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Luoghi e PersonaggiLocali Storici d'Italia: 50 tappe da provare nella vita

Locali Storici d'Italia: 50 tappe da provare nella vita

Caffè, pasticcerie, osterie, confetterie, bar e alberghi, ognuno con una particolarità. Ecco una piccola selezione da vedere (almeno) una volta nella vita

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Sedersi al bancone che ha stregato Hemingway, fare la spesa nella drogheria preferita da Cavour o addentare un tramezzino proprio nel bar in cui è stato inventato. Il vero fascino dell'Italia si gusta anche così, ai tavolini di antichi caffè, osterie secolari e pasticcerie d'epoca. Non semplici attività commerciali, ma “monumenti” nazionali in cui il tempo sembra essersi fermato: custodi di aneddoti, segreti e ricette inestimabili, capaci di raccontare una storia insolita e incredibilmente affascinante.

Un patrimonio culturale da tutelare e scoprire

Sapevate che in Italia esistono circa 200 di queste realtà e che un'associazione è nata al solo scopo di tutelarle? L’associazione Locali Storici d’Italia (localistorici.it), fondata nel 1961, è un sodalizio culturale senza scopo di lucro che riunisce i più antichi e prestigiosi avamposti del gusto e dell'ospitalità della Penisola. Luoghi che sono stati protagonisti della nostra storia, promotori di eventi e rifugi prediletti di personaggi illustri, dall'osteria più antica del mondo tuttora in attività agli hotel arredati con mobili originali Liberty del 1905.

Questi locali hanno attraversato i secoli resistendo a guerre mondiali, catastrofi naturali e crisi economiche, fino a superare le recenti sfide della pandemia. Hanno dimostrato una lodevole resilienza, confermandosi dimore senza tempo del fascino del Made in Italy.
Un'occasione speciale per viverli dal vivo è la Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia, in programma sabato 3 ottobre. Quest'anno, dedicata al legame tra questi spazi e le grandi famiglie della storia italiana, prevede visite guidate, degustazioni ed eventi speciali.

50 locali storici d'Italia da visitare una volta nella vita

Esplorare l'Italia attraverso le sue insegne d'epoca significa percorrere un viaggio geografico e sensoriale unico, in cui ogni regione custodisce un pezzo di storia nazionale da degustare. Ecco 50 tappe imperdibili per costruire il vostro itinerario lungo la Penisola.

VALLE D’AOSTA

Bellevue Hotel & Spa
  • Caffè Nazionale d’Aosta, 1850

    Gioiello architettonico con arredi d'epoca, custodisce una stupenda sala gotica circolare impreziosita da stemmi nobiliari, ultimo resto di un antico convento francescano Trecentesco. Teatro delle prime proiezioni cinematografiche in Italia e set di film con Amedeo Nazzari e Alida Valli, ha visto passare personaggi leggendari: dalle soste romantiche di Ava Gardner alle visite di re Faruk, fino agli incontri politici di Pietro Nenni e Palmiro Togliatti.
    Dove: piazza Émile Chanoux, 9, Aosta (AO), telefono 0165 525356

  • Bellevue Hotel & Spa, 1925

    Affacciato sul prato di Cogne, alle porte del Parco del Gran Paradiso, è un'icona dell’ospitalità d'alta quota guidata dalla stessa famiglia da quattro generazioni. Unisce il fascino d'epoca a quattro ristoranti (di cui uno stellato) con prodotti propri a chilometro zero e una spa da 1.200 mq. Nei decenni ha stregato reali come Maria José e Umberto di Savoia, lo scienziato Carlo Rubbia e il pianista Benedetti Michelangeli, che proprio qui affinò il suo celebre "tocco" durante la guerra.
    Dove: rue Grand Paradis, 22, Cogne (AO), telefono 0165 74825

PIEMONTE

Caffè Al Bicerin
  • Pasticceria Pfatisch Torino, 1915

    La storica Pasticceria Pfatisch è stata inaugurata nel 1915 dal famoso maestro di origine bavarese Gustavo Pfatisch. Nata come fabbrica di cioccolato e confetteria, oggi rappresenta un perfetto museo del cioccolato di inizio '900. È una vera e propria eccellenza nella produzione di gianduiotti, tavolette, creme da spalmare e pralineria, ma anche nella produzione di canapè. Tuttavia, la sua indiscussa specialità è “Il Festivo”, l’intramontabile torta nata agli inizi degli anni ’60.
    Dove: via Paolo Sacchi, 42, Torino (TO), telefono 011 568 3962

