Schiscetta del rientro: consigli per una pausa pranzo antistress

Schiscetta del rientro: consigli per una pausa pranzo antistress

Il rientro è stato pesante? Con la schiscetta trasformi la pausa pranzo in un momento di relax e buon cibo!

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Settembre, si sa, è un mese duro per tutti. Vi sentite in balia dello stress da rientro e sopraffatti dai tanti impegni lavorativi? Un modo per alleggerire le giornate c'è: dedicatevi alla preparazione della schiscetta e trasformate la pausa pranzo in un vero momento di relax, allietato dai manicaretti preparati a casa da gustare magari chiacchierando con i colleghi. Abbiamo già parlato di come continuare le vacanze lavorando, organizzando un picnic in pausa pranzo. Approfondiamo ora i tanti vantaggi e trucchi del pranzo home-made.

Innanzittutto si può scegliere il cibo in base alle eventuali diete, controllando così meglio l'apporto calorico, è possibile variare le ricette facendo attenzione alla stagionalità e alla qualità degli ingredienti, il tutto spendendo decisamente meno di chi pranza al bar. Un pranzo tipo consumato in un punto di ristoro, composto da acqua, piatto pasta, dessert e caffè può costare infatti anche 13,50 euro al giorno, per un totale di 297 euro al mese. Quella della schischetta non è una moda passeggera: sarà per colpa della crisi o dei menu a volte poco appetitosi dei bar/self-service/tavole calde, ma secondo un report di Federconsumatori oltre un lavoratore su 3 sceglie di portarsi il pasto da casa. 

I trucchi per una schiscetta doc
Per preparare la propria schiscetta non servono attrezzature troppo complesse, il fattore chiave è l'organizzazione, come ci ha spiegato Alessandro Vannicelli, ideatore di "Schisciando" e autore di due libri sul tema schiscetta-fai da te. Al momento di decidere cosa cucinare per la pausa pranzo prediligiamo preparazioni semplici, cotture veloci che preservano le proprietà nutrizionali dei cibi e ne mantengono il più possibile inalterate le consistenze. È possibile preparare tutto la sera prima, magari preparando una cena più abbondante in modo da portare in ufficio la porzine in più, ma Alessandro ci ha detto bastano una ventina di minuti - e un pizzico di voglia di mettersi ai fornelli la mattina - per preparare il pranzo appena prima di uscire di casa! Il trucco è di pesare tutto la sera prima e portarsi avanti con alcune preparazione (come la pulizia e il taglio degli ortaggi) in modo da cucinare al risveglio solo alcuni ingredienti, per esempio la pasta o il riso, e assemblare la propria schiscetta velocemente. Stabilire in anticipo cosa preparare aiuta anche a non perdere tempo e a fare la spesa in maniera oculata, comprando tutto ciò che serve; così non ci si troverà più davanti alla dispensa senza idee per rispondere alla fatidica domanda "Cosa porto oggi in ufficio?"

Schiscetta pratica e bella
Per portare i propri manicaretti in ufficio oggi troviamo sul mercato tantissime proposte di lunch box pratiche e che strizzano l'occhio al design, rendono anche la scelta della schiscetta un fatto di stile. 
I più glamour possono dimenticare gamelle e gavette Anni 50, quelle dove le tute blu e i travet conservavano frittate, cotolette e contorni e sbizzarrirsi con soluzioni dalle linee moderne e high-tech. Le schiscette del terzo millennio sono leggerissime, lavabili in lavastoviglie, ideali per passare dal frigorifero al microonde, colorate, ecologiche, a tenuta termica e addirittura auto riscaldanti grazie a un cavetto USB da collegare al computer. Perfetti anche i Bento box, le famose scatole nate in Giappone formate da tante vaschette impilabili dove suddividere pietanze, salse, condimenti. Cercando con attenzione tra l'attrezzatura della cucina probabilmente troverete già diversi utensili adatti al trasporto in ufficio del cibo: i contenitori ermetici di varie dimensioni, ad esempio, sono utilizzabili anche nel forno a microonde, i vasetti in vetro con tappo a vite (come quelli delle marmellate che si trovano negli hotel per la prima colazione) vanno benissimo per portare i condimenti delle insalate; basterà aggungere una piccola borsa termica con tavolette refrigeranti e le posate per un perfetto kit. Se poi il vostro posto di lavoro è munito anche di forno a microonde, frigorifero e una macchina per il caffè avete davvero tutto il necessario per una pausa pranzo perfetta!

Menù da schiscetta
Anche per i menù non c'è che l'imbarazzo della scelta. Il bello della schiscetta è che permette di variare sempre il pranzo, seguendo il gusto, le stagioni nonché le proprio esigenze alimentari. In questo periodo è possibile trovare ancora al mercato tante verdure estive e comporre una schiscetta a base di ortaggi e cereali, meglio ancora se integrali. Per la schiscetta del post-vacanze, Alessandro Vannicelli ci ha consigliato di privilegiare le insalate o i piatti unici composti con ortaggi croccanti, cotti velocemente al wok, e orzo o farro. Soluzioni che saziano senza appesantire, perché non dimentichiamo che dopo la pausa pranzo si torna al lavoro, ed è necessario quindi mantenere la concentrazione ed evitare di sentirsi affaticati a causa della digestione.

Infine, vietato infrangere queste regole fondamentali:

- non consumare mai il pasto alla scrivania, rispondendo alle mail, ipnotizzati dallo schermo del computer: secondo uno studio della Surrey University, pubblicato sul Journal of Health Psychology, qualsiasi forma di distrazione durante i pasti fa perdere di vista la quantità di cibo ingerita con il risultato che si risparmia tempo, ma si guadagnano tanti chili in più.
- mangia in compagnia dei colleghi, invitali al tuo desk, chiacchiera con loro: è il modo migliore per ricaricare le energie mentali.
- sii orgoglioso dei tuoi piatti e condividi il pranzo: le tue quotazioni in ufficio saliranno al massimo della popolarità e conquisterai anche la simpatia dei colleghi meno calorosi.
- non portare piatti dall'odore troppo forte che potrebbero infastidire i colleghi.
- quando puoi mangia all'aperto, possibilmente vicino al verde: stare all'aria aperta e alla luce mette sempre di buon umore.
- dopo pranzo aiuta la digestione con una passeggiata, basta anche un veloce giro dell'isolato per sgranchire le gambe.
- non saltare mai la pausa pranzo: è provato che 20 minuti sono il tempo minimo per ricaricare d'energia il cervello.

Monica Pilotto
10 settembre 2015
aggiornato a settembre 2018 da Claudia Minnella

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