Maria Elia, la semplicità del quotidiano

Maria Elia, la semplicità del quotidiano

Origine greca, formazione anglosassone è portabandiera di una cucina gustosa e intensa, semplice e naturalmente sana

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Chef, autrice di libri (tradotti anche in italiano da Guido Tommasi Editore) e volto televisivo, Maria Elia è una donna carica di energia, simpatica e travolgente. Ha lavorato con Stephen Terry, Fernand Adrià ed Elena Arzack. Per anni ha diretto la cucina del Delphina, locale di tendenza londinese frequentato da artisti. Basta poco per accorgersi che è una donna vitale, capace, come afferma, di "lavorare in ambienti dominati dal testosterone".

Come hai cominciato a cucinare?
Da piccola mio padre aveva un ristorante. Era chef. Quando tornavo da scuola, mia madre, che doveva lavorare, mi lasciava in cucina. E io guardavo, ed ero così eccitata: amavo i sapori, i colori, l'energia che veniva dal movimento attorno ai fornelli. Così negli anni ho imparato tante cose e a casa  ho cominciato a cuinare per mia sorella (che era più grande di me, ma che non lo sapeva fare): ricordavo quello che avevo visto al ristorante e lo riproducevo. Mi piaceva.

E ora?
Ho appena finito di aiutare degli amici ad aprire un ristorante in Francia. È stato un lavoro intenso e impegnativo, ma molto affascinante.

Che tipo di cucina è la tua?
Parto dalla tradizione greca, che è fatta di prodotti freschi e di sapori intensi. Semplici e naturalmente salutari.

Qual è il cibo che ami di più?
Tutto quello che è greco. Ogni domenica ci troviamo a mangiare in famiglia. Chi deve preparare si alza alle 5 di mattina per cucinare una quantità e varietà incredibile di piatti. Per me è sempre una festa.

Il piatto più rappresentativo della tua cucina?
Non c'è. La mia cucina è sempre in evoluzione. Ogni volta che preparo un piatto lo modifico un po'. Magari c'è n'è uno in un momento specifico, uno nuovo su cui lavoro per un po' e poi lo cambio. Ora è tempo di broccoli. Sono stata a casa di un'amica che ne aveva tanti: una volta li ho affettati finissimi e serviti con scorza di limone e scaglie di parmigiano, un'altra con gli spaghetti... Da qui una temporanea vocazione per questo ortaggio. Ne voglio scoprire ogni qualità.

104001Hai scritto un libro sulla cucina vegetariana, ma non sei vegetariana. Come mai?
La cucina greca, come anche quella italiana, è una cucina naturalmente ricca di piatti vegetariani. Io sono per una cucina sana. Siamo tutti più attenti alla qualità di quello che mettiamo nel piatto. E questo è veramente importante, perché noi siamo ciò di cui ci nutriamo. Per non parlare del risparmio: carne e pesce sono sempre più cari. E l'ambiente... È come se tutto ci dicesse che non dobbiamo più mangiare carne e pesce tutti i giorni. La sfida, per me, è proporre piatti vegetariani stimolanti come quelli di carne e pesce.

Anche per le nuove generazioni...
Bisogna rendere il cibo buono e sano accessibile a tutti. Anche ai ragazzi. Questo potrebbe essere il mio prossimo obbiettivo.

A Londra ci sono ristornati di ogni nazionalità, mancano quelli greci...
Lo dico da anni. Ma tutto questo sta cambiando, ve lo assicuro. Anzi direi che presto cambierà...

Ecco un altro obbiettivo dell'esuberante Maria. Aspettiamo e vedremo.

Livia Fagetti
21 luglio 2015

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tag: chef londra
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