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News ed EventiCultura del ciboIl multiuso tascabile svizzero: storia, ingegno e tradizione

Il multiuso tascabile svizzero: storia, ingegno e tradizione

Un'icona di ingegno e affidabilità per collezionisti, appassionati, viaggiatori e sportivi. Il piccolo utensile svizzero, prodotto dal 1891 e firmato Victorinox, è distribuito in esclusiva in Italia da Künzi

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Osservare, intuire, trasformare e rendere possibile. Sono qualità rare, queste, per una azienda che si immerge nei prodotti in cui crede e li accompagna nelle mani di chi saprà riconoscerli e apprezzarli. È quello che succede da Künzi, l'impresa a conduzione familiare milanese, arrivata alla quarta generazione, specializzata nella selezione e distribuzione sul mercato italiano di ogni oggetto, utensile, tecnologia per la cottura e strumento per il taglio, solo di altissima qualità. Anticipare le tendenze, dare corpo alle necessità e saper comunicare l'energia virtuosa di accessori utili e vincenti, sono stati gli ingredienti del matrimonio felice tra Victorinox e Künzi che, da quel semplice pelapatate Victorinox importato nel 1936, sta per festeggiare novant'anni di reciproca stima e autenticità. Ecco di seguito tutta la storia del multiuso tascabile svizzero.

Victorinox: il multiuso piccolo e geniale

il multiuso tascabile svizzero scoposto

È un oggetto cult, oggi. Ma se con la macchina del tempo tornassimo alle origini del celebre multiuso tascabile svizzero Victorinox, scopriremmo che questo piccolo e ingegnoso utensile di puro acciaio Inox, nato a fine Ottocento in una bottega artigianale di Ibach, nel Canton Svitto, deve il suo successo a Karl Elsener e alla prima commessa importante da parte dell'Esercito svizzero. Era il 1884 quando Karl aprì la sua piccola officina di coltelleria per sostenere la produzione locale e offrire ai lavoratori locali nuove opportunità. Con lui c'era la madre, Victoria, grande sostenitrice dei progetti del figlio, così ambizioso e visionario. Quando nel 1897 Karl fonda l'Associazione svizzera dei maestri coltellinai, si trova a progettare e realizzare un prezioso accessorio destinato alle tasche dei soldati dell'esercito che fosse robusto, funzionale, piccolo e che contenesse il necessario per far fronte a ogni possibile esigenza sul campo. In quel frangente arrivò l'intuizione di un oggetto compatto, leggero, versatile. Nasce così il brevetto dell'Original Swiss Officer's and Sports Knife, l'antenato di quello che in tutto il mondo si conoscerà come Swiss Army Knife™.

Un piccolo manifesto di intelligenza applicata

Nasce con il manico di legno e la sua genialità non sta tanto nelle sue lame, che tagliano alla perfezione, né nel meccanismo di apertura e chiusura. L'idea futurista risiede nel concentrare molte possibilità in uno spazio piccolissimo. Cavatappi, forbicina, apriscatole, cacciavite, punteruolo, limetta e infinite versioni sviluppate nei decenni a venire. Non fa tutto, è onesto e discreto, ma può aiutare a fare moltissimo. Nel 1909 Karl Elsener dedica il marchio alla memoria della madre, sceglie Victoria come nome dell'azienda, diventerà Victorinox nel 1921 con l'introduzione dell'acciaio inossidabile, e registra l'emblema Cross&Shield, la croce e lo scudo, come simbolo di trasformazione di storia familiare e privata in universale e condivisa.

50 Victorinox nello Spazio, tra le stelle

multiuso tascabile svizzero rosso in primo piano su sfondo bianco e nero

Dalla Svizzera all'America, il passaggio è stato breve. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'esercito statunitense ordina moltissimi multiuso per i suoi militari di stanza in Europa, tanto da diventare addirittura un souvenir da portare a casa. Nel 1977 si guadagna un riconoscimento importante nell'universo della progettazione. Lo Swiss Army Knife™ originale entra nella collezione permanente di design al Museum of Modern Art di New York. Esattamente un anno dopo, la NASA ordina 50 coltelli Master Craftsman e, questo piccolo oggetto, nato in una minuscola officina alpina, vola tra le stelle come prezioso compagno di esplorazione degli astronauti in missione.