  • Caffè Mulassano, 1926

    Capolavoro in stile Liberty firmato dall'ingegnere Vandone, questa raffinata bomboniera vanta un bancone in onice di Numidia con decorazioni in bronzo e un soffitto a cassettoni in legno e cuoio. È qui che nel 1926 la signora Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino (che quest'anno ha compiuto 100 anni, ve l'abbiamo raccontato qui). Rifugio riservatissimo dei Savoia — che amavano sorseggiare il caffè al riparo da spesse tende rosse —, negli anni è stato il ritrovo d'elezione per artisti e intellettuali del calibro di Guido Gozzano, Erminio Macario, Mario Soldati e Giovanni Arpino.
    Dove: piazza Castello, 15, Torino (TO), telefono 348 170 1696

  • Caffè Pasticceria Arione, 1923

    Istituzione elegante sotto i portici di Piazza Galimberti, questa storica confetteria gestita dalla stessa famiglia e conservata con gli arredi originali degli anni Trenta è la patria dei celebri cuneesi al rhum (scopriteli in questo articolo). Nel 1954 persino Ernest Hemingway fece tappa qui per acquistarne due chili da regalare alla moglie, mentre nel 1963 Mario Monicelli ne scelse le raffinate sale come set per il film I compagni con Marcello Mastroianni e Annie Girardot.
    Dove: piazza Tancredi Galimberti, 14, Cuneo (CN), telefono 0171692539

  • Caffè Al Bicerin, 1763

    Conserva intatti gli arredi e l'atmosfera originale dell'epoca. È tra le sue mura che è nata la celebre bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di latte, amata da frequentatori illustri come Camillo Benso di Cavour, Silvio Pellico, Giacomo Puccini, Friedrich Nietzsche, Italo Calvino e Wanda Osiris. Un luogo dal fascino unico che Umberto Eco ha scelto persino come ambientazione per il suo romanzo Il Cimitero di Praga.
    Dove: piazza della Consolata, 5, Torino (TO), telefono 011 4369325

  • Caffè Pasticceria Baratti & Milano, 1858

    Fondato nel 1858 e trasferitosi nel 1875 nella Galleria Subalpina, è tra i salotti sabaudi più eleganti e scenografici d'Italia. Gioiello Liberty, opera dell'architetto Casanova e dello scultore Rubino, incanta per la ricchezza di marmi intarsiati, bronzi e boiseries in mogano. Luogo d'elezione per compositori come Pietro Mascagni e Guido Gozzano, che qui compose la poesia Le golose, dedicata alle signore intente a degustare i dolci del locale.
    Dove: piazza Castello, 27, 10123 Torino (TO), telefono 011 4407138

  • Ristorante Del Cambio, 1757

    Simbolo dell'alta gastronomia torinese fin dal 1757, le sue sale d'epoca hanno accolto figure illustri come il Conte di Cavour, Giacomo Casanova, Wolfgang Amadeus Mozart, Honoré de Balzac e Friedrich Nietzsche. Oggi la memoria risorgimentale dialoga con l'arte contemporanea, attraverso opere site-specific e una cucina raffinata che fonde la grande tradizione piemontese e quella francese.
    Dove: piazza Carignano, 2, Torino (TO), telefono 011 546690

LIGURIA

interno Pasticceria RomanengoConfetteria Romanengo
  • Confetteria Romanengo, 1780

    È la più illustre d’Italia. Giuseppe Verdi scrisse che “condiva squisitamente ogni sorta di frutto” e Fabrizio De André l’ha cantata in una canzone. Confetti, caramelle, cioccolatini, violette, praline, petit-four, paste al frutto e meringhe vengono da antiche ricette, gelosamente conservate da sette generazioni della famiglia Romanengo. Anche Umberto di Savoia, per le nozze con Margherita, volle i suoi frutti canditi.
    Dove: via Soziglia 74/76 R, Genova, telefono 0102474574

  • Pasticceria Gemmi il Loggiato, 1934

    Fondata in epoca napoleonica da maestri pasticceri svizzeri e custodita dal 1934 dalla stessa famiglia, questa storica insegna è il tempio delle tipicità dolciarie di Sarzana, come la spungata (provate a replicarla a casa seguendo questa ricetta) e il buccellato. Incorniciata in un antico palazzo con un incantevole loggiato cinquecentesco, unisce la grande tradizione della pasticceria a un vivace salotto culturale che ospita spettacoli di prosa ed eventi di musica lirica.
    Dove: Via Mazzini, 21, Sarzana (SP), 0187620165

