French toast, dall’America con amore

French toast, dall’America con amore

Da godersi soprattutto nella colazione a letto festiva, i ‘french taost’ sbarcano in Italia dagli Stati Uniti. Ma sono davvero una specialità a stelle&strisce?

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french toast cover
Sale&Pepe

Le patatine, negli Stati Uniti, si chiamano french fries. Il punto non è che facciano male o che - controdine! - facciano bene. Il punto è? Ma sono francesi? No. O per lo meno così difendono i belgi. E il french toast? Mah… neppure! Allora nacque davvero all’ombra della Statua della Libertà, come – attenzione, attenzione! - il cono gelato? Neanche per sogno! Già la parola toast – che indica anche l’omonimo, mitico panino abbrustolito - ci dà un indizio: non è per nulla anglofona, ma deriva dal latino tostum, ‘abbrustolito’, appunto. Se proprio dobbiamo dare un passaporto al french toast, sarebbe niente meno che quello italiano! Già perché probabilmente la sua prima edizione nella storia fu ad opera degli antichi Romani…

Il suo nome, infatti, è multiplo: ‘toast tedesco’, ‘toast spagnolo’, ‘toast delle suore’, dei ‘poveri Cavalieri di Windsor’… In Francia si chiama ‘pane perduto’. Oppure, onore al merito, ‘pane alla Romana’. Ma cos’è questo pane? Sostanzialmente – mica per niente! - una mozzarella in carrozza, italico vanto, senza mozzarella! Vero è, comunque, che il french toast di cui stiamo parlando qui è un goloso vizietto a stelle&strisceNegli Stati Uniti si diffuse via Regno Unito, dove era senz’altro apprezzato fin dal Milleseicento.

Sono i cugini d’Oltralpe che ci indicano con il ‘pane perduto’ le origini concettuali di questa intramontabile ricetta: non sprecare il pane vecchio. Intingerlo in qualcosa che lo renda di nuovo morbido e poi insaporirlo. Ma insomma, e che ne facciamo dunque di questo pane? Beh, lo passiamo nelle uova battute con latte e un pizzico di sale e lo friggiamo nel burro! Semplice, no?

Numero 1, dunque: il pane. Oggigiorno usiamo il pane in cassetta (che negli USA è extra-large) ma la scelta del pane determinerà la consistenza. De gustibus: dal rustico contadino al pan brioche, più o meno morbido, con o senza crosta, non c’è limite alla Provvidenza. N.2: il latte. Più è pannoso, più è goloso… Potete provare alternative a quello di mucca: di capra, piuttosto che di cocco. N.3: le uova. Quelle buone. E poi il burro: non è il momento di lesinare. E il condimento, dolce o salato? Il consiglio è: tutti e due! Prima l’uno, poi l’altro e poi magari ancora l’uno, in una versione diversa!

Il french toast è l’icona delle colazioni americane, soprattutto quelle dei giorni festivi, quando non bisogna schizzare al lavoro e ci si può prendere il tempo di gustare questa semplice delizia e sperimentarla in tutte le versioni possibili e immaginabili. Già, perché se il classico dei classici è lo sciroppo d’acero, uno sfizioso miele piuttosto che un plotone di confetture – magari fatte in casa, vedi…. - faranno bene al caso nostro! E poi frutta secca e ‘burri’ di frutta secca . Dal burro di noccioline alla crema di nocciole tostate… (&cioccolato? Vergogna, solo al pensiero!). Beh, sappiate che i cittadini degli USA a volte li accompagnano con panna montata. E di default una spolverata di zucchero a velo!

E poi le versioni salate: larghissimo spazio ai formaggi (in Italia abbiamo dei caprini che ci starebbero a meraviglia!). E i salumi? Oh yes, a partire dal bacon. Beh, sappiate che esiste la versione farcita del french toast. Cioè. Si prendono due french toast, in mezzo ci si mette una farcitura e poi si mette in forno per la finitura. Un grande classico è il ‘Montecristo’, una sorta di mozzarella in carrozza californiana in cui oltre al formaggio (non la mozzarella, ben inteso) c’è una fetta di prosciutto di maiale o di tacchino, il tutto ripassato nell’uovo e … fritto!

Con il french toast ci coccoliamo e ci divertiamo: inventate le versioni più strane e azzardate! Per esempio, nel battuto di uova già potete aggiungere spezie e sapori a vostro gusto: dall’origano alla cannella, dal pepe nero alla vaniglia (o entrambi insieme!). Possiamo arrotolarlo e usarlo come un cannolo o un cannellone – con dentro magari proprio la ricotta, e canditi – o spinaci! Possiamo fare una torre di french toast. Possiamo abbinarlo a sfizi festivi come il salmone affumicato piuttosto che una crema di pistacchi. O gustarlo in tutta la sua lussuosa semplicità, ben caldo, morbido, croccante e mondialmente goloso!

Carola Traverso Saibante
dicembre 2019

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