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News ed EventiCultura del ciboCamogliesi al rhum, delizia della Riviera

Camogliesi al rhum, delizia della Riviera

Sono gli ambasciatori del gusto di Camogli, celebre borgo marinaro sul golfo Paradiso. A crearli, una sessantina di anni fa, è Giacomo Revello, titolare di un forno centenario che oggi continua a farli a mano secondo la ricetta segreta del loro inventore

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Hanno la voluttuosa pienezza di un bignè, il cuore virile e - a dispetto di una storia relativamente giovane - la dignità di un’istituzione. Sono i Camogliesi al rhum, dolcezze identitarie di uno dei borghi simbolo di Liguria, dove nascono nel 1970 in un forno che da più di un secolo satura la passeggiata col profumo di focaccia: Revello. Al timone c’è Giacomo, inesausto nell’esplorare i confini dell’arte bianca; nel suo laboratorio a due passi dal porticciolo, viavai di battelli per San Fruttuoso e le Cinque Terre, inventa un giorno uno sfizio che coniuga le raffinate malizie della pasticceria al leggendario distillato che faceva carburare pirati e lupi di mare. 

Un omaggio alla storia

camogliesi al rhum all'interno di un sacchetto di carta per il take away

È un ghiotto boccone dai contorni irregolari, che in un morbido guscio ricoperto di cioccolato e zucchero a velo racchiude una vellutata crema alcolica. Omaggio a "quei diavoli di camogliesi", come li definì il conte di Cavour, che a metà Ottocento coi loro “mille bianchi velieri” si trasformarono da umili pescatori in potenza armatoriale di caratura mondiale. I dolcetti spopolano e diventano in brevissimo tempo uno dei prodotti firma della bottega insieme alla focaccia all’olio e alla focaccia col formaggio, che oggi si fregia del marchio IGP del Consorzio di Recco. 

La formula segreta

camogliesi al rhum su una placca da forno

Ingredienti di prima qualità (tra questi una farina bianca non raffinata a basso indice glicemico), nessun conservante (durano fino a 20 giorni a temperatura ambiente) e lavorazione rigorosamente a mano: i quattro eredi Revello continuano a sfornare i Camogliesi in modalità artigianale. La ricetta? Un segreto familiare gelosamente custodito. "La formula non la conoscono nemmeno i nostri pasticcieri", confidano. "Alle dosi ci pensiamo noi, loro si occupano delle fasi di cottura e confezionamento". Ogni giorno ne vengono preparati almeno 30 chili; sotto le feste anche il doppio. Tra i clienti - che li portano via in scatole di cartone bianco - anche grandi tavole della Riviera. Una per tutte? Da Ö Vittorio a Recco, dove un intero corridoio di foto documenta le soste illustri, da Dizzy Gillespie a Luigi Tenco. 

Una collezione di gusti 

Sulla scia del successo, al capostipite al rhum si è affiancata negli anni un’ampia costellazione di varianti. Ora i Camogliesi si scelgono tra due tipologie: alla crema e mandorlati. I primi - aromatizzati al caffè, amaretto, pistacchio, caramello salato - hanno tutti una spruzzata d’alcol tranne quello al cioccolato. I mandorlati invece declinano i gusti di nocciola, amaretto, arancia e mandorle e cannella a una base di mandorle, uova e zucchero. Nel 2024 per i 60 anni di attività è stato creato il Camogliese anniversario, farcito con liquore all’arancia.

Da Ö Pallarin a Revello

una vecchia foto con i tre pasticceri dei camogliesi al rhum

"A inizio ‘900 il locale si chiamava 'Ö Pallarin', faceva la farinata nei testi di rame e le massaie si portavano il piatto da casa"; nel 1964 Giacomo Revello - entrato come garzone due anni prima - lo rileva insieme alla moglie Mina. E dà il via a una serie di piccole rivoluzioni. "Quando la legge vietava di panificare nei festivi aggiunse all’impasto zucchero e uova e fece la focaccia della domenica". Nel 1970 sospende la produzione di pane, diventa la prima focacceria pasticceria del Levante e il primo forno aperto anche nei giorni di festa. 

Beba Marsano
Beba Marsano

Nota giornalista genovese e storica dell’arte, è anche autrice di saggi e libri di viaggio. Curatrice di mostre e monografie sull’arte contemporanea, ha firmato successi editoriali come Manifesti (2003), lo studio iconografico Il vello dipinto (2016) e la celebre collana Vale un Viaggio (2016-2022), dedicata alle meraviglie nascoste d’Italia. La potete scoprire qui

Nota giornalista genovese e storica dell’arte, è anche autrice di saggi e libri di viaggio. Curatrice di mostre e monografie sull’arte contemporanea, ha firmato successi editoriali come Manifesti (2003), lo studio iconografico Il vello dipinto (2016) e la celebre collana Vale un Viaggio (2016-2022), dedicata alle meraviglie nascoste d’Italia. La potete scoprire qui

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