  • Taverna Colombo, 1904

    Inaugurata nel 1904 dal sindaco-farmacista Angelo Rainusso, questo indirizzo (arricchito da una splendida boiserie in legno scolpita dall'artista genovese Bacigalupo) è un tempio dell’eleganza. Soprannominata “la Casablanca di Santa Margherita”, ha visto passare nei decenni grandi protagonisti del Novecento come Guglielmo Marconi, Liz Taylor, Rex Harrison e Herbert Von Karajan. Oggi, con il ritorno all'antico nome di Taverna Colombo, prosegue la sua tradizione coniugando la grande memoria storica con l'eccellenza della cucina ligure.
    Dove: via Pescino, 13, Santa Margherita Ligure (GE), telefono 0185 287058

  • Caffè Pasticceria Balzola, 1902

    Qui è nato il primo "caffè-concerto" d'Italia (intorno al 1920), che ha visto esibirsi giganti della lirica come Tito Schipa e Beniamino Gigli. Guidato dalla quarta generazione della famiglia, deve la sua fama alle creazioni di Rinaldo Balzola, capo-pasticcere della Real Casa Savoia e inventore nel 1919 dei rinomati Baci di Alassio. Di qui sono passati anche Maksim Gor'kij, Gabriele D'Annunzio, Eleonora Duse e i due pionieri della pasticceria industriale italiana, Motta e Alemagna.
    Dove: piazza G. Matteotti, 26, Alassio (SV), 0182640209

  • Caffè Pasticceria Piccardo, 1905

    Guidata dalla stessa famiglia da tre generazioni, è stata la prima insegna della città a dotarsi di radio e telefono pubblico. Nel 1946 Fausto Coppi, con 14 minuti di vantaggio durante la Milano-Sanremo, si fermò qui a sorseggiare un caffè prima di ripartire e trionfare. Frequentato da Italo Calvino, Sandro Pertini e dal compositore Luciano Berio, custodisce preziosi arredi originali in stile Umbertino.
    Dove: piazza Dante, 2, Imperia (IM), 0183 293696

LOMBARDIA

Pasticceria Vigoni
  • Pasticceria Vigoni, 1878

    Chi non conosce (e apprezza) la Torta Paradiso? A inventarla sul finire dell’Ottocento è stato il giovane Enrico Vigoni nella sua pasticceria di Pavia, nei pressi dell’Università. La stessa dove oggi si va a comprare questo delizioso dolce, diventato ormai il simbolo di Pavia, e a gustare un ottimo caffè in un ambiente dal décor unico, con banconi a motivi floreali, pavimenti, soffitto e lampade in stile liberty che risalgono a inizio Novecento.
    Dove: strada Nuova, 110, Pavia (PV), telefono 038222103 

  • Pasticceria Cucchi, 1936

    Sinonimo di “Made in Milan” dal 1936, nacque dall'intuizione di Luigi e Vittorina Cucchi come vivace "Caffè Chantant" animato da serate di concerto ed esibizioni di artisti internazionali. Ricostruita dopo i bombardamenti del 1943, questa Bottega Storica è un’icona dell'ospitalità milanese autentica: un elegante punto di ritrovo per colazioni e aperitivi, famoso in tutta la città per i suoi leggendari panettoni artigianali, croissant e budini di riso.
    Dove: Corso Genova, 1, Milano (MI), telefono 0289409793

  • Pasticceria Lanfranchi, 1890

    Il più antico ed elegante ritrovo dolciario della città, arricchito da raffinati arredi Liberty originali e da una suggestiva saletta da tè al primo piano. Tempio indiscusso del torrone, della mostarda, della sbrisolona e del caratteristico Pancremona, deve la sua fama anche ai celebri "mirandolini", creati appositamente per l'attrice Isa Miranda. Di fronte si trova il negozio Sperlari, datato 1936, rimasto immutato nei decenni, con la più antica licenza di vendita al dettaglio della provincia e un ricco assortimento di delizie provenienti da tutto il mondo, oltre al celebre torrone locale.
    Dove: Via Solferino, 30, Cremona (CR), telefono 037228743

  • Caffè Camparino in Galleria, 1915

    Simbolo dell'aperitivo milanese all'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II, ha visto sorseggiare il suo celebre Bitter da sovrani come Re Umberto I e Edoardo VII d’Inghilterra. Sosta d'obbligo dopo le prime alla Scala per maestri della lirica come Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, è stato anche il ritrovo dei Futuristi con Marinetti e Boccioni, ispirando gli iconici manifesti pubblicitari d'epoca firmati da Depero, Dudovich e Cappiello.
    Dove: piazza del Duomo, 21, Milano (MI), telefono 0286464435

