Aumentano le cattive abitudini alimentari tra i ragazzi

Aumentano le cattive abitudini alimentari tra i ragazzi

Colpa del cattivo esempio, di una società poco rispettosa dei tempi e di un’arrendevolezza eccessiva dei grandi quando i figli sono ancora piccoli.

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Come rispondono i ragazzi alle domande sulle loro abitudini alimentari? Dimostrano una sensibilità corretta e una sufficiente conoscenza verso questo tema? La risposta è “ni” e il motivo è soprattutto il cattivo esempio di mamma e papà e la loro scarsa insistenza nel proporre nuovi sapori nella prima infanzia.

Ce lo dice un'indagine nazionale promossa dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza della quale parlano oggi i media (clicca qui), realizzata con il patrocinio di Expo 2015 e in collaborazione con Coop. Il sondaggio, dal titolo "Adolescenza, alimenti per crescere", ha coinvolto 2 mila ragazzini tra i 13 e i 14 anni, dimostrando che le cattive abitudini sono in aumento tra i teenagers e che, nonostante il bombardamento sin dalla primaria sull’importanza della colazione e sulla piramide alimentare, se i grandi non si comportano coerentemente le buone regole non vengono interiorizzate.

Una delle lacune più vistose emerge a proposito del primo pasto mattutino, must dell’educazione alimentare corretta raccomandata da esperti e nutrizionisti. In generale la colazione registra circa il 60 per cento delle adesioni tra i giovanissimi, ma tra il gentil sesso le adesioni scendono bruscamente, con meno del 60 per cento delle ragazzine che la fa abitualmente e uno scoraggiante 20 per cento che non la fa mai. Le femmine insomma in questo caso sono meno ligie dei maschi e spesso la scarsa conoscenza delle buone norme si incrocia con i disturbi dell’alimentazione tipici dell’età adolescenziale.
Dall’indagine, che verrà presentata a metà giugno durante l’Expo, non emergono solo gli stili e le abitudini alimentari degli adolescenti, ma anche il loro livello di conoscenza riguardo tematiche come lo spreco alimentare, la qualità delle materie prime, la stagionalità dei prodotti, ecc.

I cinque pasti giornalieri sui quali spalmare le calorie sono quasi un miraggio e anche la merenda è una regola seguita da un campione ristretto e occasionale, mentre il fast food continua ad avere proseliti tra i giovanissimi, che lo scelgono, nel 29 per cento dei casi come formula ideale per una cena tra amici. A penalizzare un approccio alimentare corretto non è solo l’esempio degli adulti, ma un’organizzazione complessiva della società che nei suoi tempi congestionati e forieri di stress non giova allo stile di vita sano.

Emerge infine un concetto interessante riguardo l’educazione alimentare in età pediatrica e la varietà degli alimenti assunti, ovvero il concetto della giusta insistenza. Significa in buona sostanza avere la voglia e il tempo di proporre e riproporre al bambino più volte un alimento, anche quando non viene gradito, preparandolo e presentandolo in modo diverso. Spesso invece gli adulti si arrendono troppo presto, assecondando il capriccio infantile e optando per il pasto che piace a tutti, e rinunciando inevitabilmente sempre più al pasto eterogeneo in nome del comune denominatore di pietanze che piacciono a tutti.

Emanuela Di Pasqua,
22 maggio 2015

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