Per le vie di Cagliari, tra storia e gusto

Per le vie di Cagliari, tra storia e gusto

Con le sue imponenti fortificazioni medievali e i suoi eleganti palazzi ottocenteschi, è uno scenario unico per cultura e buona cucina

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Vista su Cagliari (Foto © Ladislav Janicek /Corbis) Vista su Cagliari (Foto © Ladislav Janicek /Corbis)
Vista su Cagliari (Foto © Ladislav Janicek /Corbis)
Il quartiere di Castello, nel centro storico di Cagliari, con la Cattedrale di Santa Maria (Foto © Martin Jung /image Broker /Corbis) Il quartiere di Castello, nel centro storico di Cagliari, con la Cattedrale di Santa Maria (Foto © Martin Jung /image Broker /Corbis)
Il quartiere di Castello, nel centro storico di Cagliari, con la Cattedrale di Santa Maria (Foto © Martin Jung /image Broker /Corbis)
Terrazza Umberto I, sul Bastione di Saint Remy, Cagliari (Foto © Martin Jung /image Broker /Corbis) Terrazza Umberto I, sul Bastione di Saint Remy, Cagliari (Foto © Martin Jung /image Broker /Corbis)
Terrazza Umberto I, sul Bastione di Saint Remy, Cagliari (Foto © Martin Jung /image Broker /Corbis)
Cagliari (Foto © Manuel Sulzer /Corbis) Cagliari (Foto © Manuel Sulzer /Corbis)
Cagliari (Foto © Manuel Sulzer /Corbis)

È cinta dall’acqua. La collina del Castello la domina, insieme ad altri sei colli, tanto che in sardo il suo nome è Casteddu. Cagliari è una splendida città mediterranea, all’estremo sud della costa sarda, nel Campidano, spazzata dal maestrale e dallo scirocco che in piena estate aiuta a smuovere la calura. Il quartiere di Castello è l’arroccato centro storico fortificato, intorno a cui si è sviluppata la città. Si raggiunge arrampicandosi lungo le vie strette e le scalinate che portano verso i bastioni o con l’aiuto di ascensori panoramici. All’interno, si possono ammirare le memorie medievali della città e i palazzi nobiliari, i vicoli acciottolati e punti panoramici mozzafiato da cui osservare la distesa dei tetti fino agli stagni, le saline, il porto e il mare, a perdita d’occhio.

Terrazza con vista sul Golfo

54090Dalla terrazza Umberto I si gode la vista di tutto il Golfo degli Angeli su cui si affaccia la città. Da qui, si può accedere al Bastione di Saint Remy, che prende il nome dal primo viceré piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy. Unisce il Castello ai quartieri più bassi.

Scendendo ci si può dirigere verso la zona di San Benedetto, famosa per il suo mercato. Merita davvero una visita per la vivacità dei venditori, l’incredibile varietà di pescato e il fascino con cui viene proposto: gattucci, piccole anguille e granchioni, ricci, vongole varaci e arselle, cozze, lumachine di mare, cannolicchi, cicale e “bocconi sardi”, anemoni di mare (da non perdersi fritti). Tra i vicoli si nascondono interessanti osterie che propongono la tradizione e il territorio. Zuppe di pesce come la “burrida” con il gattuccio spellato cotto con aceto e noci, o “sa cassola” di pesce misto. Poi la fregola che viene generalmente servita con le arselle, la “fregola cun cocciula”. Ma scendendo dal Castello ci si può dirigere anche verso il porto. Passeggiando per viale Regina Margherita, con i suoi ristoranti, e via Roma, proprio di fronte al porto, parallela al mare.

Una terra circondata dall’acqua

Fino a circa metà dell’800 vi erano le fortificazioni e le case dei pescatori, alternate a botteghe e trattorie che furono demolite nel 1881, con la costruzione del porto. Al loro posto, c’è la grande palazzata attuale con edifici in stile liberty e rinascimentale. Proseguendo per via Roma, si costeggia il mare e andando verso la spiaggia del Poetto, se non vi fate ingannare da rotonde e svincoli, vi trovate nelle zone pianeggianti, circondate dall’acqua: il mare e gli stagni. A ovest, si apre il golfo di Cagliari, in cui si confonde lo Stagno di Santa Gilla; a est, si trova invece il golfo di Quartu Sant’Elena, con lo Stagno di Molentargius. Lunghe penisole e ponti attraversano queste zone, diventando anche punti di osservazione per la vegetazione e i sorprendenti fenicotteri rosa che li popolano con la loro grazia elegante e nidificano nelle saline Molentargius.

Squisitezze da non perdere

54089Dai quartieri di Sella del Diavolo fino a Quartu Sant’Elena, per circa 8 km corrono le spiagge di sabbia e suoi lidi dove, nel periodo di raccolta tra novembre e i primi di maggio, si trovano i venditori di ricci freschissimi. È il luogo ideale per una passeggiata, per fare esercizio fisico e, soprattutto, per un aperitivo che sa davvero di mare: “is arrizzonis”, i ricci aperti al momento con speciali forbicioni e un bicchierino di bianco locale, come il doc “Nuragus”, a un passo dalle onde. Si possono anche portare via magari solo la polpa (che viene preparata in vasetto), per una pasta che li vede protagonisti, alle volte accompagnati dai carciofi, ma sempre e comunque con un inconfondibile sapore di mare.

a cura di Alessandro Gnocchi, foto e testi Studio Spagoni+Mulas, realizzazione ricette Giuseppe Daniele Vinci del ristorante “Sa piola”

dolce tradizionale

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tag: Sardegna
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