Cinque modi per farsi servire al bar (velocemente)

Cinque modi per farsi servire al bar (velocemente)

Un articolo di Independent raccoglie una serie di consigli di baristi famosi su come catturare l’attenzione del barman e farsi servire velocemente e bene.

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Young Woman Holding a Wine Glass in Bar
Sale&Pepe

E’ un classico. E’ venerdì sera o peggio ancora sabato. Si entra in un locale, in un bar o in un pub, si ordina un bicchiere di vino e si ha la sensazione di essere trasparenti, sommersi tra la folla e trascurati dai baristi indaffarati che sembrano servire tutti a parte noi.

C’è chi astutamente, soprattutto se al bancone c’è un barman, manda avanti la donna e delega alla ragazza, meglio se graziosa, le ordinazioni. E questo indubbiamente funziona sempre. Ma esistono altri consigli utili sui migliori modi per risolvere il problema dell’invisibilità nel bar che affligge centinaia e migliaia di utenti nelle sere più affollate. Independent (clicca qui) ha raccolto le dichiarazioni di famosi barman (o per dirla all’americana bartender) e stila una sorta di galateo del bar, prezioso sia per ottenere l’ordinazione in tempi umani sia per osservare una sorta di etichetta che fa bene sia al consumatore che al barista.

Per prima cosa è utile stabilire un contatto oculare e una volta carpito lo sguardo sorridere, semplicemente. Funzionerà comunque, non ha importanza il genere né l’aspetto fisico. E’ semplicemente una regola base della comunicazione, che ci si trovi in un bar o in u ufficio è la stessa cosa. Parola di Rosamund Hall, co-fondatore di Burgess and Hall (clicca qui), uno dei bar più di tendenza della capitale britannica.

Altro saggio consiglio ce lo regala ancora Rosamund e consiste nello scegliere un bar conosciuto, soprattutto se si vuol andare sul sicuro e quella sera non si è in vena di attese troppo lunghe. E’ una scelta che paga sempre, in qualsiasi locale si frequenti: dove si conosce è facile ottenere maggiori attenzioni e coccole e il trattamento di riguardo è più che comprensibile. E poi dà sempre una certa soddisfazione entrare in un bar e dire: “Il solito, grazie”.

Essere gentili: sembra sempre un’ovvietà e magari lo è anche, ma reperita iuvant ed è sempre bene ribadire che un grazie e un sorriso scatenano sempre e comunque reazioni di apprezzamento con le persone. Molto più che sventolare banconote, magari con aria strafottente, come fa notare Olly Brading, co-fondatore del londinese The Cocktail Trading Company (clicca qui).

Un’altra strategia che funziona è assumere un’aria di urgenza, anche se si ha tutto il tempo del mondo. E’ la tattica suggerita dal famoso barista berTolioliO, che spiega che l’espressione deve essere quella di chi deve andare urgentemente in bagno.

Infine bisogna sempre considerare il linguaggio del corpo, qualsiasi sia l’obiettivo. Con la postura si parla, anche se non ce ne rendiamo conto. A questo proposito gli scienziati tedeschi della Bielefeld University hanno guidato anni fa uno studio (clicca qui) con l’obiettivo di costruire un robot-barman le cui risposte fossero il più possibile realistiche. E’ risultato che la posizione ideale di un cliente per essere servito prima è ad angolo retto rispetto al bancone, con il viso rivolto verso il barista.

Emanuela Di Pasqua,
30 ottobre 2015

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