I macarons sono francesi o no?

I macarons sono francesi o no?

Il nome si pronuncia alla francese, eppure tradisce una certa italianità. Strano a dirsi per un dolcetto che riempie le pasticcerie di Parigi e già deliziava la corte ai tempi di Versailles. Ma allora quale sarà la verità?

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Sale&Pepe

Il celebre pasticciere Ernst Knam, intervistato da Sale&Pepe, si era irritato: “Cosa mi tocca sentire? I macarons dolci francesi? Ma se furono portati in Francia dall’Italia già ai tempi di Caterina de’ Medici!”

Non osammo contraddirlo, anche se la storia dell’italianità dei coloratissimi dolcetti, un fondo di dubbio ce l’ha sempre lasciato, come quando si dice che gli spaghetti furono inventati in Cina. Allora, un momento: prima di tutto quelli cinesi sono di riso, di soia o di altri cereali che non tengono la cottura. E poi insomma, ma vuoi mettere i nostri?

Poi finalmente abbiamo scoperto tutta la verità.

A svelarla un articolo apparso su Zon Magazine che approfondisce la tesi di Knam offrendone addirittura tre diverse dimostrazioni. Da quale vogliamo cominciare?

La prima in effetti conferma la centralità della figura di Caterina de' Medici. In realtà pare che i dolcetti non fossero opera della sua corte fiorentina, ma che venissero preparati sulle sponde della laguna di Venezia. Alla ghiotta Caterina si deve solo il “merito” di averli portati a Parigi, dove vennero preparati dai pasticceri locali per il banchetto del suo matrimonio con Enrico II.

La seconda dimostrazione è semplicemente legata al loro nome. Macaron in francese non ha alcuna radice, mentre in italiano deriva molto evidentemente da maccarone che, a sua volta, si spiega con il verbo ammaccare, un chiaro riferimento alla forma appiattita del dolcetto.

La terza, infine, se ancora ci fossero degli scettici, porta a riflettere sull’ingrediente principale dei dolci: la farina di mandorle. È lei a donare ai macarons il profumo e la delicatezza che li rendono preziosi. Difficile pensare a una pasticceria francese a base di mandorle, frutto tipico del nostro sud, dove infatti li troviamo in moltissime ricette assimilabili a questa per non parlare dei loro parenti più stretti: gli italianissimi amaretti.

Provenienza a parte, una volta sbarcati sul suolo francese, questi pasticcini piacquero così tanto da assumere il soprannome di dolci d’élite, perché nei banchetti importanti non mancavano mai e, ancora due secoli dopo, erano i più amati da Maria Antonietta. La preferenza espressa dalla regina è pure citata dal film di Sofia Coppola dedicata alla sua vita, in cui Marie Antoinette viene ritratta triste e sola sì, ma parzialmente “consolata” dai macarons.

Pensare che ai suoi tempi non avevano ancora raggiunto la perfezione finale che oggi tutti conosciamo.

Date per vere tutte le premesse sull’origine italiana, infatti, il macaron moderno non sarebbe mai stato sfornato senza l’intervento di Pierre Desfontaines della pasticceria francese Ladurée, ancora oggi una delle più grandi produttrici della specialità. Fu Desfontaines che, nel 1930, separò i due dischi per inserirvi la dolcissima ganache. Inutile dire che senza farcitura il macaron non sarebbe mai stato lo stesso.

Anzi, quasi quasi fatichiamo a immaginarcelo così "integro" e magari persino incolore.

E allora, chi avrà ragione adesso?


Daniela Falsitta,
8 marzo 2016

foto: flickr/Nora 

 

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