L’alga spirulina sfamerà il mondo: parola della signora Gates

L'alga spirulina sfamerà il mondo: parola della signora Gates

È un’alga di colore verde-blu coltivata in una delle aree più povere del pianeta e consumata voracemente dai più ricchi. Eppure la spirulina potrebbe risolvere il più grande problema del mondo

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Spirulina
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A essere convinta dei super poteri di questa pianta acquatica è la benefattrice miliardaria Melinda Gates (moglie del più famoso Bill dell'informatica) che su Twitter ha rilanciato il più recente e approfondito articolo riguardante l'alga spirulina. Ad aver entusiasmato la signora Gates non sono state solo le caratteristiche nutrizionali ben note all'alta società, quali la capacità di rallentare l'invecchiamento, fortificare l'organismo contro i virus e persino prevenire alcuni tipi di cancro, ma la possibilità di cambiare la vita dei più poveri del pianeta. E di farlo su diversi fronti. 

"La Spirulina", si legge nell'articolo pubblicato dal quotidiano inglese The  Guardian, "è una delle più antiche forme di vita sulla Terra, costituita da organismi unicellulari che utilizzano luce, calore, acqua e minerali per la produzione di proteine, carboidrati, vitamine e altri nutrienti vitali. Queste alghe sono uno degli alimenti più concentrati del pianeta, fonti di tutti gli otto aminoacidi essenziali, nonché di dieci dei dodici aminoacidi non essenziali, betacarotene, minerali come ferro e acido gamma-linoleico tra gli altri". A ciò si aggiunge l'estrema digeribilità, la resistenza alla contaminazione da metalli pesanti e il basso contenuto di grassi e sodio. Ma è soprattutto l'alto contenuto proteico della spirulina  che ne farebbe un alimento importante per integrare l'alimentazione di chi non ha accesso a carne, uova o latticini e questo con uno sfruttamento del suolo e un dispendio di energia molto più basso di quello richiesto dall'allevamento del bestiame. 

Non basta: l'organizzazione umanitaria Antenna India e altre ONG impegnate nel Paese asiatico credono che la spirulina possa migliorare le condizioni di vita delle persone impegnate nella sua coltivazione e, per questo motivo, stanno promuovendo programmi di microcredito che permettono agli agricoltori locali di autofinanziarsi, di estendere la produzione in nuove aree e di organizzare anche il confezionamento del prodotto finito che attualmente viene gestito all'estero. Nel sud-est asiatico, questo tipo di lavoro aiuterebbe molte donne ad avere un lavoro meglio retribuito, meno faticoso, più sano e anche più stabile rispetto alla coltivazione del riso, in quanto non soggetto come quest'ultima alle condizioni  meteorologiche.

C'è da chiedersi come mai un progetto di intensificazione massiccia della produzione di spirulina non sia già stato avviato dai governi invece di restare affidato all'iniziativa di alcuni enti benefici.

Secondo il dottor Urs Heierli, autore del più grande studio sulla spirulina in relazione alla lotta contro la malnutrizione, questa evidente lacuna dimostra come le forze politiche non ritengano la fame e tutti i problemi sanitari e sociali che ne derivano  un problema davvero importante. E questo semplicemente perché una simile lotta non è redditizia. Se così non fosse la soluzione sarebbe un'alga blu già ampiamente a portata di mano.


Daniela Falsitta

16 settembre 2014

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