Via i dolci dalle casse del supermercato

Via i dolci dalle casse del supermercato

Entro il 2016, la catena U2 toglierà caramelle, gomme da masticare e snack dagli espositori posti davanti alle casse per sostituirli con prodotti freschi e dedicati al benessere quotidiano

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ASDA Store Clerks at Cash Registers
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Alzi la mano chi, aspettando in fila davanti alla cassa del supermercato, non ha mai comperato un pacchetto di gomma da masticare, una scatoletta di caramelle o una confezione di snack di cui proprio non aveva bisogno. Questo comportamento si chiama “acquisto d’impulso” e viene a messo a frutto con molta perizia dalle catene della grande distribuzione, per le quali ha un doppio vantaggio. Da un lato perché i produttori di dolciumi pagano per potersi posizionare negli spazi che precedono le casse. Dall’altro perché caramelle, gomme e dolcetti esposti in quegli spazi possono costare anche il doppio di quanto costa la merce del tutto simile (visto che si tratta sempre di prodotti a base di zucchero) esposta sugli scaffali nelle corsie: da una media di 20 euro per chilogrammo in corsia si può arrivare anche oltre i 40 euro per chilogrammo davanti alla cassa, senza che la qualità giustifichi un tale balzo.

Però, adesso, qualcosa potrebbe cambiare. La catena di supermercati U2, presente in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna con più di 180 punti vendita, ha annunciato che, entro il 2016, sostituirà i prodotti dolci esposti alla avancasse con prodotti freschi e dedicati al benessere quotidiano. Non si sa ancora se si tratterà di ortofrutta, yogurt o altro, però l’obiettivo è quello di trasformare l’acqusto d’impulso di dolciumi in un atto consapevole e rivolto alla salute.

“La Grande Distribuzione” sottolinea la catena U2 “utilizza le aree ad altissimo passaggio poste prima delle casse per stimolare il desiderio del consumatore di acquistare prodotti che possano essere per lui una coccola, come i dolciumi; proprio in questa posizione infatti viene acquistato il 21% degli snack dolci”. Si tratta solo di un primo passo, visto che lo compie solo una catena di supermercati diffusa in poche regioni. Però non è un passo isolato perché in Europa è già stato compiuto in Francia da Leclerc e in Inghilterra da Lidl e Tesco.

Ed è proprio sulla linea seguita negli altri Paesi che si muove U2. “Crediamo che i nostri clienti abbiano sempre il diritto di compiere scelte consapevoli” dice Mario Gasbarrino, amministratore delegato Unes (l’azienda a cui fanno capo U2 Supermercati e Unes Supermercati) “e che questo diritto debba essere ancor più garantito quando il cliente responsabile d'acquisto compra per qualcun altro (spesso i prodotti che si comprano in avancassa sono destinati ai bambini) senza dover subire né la pressione psicologica della sovraesposizione né il ricatto del pianto del bambino”.

Alessandro Gnocchi
9 novembre 2015

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