Michelle Obama e gli spaghetti in pentola a pressione

Michelle Obama e gli spaghetti in pentola a pressione

Sì, la First Lady li cucina così. E come conferma un noto chef, sono buonissimi. Ma perché farlo? La risposta è la più inaspettata

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Dopo la sua visita a Expo si continua a parlare di lei. Michelle Obama sul tema food si impegna da anni, soprattutto per contrastare un problema che riguarda gli americani molto da vicino: l’obesità, già a partire dall’infanzia. Attraverso la campagna “Let’s Move!”, la First Lady traccia le linee guida per il controllo del peso e per uno stile di vita sano, fatto di sport e di un’alimentazione corretta. E a questo riguardo, dedica un elogio al nostro piatto “Pasta, pomodoro e basilico fresco, e avrete un pasto delizioso”.

Fin qui niente di nuovo per noi abitanti del Bel Paese. Quello che invece può sorprendere è che Michelle li spaghetti li cucina in pentola a pressione, precisamente con pomodoro e spinaci. Una stramberia American style? Un espediente per risparmiare tempo? Niente di tutto questo. La pasta in pentola a pressione è più sana e addirittura più ecologica. Questo tipo di cottura infatti consente di ridurre i grassi quasi a zero (non c'è il soffritto per il sugo), si usa un ottavo del sale normalmente utilizzato e un decimo dell’acqua (solo mezzo litro per 500 g di pasta, contro il litro per etto della cottura tradizionale), e visto che i tempi sono più brevi, si risparmia gas. Senza contare che gli spaghetti cuociono insieme al condimento, quindi meno pentole (con ulteriore risparmio sul detersivo e la corrente per la lavastoviglie) e il vantaggio non indifferente di avere un piatto completo in 15 minuti, senza nemmeno doverlo curare.

Un sogno. Ma il sapore non sarà deludente? Con rispetto parlando, una pasta che piace agli americani non necessariamente piace anche a noi… E qui l’ulteriore sorpresa. A confermare che questo metodo è in grado di gratificare il palato è addirittura Davide Scabin, chef stellato e patron del ristorante Combal.Zero di Rivoli (TO), oltre che noto volto televisivo. Come spiega lui stesso, con i tempi giusti la pasta risulta gustosa e al dente, e gli amidi non si disperdono, consentendo un risultato ben mantecato e legato al sugo. Scabin conferma anche il lato ecologico di questo tipo cottura e stima che, utilizzando la pentola pressione, in Italia si potrebbero risparmiare 224 litri di acqua all’anno per persona. Moltiplicandoli per la popolazione nazionale si arriva 17 miliardi di litri, l’equivalente di 70 piscine olimpioniche.

Se a questo punto vi è venuta voglia di provare, ecco l'amatriciana di chef Scabin, rilasciata a repubblica.it: "Mezzo chilo di rigatoni, 600 grammi di pelati San Marzano frullati, 500 grammi di acqua, 40 grammi di vino bianco, mezzo peperoncino fresco, 6 grammi di sale fino, 150 grammi di guanciale a fettine. Senza pre-cuocere nulla e senza aggiungere olio, si mettono in pentola e con 11-15 minuti di cottura è cotta sia la pasta che il sugo. Con un ottavo del sale, niente olio e burro e un risparmio dell'80% di acqua".

Cristiana Cassé
24 giugno 2015

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