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Luoghi e PersonaggiCime del gusto: itinerario da Lovere alla Val di Scalve

Cime del gusto: itinerario da Lovere alla Val di Scalve

In riva al lago o sulla Presolana, tante scoperte ogni giorno diverse

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Sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo, Lovere è una tappa di grande interesse culturale. Il suo lungolago è intitolato a Mary Wortley Montagu, raffinata intellettuale, viaggiatrice e immunologa del Settecento che in un carteggio con la figlia scriveva: “Mi trovo nel luogo più romantico che abbia mai visto in vita mia. E abbiamo l’opera, che viene eseguita tre volte la settimana”. In un bel palazzo neoclassico che si specchia nel lago, c’è l’Accademia Tadini, fondata dal conte Luigi, mecenate vissuto tra 1700 e ’800 che ha messo a disposizione del pubblico la sua collezione con opere, tra gli altri, di Antonio Canova, Pitocchetto e Jacopo Bellini. Infine, un poco defilata dal centro, si trova la rinascimentale basilica di Santa Maria in Valvendra.

Escursioni e tradizioni: da Castione al Monte Pora

A destra, un rifugio tra le piste della Presolana. Credit: Adobe Stock

In mezz’ora si arriva a Castione della Presolana, lasciandosi alle spalle Rovetta, dove si possono fare acquisti di farina da polenta ottenuta dal mais locale, con semi piccoli, rossi e cristallini. Bratto e Dorga sono due pittoresche località di montagna nel comune di Castione della Presolana. La tradizione della pastorizia ha lasciato il suo segno con la bergna, un prodotto dai gusti forti, elaborato con carne di pecora, lavorata con una concia di spezie e vino ed essiccata per qualche settimana. La destinazione più rinomata è il Monte Pora, con impianti sciistici da poco rinnovati. È il luogo preferito dai trekker in vena di scattare fotografie lungo la celebre Pista Panoramica. Chi è alle prime armi può scegliere un’esperienza più tranquilla, magari lungo il Sentiero dell’Acqua, un tracciato di 7 km adatto anche ai ciclisti di ogni livello, o sul Percorso del lago Aviasco nelle cui acque si specchiano il Monte Pradella e il Monte Cabianca, le cui cime superano entrambe i 2600 metri. La zona è una destinazione da sogno per chi pratica l’arrampicata grazie alle impressionanti formazioni rocciose e alle falesie, che accolgono sia chi muove i primi passi in questa specialità sia chi cerca sfide più impegnative. Uno dei punti di riferimento è infatti la Presolana, una vetta che ricorda le Dolomiti per le pareti di calcare e che è la porta di accesso alla nostra prossima destinazione: la Val di Scalve.

Val di Scalve: neve, storia e arboreti a Colere e Vilminore

La pista di fondo a Schilpario.

Qui sciatori arditi e quelli più tranquilli trovano ciò che cercano nella stazione di Colere dove anche gli amanti dello snowboard possono contare su piste adeguate. Gli amanti della natura esplorano i sentieri con le ciaspole e ammirando paesaggi innevati di grande effetto sulla Presolana e le montagne intorno. Vilminore di Scalve è la meta ideale per godere i piaceri dell’ambiente montano: vi si può visitare l’arboreto alpino Gleno, un parco di 6000 mq con uno spazio espositivo dedicato alle specie botaniche della valle. Passeggiando nel piccolo centro montano vale la pena fermarsi al Palazzo Pretorio, costruito dalla Repubblica di Venezia, e la cui facciata riporta ancora affreschi del Quattrocento.

Sci da fondo, cacciagione e souvenir gastronomici

Il Rostrato rosso di Rovetta, un mais con cui si prepara una polenta di colore acceso. A destra, la spalla di Schilpario, un salume da cuocere, tipico dell’omonima valle.

Tra boschi innevati e panorami da fiaba la tradizione sportiva di Schilpario è quella dello sci da fondo. Chi ama la specialità sa che la Pista degli Abeti è tra i tracciati più suggestivi delle Alpi, ideale per allenarsi o semplicemente godersi il silenzio della neve che scricchiola sotto gli sci. Se si scelgono sfide più adrenaliniche ci sono anche le mete del Monte Gaffione e del Pizzo Camino, ma Schilpario seduce soprattutto di sera, passeggiando nei vicoli silenziosi e rischiarati dalle luci soffuse dei lampioni dopo una cena a base di cacciagione, polenta e funghi. Infine cosa sarebbe un viaggio senza un ricordo gastronomico? La Spalla di Schilpario, un salume profumato ottenuto dalla lavorazione della scapola del suino, vale sicuramente l’acquisto. Una volta a casa, andrà bollita pazientemente, magari sorseggiando un bicchiere di Valcalepio Rosso DOC.

Credit foto in apertura: Adobe Stock

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