Ci sono piatti e ingredienti che ci coccolano e ci donano benessere. Scopriamo quali e perché secondo la scienza, la letteratura e le tradizioni. Senza dimenticare qualche ricetta, da provare subito per regalarsi un piccolo, grande momento di piacere
Cosa vi viene in mente se vi diciamo comfort food? Per noi è tornare a casa dopo una giornata di pioggia e prepararsi una scodella di zuppa fumante. Ma anche mangiare qualche quadretto di delizioso cioccolato o tuffare biscottini in una coppa di zabaione, accoccolati sul divano, avvolti in un morbido plaid... Quello che letteralmente si traduce come “cibo del conforto” è, a seconda dei casi, definito anche come consolatorio o nostalgico. Migliora l’umore quando abbiamo pensieri negativi, o ci riporta ai momenti spensierati del passato. Il meccanismo è noto ed è stato celebrato da Marcel Proust, il grande scrittore che faceva partire dall’assaggio di una madeleine, semplice dolcetto, il racconto della sua infanzia, primo capitolo del suo capolavoro letterario, Alla ricerca del tempo perduto. E tutti noi abbiamo una pietanza o un cibo che, al solo pensiero, ci strappano un sorriso.
Spesso ci si interroga sul perché alcuni piatti o ingredienti inneschino sensazioni di benessere, serenità, felicità interiore. C’è una spiegazione scientifica che ha a che fare con l’effetto che alcune componenti degli alimenti hanno sul nostro organismo.
Come insegna Proust, non c’è solo una spiegazione scientifica. Il rapporto che abbiamo con il cibo è intimamente connesso alla nostra psiche. Sapori e profumi ci attraggono o, al contrario, ci respingono anche perché ci riportano alla mente sensazioni più o meno gradevoli. Nel caso del comfort food, sono percezioni positive: la minestrina in brodo con la pastina, la soffice torta Paradiso alla vaniglia, un frutto maturo appena colto dall’albero ci fanno sentire bene anche solo a pensarci. Tanto che li definiamo spesso come una coccola, da regalarsi per tirarsi un po’ su o semplicemente per concedersi un momento di piacere tutto per noi.
Il bello del comfort food? Condividerlo con le persone a cui vogliamo bene! È questa l’interpretazione scandinava racchiusa nella parola danese hygge, un mood che racchiude il concetto di intimità casalinga, calore, accoglienza, dono. È hygge invitare gli amici attorno a una tavola ricca ma semplice, con pane fresco appena sfornato, piatti della tradizione, ortaggi di stagione, torte di credenza. Se è inverno, davanti al camino scoppiettante, nella bella stagione all’aperto, sotto un fresco pergolato. O semplicemente nel salotto di casa, senza la formalità di una cena placé (seduta), ma lasciando gli ospiti liberi di servirsi delle pietanze a piacere e accomodarsi su poltrone, divani e pouf. Perché, se dovessimo pensare a un’altra parola da correlare a hygge e comfort food, questa non potrebbe che essere relax!
Non potevamo chiudere senza lasciarvi 4 ricette che incarnano alla perfezione i concetti espressi fin qui: una zuppa della tradizione contadina, un’altra da sorseggiare in tazza, crostini di ispirazione nordica, ma declinati in chiavi mediterranea, e a chiudere un dolce al cucchiaio da gustare ancora caldo.
Per 4 persone
Per 8 persone
Per 4 persone
Per 6 persone
Francesca Romana Mezzadri,
aggiornato gennaio 2026