L’ultimo menu del Titanic battuto all’asta

L’ultimo menu del Titanic battuto all'asta

Cosa conteneva il menu dell’ultima cena servita sul Titanic prima di affondare nell’aprile 1912? Dalle zuppe all’agnello, passando per un ricco buffet in cui compare la “salsiccia Bologna”. Un esemplare venduto per 78mila euro

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White Star line dinner plate from Titanic Experience Belfast
Sale&Pepe

Un menu di 103 anni fa, perfettamente conservato, del valore di 78mila euro circa. Prezioso non solo perché antico, ma per via del ristorante in cui è stato servito: è quello dell'ultima cena gustata in prima classe sul Titanic, la sera del 14 aprile 1912, poco prima del terribile schianto contro un iceberg avvenuto in tarda serata che lo fece affondare in poche ore.

Il menu è uno dei molti cimeli ritrovati e conservati per oltre 100 anni: di proprietà di uno dei viaggiatori con biglietto di prima classe, il newyorchese Abraham Lincoln Salomon, è stato battuto all'asta online dalla casa Lion Heart Autographs (clicca qui) lo scorso 30 settembre e ora sono noti i termini dell'acquisto: il compratore è anonimo, ma si presuppone che si tratti di un parente facoltoso di una delle vittime del naufragio, e con una base di asta di 50mila dollari, lo ha ottenuto poi per 88mila, pari a 78.448,48 euro.

Ma cosa conteneva questo menu così prezioso? Un totale di 12 portate, una più ricca dell'altra, che insieme componevano una sorta di giro del mondo in cucina, ideate dallo chef Charles Proctor, il più pagato a bordo (dopo il comandante) per via della sua arte culinaria.

Si partiva con un consommé alla contadina, o in alternativa una cock-a-leekie, una famosa zuppa scozzese con patate e brodo di pollo. Poi era la volta dei piatti principali: si poteva scegliere tra il filetto di rombo, le uova all'Argenteuil (strapazzate, con asparagi), il pollo alla Maryland (cucinato con pancetta e legumi), il vitello con verdure miste. Ancora tra le proposte di piatti grigliati compaiono le costolette di agnello con patate cucinate in tre modi diversi. Per finire, i dolci a scelta tra crema custard, meringhe alla mela, pasticcini.

A questo si accompagnava il buffet di piatti freddi, ricco di proposte di ogni angolo del mondo: vi spiccano salmone, gamberetti e acciughe dalla Norvegia, aringhe e sardine, roastbeef, prosciutti vari, galantina di pollo. Non manca un tocco d'Italia, finto però: nel menu si legge infatti della presenza della "Bologna sausage", una finta mortadella che è in realtà un salume a base di pollo, maiale e tacchino che alla nostra Bologna assomiglia solo per forma e colore.

Ricco anche il carrello dei formaggi, con proposte che arrivano da Francia, Italia, Svizzera e Gran Bretagna: si passa dal Camembert al Gorgonzola, dal Roquefort all'Edam, dal Cheddar al Cheshire. Infine le bevande: quella sera si pasteggiava a birra proveniente da Monaco di Baviera.

Il menu del Titanic è uno dei pochi esemplari a essere sopravvissuto al naufragio, così come la persona che lo portò con sé, che si salvò e si imbarcò sulla scialuppa numero 1. Ne esisterebbero poi altre due copie: la prima fu donata da un sopravvissuto al museo navale di Greenwich e la seconda fu battuta all'asta nel 2012 per circa 120mila euro.

Eva Perasso
12 ottobre 2015

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