  • Ristorante Biffi in Galleria, 1867

    È da oltre un secolo e mezzo l'elegante salotto della Milano colta e aristocratica. Famoso per i suoi panettoni apprezzati da Giuseppe Garibaldi e dalla Corte dei Savoia, è stato lo storico punto di ritrovo per il dopo-teatro di maestri come Arturo Toscanini ed Ernest Hemingway. Negli anni '40 accoglie le grandi dinastie industriali e nobiliari milanesi: Visconti, Falck, Belgiojoso e Treccani.
    Dove: Galleria Vittorio Emanuele II - Milano (MI), telefono 028057961

  • Bar Caffè Pasticceria Gin Rosa, 1820

    Nato nel 1820 come "Bottiglieria del Leone" nella celebre Casa veneziana di Piazza San Babila, è tra i capisaldi più antichi e autentici dell'aperitivo milanese. Famoso per la creazione dello storico Bitter Ginrosa e per la sua rinomata tradizione enologica e dolciaria, da oltre due secoli interpreta il gusto raffinato della città, conservando intatta la propria identità d'epoca.
    Dove: Galleria S. Babila, 4b, Milano (MI), telefono 02794802

VENETO

Distilleria Nardini
  • Florian, 1720

    È (probabilmente) il più bel caffè storico d’Italia sia per gli eleganti interni sia per la posizione, visto che si affaccia sulla splendida piazza San Marco. Ed è (sicuramente) il più antico caffè ad aver conservato intatto il suo carattere lungo i suoi oltre 300 anni di storia. Qui Casanova veniva a corteggiare le dame, qui iniziò l’insurrezione del 1848 contro gli Austriaci e di qui passano tutti i vip e i divi che visitano Venezia.
    Dove: piazza San Marco, 57, Venezia (VE), telefono 041 520 5641

  • Café Carducci, 1928

    È dal 1928 che i veronesi frequentano questo locale nel caratteristico quartiere di Veronetta soprattutto per il rito dell’aperitivo. Ma in quest’accogliente caffè, restaurato nel 2023, ci si può deliziare anche con una ricca e varia colazione e degustare formaggi di qualità e vini del territorio.
    Dove: Via Carducci, 10, Verona (VR), telefono 045 803 0604

  • Caffè Pedrocchi, 1831

    Rossa, verde o bianca: al piano terra del Caffè Pedrocchi ogni sala è contraddistinta dal colore delle pareti. Il cuore del locale è rosso, con il monumentale bancone in marmo da cui si vede l’orologio a parete che ricorda come il locale non chiudesse mai. Ecco perché era chiamato il “Caffè senza porte”. Si passa poi all’elegante sala bianca, in origine chiamata “sala nera” per il colore del mobilio. Più informale è la sala verde, dove tutti potevano entrare senza obbligo di consumare. Ecco perché, quando si è squattrinati, si dice “essere al verde”!
    Dove: via VIII Febbraio, 15, Padova (PD), telefono 049 878 1231

  • Hotel Cavalletto e Doge Orseolo, 1200

    Tra gli alberghi più antichi del mondo, qui sostavano i dogi prima della caccia al cinghiale nella boscaglia del Lido. Tra le due guerre si affermò come salotto intellettuale della marchesa Luisa Casati e del Duca degli Abruzzi, ospitando negli anni personalità leggendarie come Richard Strauss, Hermann Hesse e Winston Churchill.
    Dove: piazza San Marco, 1107, Venezia (VE), 0415200955

  • Distilleria Nardini, 1779

    È la più antica distilleria d'Italia, fondata nel 1779 da Bortolo Nardini. Un luogo legato all'arte della distillazione dell'acqua vite, fonte d'ispirazione per Ernest Hemingway che vi ambientò alcune pagine di Addio alle armi. Custodita oggi dalla settima generazione della famiglia, negli anni ha conquistato il palato di regine, poeti, presidenti e illustri viaggiatori da ogni parte del mondo.
    Dove: ponte Vecchio, 2, Bassano del Grappa (VI), telefono 0424227741

  • Hotel Due Torri, 1674

    Dimora di lusso che nel 1770 ospitò Mozart tredicenne per il suo primo concerto in Italia, all'Accademia Filarmonica di Verona. Dal suo balcone, nel 1867, Giuseppe Garibaldi pronunciò un discorso memorabile sulla futura Roma capitale.
    Dove: piazza S. Anastasia, Verona (VR), telefono 045595044

