Viene da lontano, ma si trova anche al mercato sotto casa e ora si coltiva anche in Italia
Originaria della Malesia, oggi la papaya è coltivata anche in Africa, America e, sorprendentemente, in Italia. Questo frutto tropicale vanta una polpa dolce e succosa, con un sapore avvolgente che ricorda un incrocio tra la pesca e l'albicocca.
Se acquistata già matura (ovvero leggermente morbida al tatto), va conservata in frigorifero. In caso contrario, il consiglio è di lasciarla maturare a temperatura ambiente, avvolta in della semplice carta da cucina.
Come già accade per altri frutti tropicali come avocado, banane e mango, la coltivazione della papaya in Sicilia si sta diffondendo rapidamente grazie alle favorevoli caratteristiche climatiche dell'isola.
Tra le tantissime varietà esistenti, quella più gradita in Europa e coltivata con successo in Sicilia è la papaya Formosa. Si presenta simile a una grossa pera (con un peso che va da 500 g a oltre 1 kg) e, quando raggiunge la perfetta maturazione, mostra una buccia gialla e una polpa arancione, simile a quella del melone, del quale ricorda anche il gusto.
La papaya non è solo buona, ma è un vero e proprio superfood ipocalorico e ricco di virtù salutari per il nostro organismo.
Pulire questo frutto è semplicissimo: basta aprirla a metà in senso longitudinale, rimuovere i semi neri interni aiutandosi con un cucchiaino, sbucciarla con un coltellino e tagliare la polpa a cubetti o a fette.
Grazie alla sua versatilità, la papaya si presta a moltissime ricette sfiziose, light e veloci.
a cura della redazione,
aggiornato giugno 2026