Multiuso, coltelli, orologi e valigie

Nel 1979 la celebre azienda si chiama ufficialmente Victorinox AG, rimane saldamente custodita nelle mani capaci della famiglia fondatrice, che prosegue e amplia produzione e vendita di generazione in generazione. Nel 1989 entra nel mercato americano dell'orologeria, con il marchio Swiss Army, un anno dopo inizia a produrre valigie, mentre nel 2005 acquisisce Wenger, l'altro storico produttore svizzero di multiuso, per potenziare ancora meglio il proprio marchio. Pian piano Victorinox entra nelle migliori cucine, casalinghe e non, tra le mani sapienti di cuochi chef e appassionati di cucina, con i suoi coltelli professionali prodotti nell'azienda avvolta dalle montagne svizzere, dove il margine di errore è pari a zero, dove ogni pezzo nasce perfetto, unico, eterno. Oggi la collezione multicolor lo rende un regalo che conserva un significato, un compagno di viaggio, una presenza familiare e affidabile da tenere nello zaino o tra le chiavi che aprono casa e cuore. 

I pezzi più preziosi sono custoditi nell'archivio storico

Noi di salepepe.it, con la complicità di Künzi, siamo stati tra i pochissimi fortunati a entrare nell'archivio storico di Victorinox, dove sono custoditi i pezzi più preziosi che hanno fatto la storia di questa celebre azienda svizzera di fama mondiale. Qui il tempo ha lasciato tracce incise nell'acciaio, custodite nelle guance e riconoscibili in ogni dettaglio e in ogni meccanismo. Gli oggetti conservati nell'archivio storico, hanno attraversato guerre, imprese, spazi e generazioni. Si trova il primo coltello da soldato prodotto tra il 1891 e il 1901, accanto a quello da ufficiale e sportivo, brevettato nel 1897 e mai voluto dall'esercito, proprio perché era destinato ai soli ufficiali. Karl Elsener allora decise di proporlo al pubblico che apprezzò in maniera così sorprendente da decretarne il primo vero lancio sul mercato.

Ma l'evoluzione di una identità così importante si nota nello scorrere dei materiali: dai manici di legno a quelli in fibra del 1901, dall'acciaio inossidabile abbinato alle guancette in fibra del 1921 ai manici in celluloide rossa del 1937, fino a trovare pezzi unici nella collezione, come i coltelli della serie Classic realizzati in oro, argento, madreperla, corno, tartaruga pietra e materiali luminescenti con guancette in aluminio con lavorazione guilloché. Oppure l'esemplare gioiello, con impugnatura in acciaio di Damasco, oro 24 carati e diamanti, creato dall'artista spagnolo Antonio Montejano, che reallizzava pugnali per il Re di Spagna, accanto a quello restituito da un contadino dopo anni e anni di lavoro.

Negli anni '50 Carl Elsener III sviluppò prototipi con manici in alluminio anodizzato e nel 1957 lanciò il modello Pioneer Alox, introdotto nell'esercito svizzero come multiuso da soldato nel 1961. Quando nel 2017 Victorinox ha superato il traguardo dei 500 milioni di coltelli prodotti nella sua storia, ha celebrato l'occasione con la produzione limited edition di 3.400 coltelli creati esclusivamente per i dipendenti. Un dono che sancisce quel senso di appartenenza e riconoscenza che solo una famiglia sa trasformare in un legame destinato all'eternità.

Martina D’Amico
Martina D’Amico

Giornalista per passione e innamorata della vita, esplora il mondo con lo sguardo (e il cuore) di chi trova emozione e bellezza dove nessuno si fermerebbe a cercarle. Viaggia, scrive e ama raccontare storie di valore, cultura ed enogastronomia. Incontra cuori ovunque e cucina solo quando è innamorata. Tra hotel di charme e atolli lontani ha imparato i segreti delle migliori cucine del mondo. Ama il tiramisù, i cieli pieni di stelle e le persone che brillano. @martinaadamico

Giornalista per passione e innamorata della vita, esplora il mondo con lo sguardo (e il cuore) di chi trova emozione e bellezza dove nessuno si fermerebbe a cercarle. Viaggia, scrive e ama raccontare storie di valore, cultura ed enogastronomia. Incontra cuori ovunque e cucina solo quando è innamorata. Tra hotel di charme e atolli lontani ha imparato i segreti delle migliori cucine del mondo. Ama il tiramisù, i cieli pieni di stelle e le persone che brillano. @martinaadamico

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