  • Gran Caffè Lavena, 1750

    Storica "bottega da caffè" del 1750 situata nell'angolo più incantevole di Piazza San Marco, proprio di fronte alla Basilica. Soprannominata "il caffè dei musicisti e dei letterati", è stata il salotto prediletto dell'alta aristocrazia mitteleuropea e di maestri immortali: da pensatori e commediografi come Voltaire, Montesquieu e Carlo Goldoni, a compositori e virtuosi del calibro di Richard Wagner, Franz Liszt, Arthur Rubinstein e Uto Ughi, fino ad autori del Novecento come Alberto Moravia.
    Dove: piazza San Marco, 133/134, Venezia (VE), telefono 041 5224070

FRIULI VENEZIA GIULIA

Antica Trattoria Suban
  • Antica Trattoria Suban, 1865

    L'insegna più caratteristica di Trieste, adagiata sulle colline della città e guidata dalla stessa famiglia da sei generazioni. Conserva arredi e atmosfere d'altri tempi che da oltre un secolo richiamano ospiti illustri da ogni campo. Tra i suoi piatti simbolo c'è la Palacinka alla Mandriera.
    Dove: via Emilio Comici, 2, Trieste (TS), telefono 39 04054368

TRENTINO ALTO ADIGE

Hotel AdriaHotel Adria
  • Hotel Adria, 1885

    Inaugurato nel 1885 nel raffinato quartiere di Maia Alta con il nome di Hotel Austria, è un prezioso gioiello Liberty firmato dagli architetti Munsch & Lun. Custode autentico delle atmosfere della Belle Époque, vanta ampi saloni storici e un rarissimo ascensore d'epoca Schindler del 1914 perfettamente conservato, unendo il fascino di un salotto d'altri tempi all'antica tradizione del benessere termale meranese.
    Dove: via Hermann Gilm, Merano (BZ), telefono  0473236610

EMILIA ROMAGNA

Grand Hotel Majestic già Baglioni
  • Grand Hotel Majestic (già Baglioni), 1913

    Lussuoso monumento dell’ospitalità bolognese ricavato in un palazzo che fu Seminario Arcivescovile, custodisce nei suoi saloni preziosi affreschi cinquecenteschi dei Carracci. Nel 1914 fu lo scenario delle animate riunioni dei Futuristi con Marinetti, Balla e Boccioni, mentre nei decenni ha accolto la Casa Reale dei Savoia e icone internazionali come Frank Sinatra, Ava Gardner, Sophia Loren e Lady Diana.
    Dove: via dell'Indipendenza, 8, Bologna (BO), telefono 051225445

  • Antica Trattoria al Gallo, 1909

    Storica tappa della 1000 Miglia e oggi custodita dalla quarta generazione della famiglia, è un’istituzione che ha accolto personalità come Alexander Dubček, Mstislav Rostropovich, Manuel Vázquez Montalbán e il maestro Riccardo Muti. La sua cucina celebra la tradizione gastronomica di Ravenna esaltando le eccellenze stagionali del territorio: dalla pasta fatta in casa al pesce azzurro dell’Adriatico, fino al tartufo, all’asparagina selvatica di pineta, alla selvaggina e ai funghi delle colline romagnole.
    Dove: via Maggiore, 87, Ravenna (RA), telefono 0544213775

  • Enoteca Al Brindisi di Ferrara, 1435

    Detiene il Guinness dei Primati come l'osteria più antica del mondo, aperta già nel 1100 per rifocillare gli operai impegnati a costruire l'adiacente Cattedrale estense. Nel corso dei secoli, tra le sue mura di mattoni secolari che trasudano storia, questa leggendaria enoteca ha versato vino e servito specialità a menti geniali e letterati illustri del calibro di Torquato Tasso, Ludovico Ariosto e l'astronomo Nicolò Copernico.
    Dove: via Adelardi, 11, Ferrara (FE), telefono 0532473744

TOSCANA

Fiaschetteria italianaCaffè Fiaschetteria Italiana
  • Caffè Poliziano, 1868

    Tutto qui riporta al passato: gli stucchi delle pareti, i decori e le grandi vetrate sono in elegante stile liberty e risalgono a inizio Novecento. Non è difficile immaginarlo quando ai suoi tavoli sedevano Carducci o Pirandello, più difficile immaginare che nella sua lunga storia ha ospitato persino una sala cinematografica. Oggi il Caffè Poliziano è un’apprezzata pasticceria e un ristorante che propone le ricette medioevali toscane, da gustare (come amano fare i turisti) nei tavolini della terrazza panoramica aperta sulla Valdichiana.
    Dove: via Voltaia nel Corso, 27/29, Montepulciano (SI), telefono 0578 758615

