenti alcune eccezioni extraterritoriali. Si tratta di artigiani scelti perché particolarmente significativi e di altissima qualità: tra loro c’è il cioccolataio Pierangelo Fanti, che ha vinto numerosi premi con le sue praline e le sue confezioni creative, il suo spazio è elegantissimo, profumato e colorato perché vende anche fiori recisi; Beppe Giovale ha un ricco banco di formaggi, Enrico Lagorio serve hamburger di chinina, Carmelo Pannocchietti propone le sue specialità dolci siciliane, Romualdo Rizzuti impasta e sforna pizze fatte rigorosamente con lievitazione naturale e farciture semplici e strepitose, Luciano Savini porta i suoi strepitosi tartufi, mentre per le specialità vegetariane e vegane c’è Marcella Bianchi. E al centro, proprio sotto la grande cappa in marmo portoghese c’è il bar con cocktail, bevande e birre.

Comunque ci si muova si ha l’impressione di essere al centro di un’esperienza sensoriale inebriante: ovunque c’è qualcosa di buono da assaggiare, facendosi cucinare il prodotto fresco direttamente sul posto e magari fermandosi a uno dei tanti tavoli disposti su tre piani. Ma naturalmente come in ogni mercato degno di tale nome si può fare una normalissima spesa, con la garanzia di portare a casa un prodotto di qualità.

La vera sorpresa di questa realtà, tuttavia, è il legame con la città e il suo tessuto culturale: il mercato infatti diventa per la prima volta a Roma produttore di contenuti. C’è un pool di professionisti che fa da curatore artistico e si occupa di organizzare spettacoli e mostre. E contemporaneamente si darà anche visibilità agli appuntamenti della capitale, organizzando partnership e proponendo sconti e promozioni per chi si trova in città proprio in occasione di fiere, mostre e iniziative culturali. E per chi vuole seguire proprio tutto, c'è anche la webradio del Mercato!

Barbara Roncarolo
ottobre 2016

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