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Negroni

A base di vermouth rosso, bitter e gin, è un grande classico della miscelazione italiana, gustato in tutto il mondo sin dal 1919

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È dal 1919 che il mondo si gusta il Negroni. Un traguardo da record per un cocktail che porta benissimo e con grande classe più di 100 anni. Un lungo arco di tempo che lo ha visto conquistare il mondo, diventando l’aperitivo italiano più bevuto sul pianeta. E lo ha visto affermarsi anche negli Stati Uniti, paese a cui in qualche modo deve (anche) i natali. Sì, perché il Negroni è la variante italiana (ma sarebbe più corretto dire “fiorentina” visto che è nato al Caffè Casoni di via de' Tornabuoni) dell’Americano, un cocktail molto di moda a cavallo tra Ottocento e Novecento, la cui ricetta venne rivisitata dall’avventuroso Conte Camillo Negroni e dal bartender Fosco Scarselli, in cerca di un cocktail più robusto.

Le varianti

Il mondo dei cocktail è in continua evoluzione e i grandi classici, pur mantenendo intatto il loro fascino, sono continuamente oggetto di nuove interpretazioni. Se il Negroni sbagliato, versione “leggera” (lo spumante sostituisce il gin) creata da Mirko Stocchetto al Bar Basso di Milano, nel 1972, è considerato altrettanto iconico, più di nicchia sono il Negroni del professore (rye whisky al posto del gin) e il Negroni alpino, con bitter e gin agli aromi di montagna.

Ingredienti

Come si prepara il Negroni

1 Mettete in un bicchiere tipo tumbler (basso, a pareti dritte) 5 cubetti di ghiaccio e versate il gin, il vermouth e il bitter.

2 Mescolate con uno stirrer (il cucchiaio per miscelare i cocktail, detto anche bar spoon), decorate con spicchietti di arancia e servite subito.

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