  • Caffè pasticceria Gilli, 1733

    Nella Firenze del 1733 la famiglia svizzera Gilli apre “La Bottega Dei Pani Dolci” ed è subito un successo. La nobiltà fiorentina apprezza di buon grado le sue specialità e comincia a frequentare assiduamente la “confetteria”. All'inizio del secolo scorso si sposta nell'attuale ubicazione in Piazza della Repubblica, allora Piazza Vittorio Emanuele II, che diviene in quel periodo il polo dei caffè letterari. Ai primi del 1900, durante il periodo del Futurismo, Gilli è frequentato da intellettuali e letterati. Successivamente, diviene anche luogo di ritrovo di artisti, pittori e scrittori, tra cui Marinetti, Soffici, Doni, Caligani, Pozzi, Polloni, Ferroni, e Pucci.
    Dove: via Roma, 1r, Firenze (FI), telefono 055 213896

  • Caffè Fiaschetteria Italiana, 1888

    Soprannominato il “Florian di Montalcino” e fondato da Ferruccio Biondi Santi, celebre inventore del Brunello, è da oltre un secolo il principale polo enologico e culturale della zona. Capolavoro Liberty conservato intatto nei suoi eleganti arredi originali di fine Ottocento (specchiere, divani in velluto rosso e tavolini in marmo giallo), è meta per appassionati di vino e illustri estimatori internazionali, tra cui Re Carlo III d'Inghilterra.
    Dove: piazza del Popolo, 6, Montalcino (SI), telefono 0577849043

MARCHE

Caffè Meletti
  • Caffè Meletti, 1907

    Il salotto buono di Ascoli Piceno si affaccia sul “salotto” di Ascoli Piceno, quella piazza del Popolo che è una delle più belle d’Italia. Aperto nel 1907 ha visto passare scrittori, pittori, intellettuali e regnanti, come Vittorio Emanuele III che vi veniva (in incognito) per acquistare la famosa Anisetta Meletti, ancora oggi il cavallo di battaglia del locale. Noi l'abbiamo scoperta lungo il percorso del Cammino Francescano della Marca e vi abbiamo raccontato la sua storia qui.
    Dove: piazza del Popolo, 18/22, Ascoli Piceno (AP), Telefono 0736 255559

UMBRIA

Ristorante Granaro del Monte Grotta Azzurra
  • Ristorante Granaro del Monte Grotta Azzurra, 1850

    Antica locanda di confine con il Regno delle Due Sicilie, è ospitata in un palazzo quattrocentesco un tempo sede del Monte di Pietà e del Monte Frumentario francescano. Battezzata nell'Ottocento in onore dei mercanti napoletani che vi facevano tappa, questa storica insegna – oggi guidata dalla quinta generazione della stessa famiglia – è un tempio delle tipicità umbre, rinomato per le sue ricette tradizionali a base di lenticchie di Castelluccio, farro e pregiati tartufi.
    Dove: Via Vittorio Alfieri, 7, Norcia (PG), telefono 39 0743816513

LAZIO

Una vecchia foto del Ristorante Vecchio Alfredo dove due uomini stanno per addentare una manciata di fettuccineRistorante Il Vero Alfredo
  • Hotel Quirinale, 1865

    Lussuosa dimora in stile Impero arricchita da arredi d'epoca, è legata alla storia della Capitale e alla grande lirica. Collegata al Teatro dell'Opera tramite un passaggio riservato che attraversa il giardino, fu la dimora romana di maestri come Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi, che proprio dalle sue finestre fu acclamato dalla folla dopo la prima del Falstaff nel 1893.
    Dove: via Nazionale, 7, 00184 Roma (RM), telefono 064707

  • Ristorante Il Vero Alfredo, 1908

    Celebre in tutto il mondo per le leggendarie Fettuccine Alfredo. La storia nasce nel 1908 dall'intuizione di Alfredo Di Lelio che, per rinvigorire la moglie Ines dopo il parto, mantecò la pasta fresca con burro e parmigiano, creando un piatto così straordinario da conquistare immediatamente il menù del locale e la fama globale. Custodito da oltre un secolo dalla stessa famiglia, continua a rappresentare un'icona dell'accoglienza e della cucina romana nel mondo.
    Dove: piazza Augusto Imperatore, 30, Roma (RM), telefono 06 6878734 / 06 6878615

