Il pesce? Buono e sostenibile

Il pesce? Buono e sostenibile

Piccola guida a un consumo di pesce consapevole. Perché, come dice il motto di Slow Fish 2015, per nutrire il pianeta bisogna salvare il mare

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Il pianeta va nutrito in modo ecosostenibile. Per questo il mare va salvaguardato. È il tema della nuova edizione di Slow Fish, che apre tra pochi giorni a Genova (14-17 maggio). La grande kermesse, organizzata da Slow Food, abbraccia un tema vasto e importante. Al quale ognuno di noi può dare un importante contributo quotidiano. Ecco qualche suggerimento.

L'acquacoltura è gourmand. Oggi esistono allevamenti che producono pesce con alte qualità organolettiche e che rispettano l'ambiente. Per permettere al mare di ripopolarsi è importante consumare anche pesce d'allevamento.

Rispettare le stagioni. Il mare, come la terra, ha la sua stagionalità. Conoscerla significa acquistare in modo consapevole ed è obbligatorio farsi un po' di cultura in questo senso. Le canocchie sono migliori in inverno, quando ingrassano prima di riprodursi ma non portano ancora le uova. Lo sgombro digiuna nel periodo riproduttivo (da maggio a luglio) e quindi è migliore d'inverno.

Scegliere specie ancora abbondanti. Zerro, sugarello, leccia e palamita, pesce sciabola, aguglia… Specie economiche e poco sfruttate (che ora si trovano in commercio più facilmente di un tempo) sono da preferire a tonno, pesce spada e altri pesci in declino. Permettono di salvare il mare ma anche il portafoglio.

Evitare nel modo più assoluto. I datteri di mare: la loro cattura è vietata per legge. I bianchetti, che sono neonati: diamo loro modo di diventare adulti. 1 kg di bianchetti equivale a molte decine di Kg di pesce adulto.

Considerare il quinto quarto. Esistono anche le frattaglie dei pesci, che spesso sono prelibatezze poco conosciute: fegato, cuore, trippette, lattume di merluzzo e di tonno per esempio.

Diffidare dei gamberi allevati. Gli allevamenti intensivi di gamberi in Asia e America latina hanno un fortissimo impatto ambientale sugli habitat costieri. Meglio evitarne l'acquisto. Sì invece ai gamberi pescati, molti dei quali (Sanremo, Mazara del Vallo) sono eccellenze italiane.

Provare il pesce di lago. Anche qui, niente snobismi. Lavarello, luccio, alborella, pesce persico italiano sono pregiati e prelibati, da provare soprattutto nelle loro zone di provenienza.

Pretendere informazioni dai venditori. In pescheria, al mercato ambulante e al supermercato, il pesce deve essere accompagnato per legge da un'etichetta esaustiva che ci dice se è pescato o allevato, in quale mare, se è fresco o decongelato.

Differenziare i rifiuti. L'enorme quantità di plastica che galleggia negli oceani costituisce una grave emergenza in tutto il mondo. Attuare a casa una attenta separazione dei rifiuti e preferire una spesa con imballaggi ridotti al minimo aiuta il mare.

Barbara Galli,
12 maggio 2015

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