Dove mangiare la vera pizza napoletana a Milano

Dove mangiare la vera pizza napoletana a Milano

Dove gustare a Milano una vera pizza napoletana? Fino a non molto tempo fa era un’impresa quasi impossibile. Da un po’ le cose sono cambiate e il capoluogo meneghino è diventato l’approdo prediletto da grandi maestri pizzaioli partenopei. Qui vi segnaliamo cinque pizzerie d’autore che meritano una visita, perché l’arte bianca è una cosa seria. […]

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Sorbillo_pizzerie napoletane_
Sale&Pepe

Fino a non molto tempo fa, mangiare una vera pizza napoletana a Milano era quasi un miraggio. Da qualche tempo le cose sono decisamente cambiate e in alcuni casi si riesce anche a non rimpiangere la cara pizza gustata nella sua patria d’origine. Il capoluogo lombardo ha attirato l’attenzione di maestri pizzaioli campani, custodi indiscussi di tecniche e segreti di un mestiere antico, il più delle volte tramandato di generazione in generazione. Alcuni hanno fatto anche da apripista per altri pizzaioli, diventati napoletani d’adozione. Qui vi segnaliamo dove gustare delle ottime pizze d’autore nella città di Milano.

La vera pizza napoletana a Milano

Sorbillo: uno dei primi. Uno dei primi grandi nomi a portare la propria insegna nel capoluogo meneghino è stato Gino Sorbillo. Non ha bisogno di presentazioni e oggi conta numerose sedi dedicate all'arte bianca. La prima arrivata è stata Lievito Madre al Duomo (in Largo Corsia dei Servi), locale che segue il format già collaudato a Napoli con Lievito madre al Mare. La sua pizza è quella che esce dal piatto. Poi ha portato la pizza fritta di Zia Esterina (in via Agnello), uno sfizio da non perdere. Il cibo da strada napoletano per eccellenza, realizzato con materie prime di qualità, ma a prezzi contenuti. Poi c’è Olio a Crudo (in via Montevideo) dove il protagonista è l’olio, che viene versato sulla pizza un attimo prima di servirla. Mentre, a pochi passi dalla Galleria è arrivata Pizza Gourmand (in via Ugo Foscolo), l’insegna dedicata alle Pizze Regionali, dove vengono celebrate le tipicità italiane, da nord a sud. La base della pizza è ovviamente di stampo napoletano, ma esce da un forno elettrico, a dimostrazione che non sempre è il forno a legna a fare la differenza.

Direttamente dal cuore di Napoli. A pochi passi dall'Arco della Pace c’è Starita (in via Giovanni Gherardini). Antonio Starita, dopo Napoli e New York, ha portato a Milano i sapori e le atmosfere del quartiere partenopeo di Materdei, ben noto per l’episodio del film di Vittorio De Sica “L’oro di Napoli”, quello dove la splendida Sofia Loren interpreta la parte di una pizzaiola. Il menu è lo stesso che si trova nella sede napoletana.

Da non perdere la Montanara fritta al forno, un disco di pasta prima fritto, poi condito e passato al forno e come dessert gli Angioletti con la Nutella, dei bastoncini realizzati con l’impasto della pizza, fritti e poi decorati con la crema di cacao e nocciole.

Pare non si possa resistere nemmeno ai crocchè e alle frittatine di pasta. L’ambiente è arredato con semplicità, sulle pareti con i mattoncini a vista sono in bella mostra le foto di famiglia e le scene del celeberrimo film già citato.

Sapori mediterranei veraci

Le bontà del Cilento arrivano fino a Milano. Da Zero (in via Bernardino Luini) sforna una pizza originale, legata a doppio filo con il Cilento (la sede principale è a Vallo della Lucania). Grande attenzione alla scelta delle materie prime, prodotti tipici di qualità e presidi Slow Food. Ogni pizza racconta il territorio attraverso i sapori che propone e ogni prodotto utilizzato è frutto di un connubio tra buono e sano.

Del resto la Dieta Mediterranea è nata proprio in Cilento. Oltre alla mozzarella di bufala Campana DOP, sulla pizza viene utilizzata anche la mozzarella nella mortella, un prodotto dalla storia antica, che deve il suo nome al fatto che viene avvolta nelle foglie di mirto. L’impasto è decisamente molto gradevole, leggero e ben lievitato.

Una pizza a regola d’arte. Quella di Marghe (in via Cadore e in via Plinio) è una pizza napoletana realizzata a regola d’arte, ben lievitata e leggera, ma che si muove tra “tradizione e innovazione, tra sapori antichi e gusti contemporanei”.

Ciccio Filippelli porta avanti con grande passione il lavoro avviato da Matteo Mevio (valtellinese allievo di Gino Sorbillo) scomparso prematuramente. Grande cura per l’impasto, che risulta leggero e digeribile e una spiccata attenzione nella scelta delle materie prime.

In carta ci sono poche pizze, tutte di stampo tradizionale a cui si affiancano quelle “speciali” che variano periodicamente (c’è anche qualche scelta dedicata ai vegani), gli sfizi e un paio di dolci. Tutto all'insegna della semplicità e dell’accoglienza sincera.

Tutte le bontà d'Italia nella pizza

Un viaggio lungo lo stivale. Pizzium (in via Procaccini, in via Anfossi, prossima apertura in viale Tunisia) propone una pizza tradizionale napoletana, buona e digeribile, realizzata con un impasto a lunga lievitazione. L’attenzione per la scelta delle materie prime di altissima qualità conduce in un viaggio attraverso i sapori regionali.

Le tipicità italiane Dop e Igp vengono esaltate con semplicità e oltre alle tradizionali Margherita, Marinara e Bufala, il menù propone delle pizze speciali dedicate alle regioni italiane. La pizza dedicata alla Campania è con provola affumicata “Caseificio Fior d’Agerola”, salsiccia fresca artigianale “Salumi Mastro Enrico” e friarielli campani “Sole e Terra del Vesuvio”.

Da Pizzium si può bere Birrium, la birra artigianale ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, studiata apposta per essere abbinata alle pizze del menù.

Mariacristina Coppeto

Febbraio 2018

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