  • Hotel Ristorante Massimo d’Azeglio, 1875

    Tra le insegne più antiche della Capitale, con radici che risalgono a una taverna aperta per il Giubileo del 1600, è dal 1875 un punto di riferimento della Roma post-unitaria, guidato da cinque generazioni dalla famiglia Bettoja. A due passi dalla Stazione Termini, conserva un’atmosfera fin de siècle impreziosita da dipinti ottocenteschi, ritratti risorgimentali e 78 formelle dell'artista Alfredo Biagini. Tra i suoi tavoli si sono avvicendati ospiti illustri come Pietro Mascagni, il Generale Diaz, i Reali del Montenegro, Louis Armstrong e Pier Paolo Pasolini.
    Dove: via Cavour, 18, Roma (RM), telefono 064870270

CAMPANIA

Interno Gran Caffè GambrinusGran Caffè Gambrinus
  • Pasticceria Pansa Andrea, 1830

    All'ombra del bellissimo Duomo la Pasticceria Pansa Andrea conserva ancora stile, arredi e persino la facciata in marmo d'inizio Novecento. Fondata nel 1830 da Andrea Pansa, la Pasticceria ha mantenuto inalterato il fascino trasmesso dall'arredamento ottocentesco tra quegli specchi dorati che riflettono ancora le immagini di personaggi famosi come Wagner, Longfellow e Ibsen. Nel febbraio del 2001 ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dell'iscrizione all'albo dell'associazione culturale dei Locali Storici d'Italia, perché considerato uno degli ambienti di produzione dolciaria più antichi della regione Amalfitana. Guidata dalla stessa famiglia da sei generazioni, tramanda da secoli la tradizione dolciaria amalfitana delle zeppole S. Giuseppe (sul sito di Sale&Pepe trovate sia la versione fritta che al forno), dei casatielli dolci, dei “diavolini" e delle sfogliatelle.
    Dove: piazza Duomo, 40, Amalfi (SA), telefono 089 871065

  • Fabbrica cioccolato Gay-Odin, 1894

    Fondata nel 1894 dal maître chocolatier Isidoro Odin insieme alla moglie Onorina Gay, è un tempio dell'arte dolciaria partenopea. La celebre sede conserva un’architettura Liberty del 1922 firmata dall'ingegner Trevisan, arricchita da eleganti arredi originali in mogano, vetrine floreali e macchinari d'epoca. Dichiarata Monumento Nazionale nel 1993, ha conquistato nel tempo maestri della cultura e del teatro: da Oscar Wilde durante la sua sosta napoletana del 1897 a Salvatore Di Giacomo, fino all'indimenticabile Eduardo De Filippo.
    Dove: via Vetriera, 12 e Via Chiaia 237, Napoli (NA), telefono 081417843

  • Gran Caffè Gambrinus, 1860

    Storico salotto letterario e culturale affacciato su Piazza del Plebiscito, fu ristrutturato nel 1890 in stile Liberty dall'architetto Curri e impreziosito dagli affreschi dei maestri dell'Ottocento. Luogo simbolo della Belle Époque – dove nacque la tradizione del "caffè sospeso" e andava in scena il Café Chantant. Qui Gabriele D'Annunzio compose 'A vucchella, Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio fondarono Il Mattino, e vi sedettero Benedetto Croce, Oscar Wilde, Ernest Hemingway e Jean-Paul Sartre. Custodito da cinquant'anni dalla famiglia Sergio, è da sempre la tappa d'obbligo per i Presidenti della Repubblica in visita alla città.
    Dove: via Chiaia, 1/2, 80132 Napoli (NA), telefono 081417582

  • Ristorante Pizzeria Mattozzi, 1833

    Nato a inizio Ottocento come "Le stanze di piazza Carità" in un palazzo storico che si apre su via Toledo, è un’istituzione della gastronomia partenopea e della pizza napoletana. Nel 1984 è stato tra i soci fondatori dell'Associazione Verace Pizza Napoletana, contribuendo in modo determinante alla tutela e alla diffusione di questo simbolo della tradizione italiana nel mondo.
    Dove: piazza Carità, 2, 80134 Napoli (NA), telefono 0815524322

