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News ed EventiPiaceriMargherita di Savoia: oltre la pizza c’è di più

Margherita di Savoia: oltre la pizza c’è di più

La prima regina d’Italia è stata anche la prima influencer del made in Italy. E i frutti li gustiamo ancora oggi

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La pizza, ovviamente. Ma anche il panforte e le torta, i biscottini di Stresa e una caponata pugliese: Margherita di Savoia è decisamente la regina più presente nella cucina italiana. E non certo per le sue doti di cuoca o di mecenate della gastronomia, ma per effetto della sua popolarità. E anche della sua fama di buona forchetta.

Margherita di Savoia: una regina nel menu

Statua di Margherita di Savoia a palazzo Madama su sfondo blu

Prima regina dell’Italia unita, dal 1878 al 1900, girò in lungo e in largo per l’Italia accompagnando il marito Umberto I, già dal loro viaggio di nozze nel 1868, e così incarnò il volto della “nuova” Italia e divenne un modello di grazia e bellezza, mecenatismo e filantropia. La giovane Margherita si appassionò all’artigianato locale, lo sostenne (ad esempio promosse la scuola del merletto di Burano e l’arte della lavorazione del corallo di Torre del Greco) e lo portò a corte, arredando la sua reggia, il Palazzo del Quirinale, dove i suoi sontuosi ricevimenti ospitavano nobili e titolati di tutta Europa. Così facendo non solo impose un nuovo gusto ma diede valore e fece conoscere quello che può essere considerato il primo “made in Italy” della storia nazionale.

Inevitabilmente Margherita divenne presto un’icona di stile. Vestita con gli abiti del couturier più famoso dell’epoca, il parigino Charles Frederick Worth, rilanciò gli abiti in pizzo e i gioielli in corallo e introdusse la moda dei preziosi fili di perle al collo, di cui non si privava mai e che si dicesse esigesse in dono dal marito dopo ogni scappatella galante. Raccontano della sua passione per l’arte e per i bei vestiti, per le automobili e i gioielli due mostre attualmente in corso al Castello Svevo di Trani e alla Reggia di Caserta.

Dal mare alla montagna… alla tavola

Foto in bianco e nero della regina Margherita di Savoia

Margherita di Savoia non fu, dunque, soltanto una figura politica e mondana: divenne un simbolo identitario in un’Italia appena unificata. E così le vennero dedicate stabilimenti balneari (come quello di Varazze, datato 1887) e il più alto rifugio alpino d’Europa (la capanna Regina Margherita, a quota 4552 metri), poiché fu grande appassionata di montagna. E ancora una rosa bianca con sfumature rosa, innumerevoli viali e piazze, e persino una località, con annesse saline, in Puglia, che cambiò nome nel 1879 diventando appunto Margherita di Savoia.

Poteva la cucina non farsi conquistare da questa giovane, bionda, e affascinante sovrana, che ovunque andasse si interessava di artigianato, folklore e usanze culinarie locali? Infatti la celebrò trasformando il suo nome in un’icona gastronomica. Pasticcieri, cuochi e pizzaioli le dedicheranno delle ricette che in molti casi sono arrivate sino al terzo millennio. Anche se talvolta non lo sappiamo!

Da ricetta umile e locale a cibo nazionale e da regina: la Pizza Margherita

Targa "qui 100 anni fa nacque la pizza margherita 1889 1989 Brandi"

Il piatto più celebre dedicato a Margherita di Savoia nasce a Napoli nel giugno del 1889. Secondo la tradizione, il pizzaiolo Raffaele Esposito della Pizzeria Brandi preparò tre pizze in onore della sovrana in visita alla città. Tra queste, una con pomodoro, mozzarella e basilico, ossia con i colori della bandiera italiana. Fu la preferita dalla regina Margherita, che la gustò nella Reggia di Capodimonte e da cui prese il nome diventando negli anni non solo un classico della cucina partenopea ma uno dei più noti e apprezzati ambasciatori dell’italianità nel mondo.

Ma il legame tra la pizza “tricolore” e casa Savoia sarebbe una bufala, come ben argomenta lo storico Luca Cesari nel suo libro “Storia della Pizza. Da Napoli a Hollywood” (Il Saggiatore), in cui scrive che la Margherita non è mai stata assaggiata dalla regina e che pizze con questa ricetta erano presenti a Napoli anche prima del 1889.

Quel che è certo e innegabile è che la Pizza Margherita divenne il simbolo gastronomico della giovane Italia unita e che il legame con la casa reale contribuì certamente a “nobilitare” questo piatto nato umile. Ma a anche a far sentire la monarchia più vicina al popolo. Del resto non si dice ancora oggi che “la regina Margherita mangiava con le dita” per ricordare quando, contravvenendo al galateo, decise di gustare così, nel modo più semplice, delle saporite coscette di pollo?

Il medioevo rivisitato e reso più femminile: il panforte Margherita

panforte s gette su tagliere in legno

Il panforte è una scheggia di medioevo arrivato fino ai giorni nostri. Ma solo nella versione “nera”, quella preparata con xx. Invece il panforte bianco è stato inventato nel 1879 ed è stato dedicato proprio alla regina d’Italia, tanto da essere noto come “panforte Margherita”.

Lo si deve a Galgano Parenti, figlio del titolare di un’importante farmacia in piazza del Campo a Siena. Per festeggiare l’arrivo a Siena di Umberto I e della moglie per assistere al Palio d’agosto, creò una versione più “femminile” del panforte. Ossia meno speziata, più morbida, punteggiata di canditi trasparenti come gemme e ricoperta di bianco zucchero vanigliato. Una ricetta tanto azzeccata da essere presto prodotta su larga scala e da diventare il panforte più conosciuto e apprezzato. Ancora oggi.

Il più dolce degli omaggi: la Torta Margherita

Torta Margherita con fetta tagliata

Chi non ha mai assaggiato o cucinato la Torta Margherita? È uno dei dolci più radicati nella tradizione domestica, eppure la sua storia è recente perché è nata a fine Ottocento ed è stata chiamata così in onore dell’omonima regina, per sottolinearne la grazia e la delicatezza.

La sua origine non è legata a un episodio documentato come quello della pizza, ma la dedica testimonia quanto la figura della regina Margherita fosse entrata nell’immaginario collettivo. In un’epoca in cui la monarchia cercava consensi, anche la pasticceria contribuì a costruire un’immagine rassicurante e familiare dei Savoia. Grazie soprattutto alla regina Margherita.

Manuela Soressi,
marzo 2026

Manuela Soressi
Manuela Soressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

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