Il papà delle sorpresine negli ovetti di cioccolata

Il papà delle sorpresine negli ovetti di cioccolata

C’è un designer tedesco che da 20 anni svolge uno dei lavori più curiosi al mondo: inventare nuove sorprese da inserire negli ovetti Kinder

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East chocolate kinder surpprise eggs
Sale&Pepe

Pasqua si avvicina, così come la ricerca della sorpresa più bella da scovare all'interno dell'uovo di cioccolata tanto atteso soprattutto dai più piccoli. Ma da molti anni c'è un signore, o meglio un designer, che proprio sulla perfezione delle piccole sorprese da montare ha costruito la sua identità professionale: si chiama Uwe Grünewald ed è nato a Francoforte nel 1966. Da 20 anni coordina la squadra incaricata di inventare e progettare le sorprese da inserire nell'ovetto di cioccolata più famoso al mondo.

Proprio in questi mesi Uwe festeggia 20 anni in casa Ferrero: si divide tra Germania e Italia, le due sedi di lavoro del marchio Kinder, quel settore che l'azienda di Alba (Cuneo) pensò già alla fine degli anni Sessanta per soddisfare i gusti dei bambini. E proprio lo scorso anno il prodotto principe di questa buona intuizione, l'ovetto di cioccolato al latte con sorpresa, ha compiuto i suoi primi 40 anni, di cui la metà appunto, sotto la direzione (almeno per la parte non commestibile) di Grünewald in persona.

L'ovetto fu un'idea semplice tanto quanto geniale: nacque grazie a un dirigente aziendale, William Salice, a inizio anni Settanta quando, complice un tenore di vita più basso e la scarsa diffusione dei negozi di giocattoli con proposte di acquisto popolari, per non deludere i ragazzi più piccoli si pensò di inserire un elemento di gioco in un gesto quotidiano come la merenda. La sua fortuna e idea era dall'inizio legata alla necessità della presenza di un adulto: che doveva aiutare il bimbo ad aprire l'ovetto di plastica troppo duro da forzare da soli, ma anche a montare la sorpresa contenuta. Un'esperienza di gioco, sorpresa, gusto, da vivere in più all'interno della propria famiglia.

Inizialmente le sorprese contenute nell'uovo al latte nacquero su un foglio di carta, per poi trasformarsi in prototipi fatti a mano. Anche il colore dell'involucro di plastica - quel giallo che doveva ricordare quello dell'uovo vero – non fu una scelta casuale, ma frutto di diverse prove sul campo. Oggi invece – come spiega spesso lo stesso Grünewald nei suoi interventi in giro per il mondo agli studenti di design – si usano programmi a computer per progettare ogni piccolo oggetto. Oltre alla fantasia, la sfida è quella di riuscire a contenere il gioco in un involucro di plastica e trovare soluzioni sempre nuove per soddisfare i desideri dei piccoli: ogni anno si calcola che in media vengano ideati 200 nuovi giochi, per un totale a oggi di 8mila sorprese prodotte e commercializzate in 40 anni.

Una sfida sempre nuova per il gruppo di lavoro guidato da Uwe Grünewald: 12 persone intente a creare i prodotti, facendo attenzione al montaggio, alla volumetria, ai gusti dei più piccoli. Un lavoro così serio e importante, nonostante sia in fondo "solo un gioco": la kindermania mondiale e le alte quotazioni di alcune sorprese, che raggiungono migliaia di euro nei siti dei collezionisti, lo dimostrano ogni giorno.

Eva Perasso
27 marzo 2015

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