BASILICATA

  • Ristorante Taverna Rovita, 1981

    Incastonata in uno dei vicoli più suggestivi del centro storico di Maratea, nasce come frateria prima di trasformarsi in antica taverna. La sala è allestita con solo sette tavoli e conserva dettagli d'epoca come le travi a vista originali, le ceramiche d'arte e il caminetto rivestito di piastrelle settecentesche. Renato Guttuso fu conquistato dalla cucina lucana di Mariastella Gambardella, tanto da aver dedicato al locale un dipinto.
    Dove: via Rovita, 13, Maratea (PZ), telefono 0973 258417

PUGLIA

Confetteria Mucci
  • Confetteria Mucci con annesso Museo del Confetto 1894

    Aveva fatto la “gavetta” dal famoso cioccolatiere svizzero Caflisch di Napoli e, quando aveva appreso tutti i segreti del mestiere, Nicola Mucci era tornato ad Andria per aprire la sua fabbrica di confetti. Oggi in quegli stessi locali c’è questa storica confetteria, gestita dalla quarta generazione di famiglia, che continua a realizzare autentiche delizie, come i Tenerelli Mucci, confetti dal cuore tenero, con mandorle di Puglia e nocciole piemontesi, ricoperti con doppio strato di cioccolato.
    Dove: via Museo del Confetto, 12, Andria (BT), telefono 0883591871

CALABRIA

Gran Caffè Renzelli
  • Caffè pasticceria Tagliaferri, 1900

    Soffitti di stucco veneziano, banchi di marmo e tavolini in legno di stile classico: ha tutta l’atmosfera delle antiche caffetterie italiane questo storico locale aperto nel centro di Rossano dal 1900 e tuttora gestito dalla stessa famiglia. Da non perdere la pasticceria e la gelateria tradizionali (come spumone e pezzo duro) nonché i torroni storici natalizi, come la cubbaita con semi di sesamo.
    Dove: Piazza Santi Anargiri, 6, Rossano (CS), telefono 0983520220

  • Gran Caffè Renzelli, 1803

    Ha alle spalle 220 anni di storia alle spalle ed è arrivato alla settima generazioni della stessa famiglia, questo locale che è un punto di riferimento per l’arte dolciaria tradizionale. Nato con la produzione dei sorbetti e fornitrice ufficiale di dolci della Real Casa Savoia, oggi è famoso per le sue delizie esclusive, come la Varchiglia alla monacale, la Torta Telesio e i torroncini torrefatti (serviti anche alla buvette della Camera).
    Dove: Corso Telesio, 46, Cosenza (CS), telefono: 0984 26814

SICILIA

Specialità Focacceria San FrancescoPane con la milza della Focacceria San Francesco
  • Antica Focacceria San Francesco, 1834

    Fondata nel 1834 da Salvatore Alaimo all'interno di una cappella sconsacrata nel cuore della città, è l’istituzione dello street food palermitano. Fin dalle origini si distinse come un luogo rivoluzionario, capace di riunire allo stesso tavolo nobili e popolani per gustare la focaccia "schietta" o la ricca "maritata" con la milza. La leggenda narra che qui si rifocillarono Giuseppe Garibaldi e i Mille nel 1860, mentre nel corso dei decenni le sue sale hanno accolto letterati come Luigi Pirandello e Leonardo Sciascia, oltre a figure come i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
    Dove: via Alessandro Paternostro, 58, Palermo (PA), telefono 091320264

  • Ristorante La Botte, 1929

    Storico punto di riferimento dell'aristocrazia palermitana, nacque come antica rivendita di vini di una nobile famiglia locale. Riconvertito nel 1962 in ristorante d'alta classe dalla dinastia dei Cascino, rappresenta una delle gestioni più longeve della Sicilia. I suoi ambienti conservano travi a vista e antiche attrezzature di distillazione, oltre al suggestivo porticato. Grandi nomi sono passati da qui: Carla Fracci, Mario Del Monaco, Beniamino Gigli e Renata Tebaldi e il Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan, attratti dall'esclusivo semifreddo "Ali Pascià".
    Dove: Strada Statale 186 km 10, Monreale (PA), 091414051

  • Cioccolateria e Caffetteria Fabbrica Finocchiaro, 1924

    Fabbrica novecentesca siciliana di caramelle, confetti, cannellina e cioccolato, dove sono nate le caramelle a sigarette per opera del nonno Santo. Un attento restauro ne valorizza l’utilizzo come cioccolateria, sala da tè, torteria, dolceria e vendita di originali idee regalo.
    Dove: corso Italia, 201, Giarre (CT), telefono 095931087

A cura della Redazione
Foto credits Rosi Fontana

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