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News ed EventiCultura del ciboDa Haiti al Giappone: gli spaghetti con il ketchup sono un cult

Da Haiti al Giappone: gli spaghetti con il ketchup sono un cult

Dal Giappone alle Filippine, passando per Haiti: quando la pasta incontra il ketchup

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Per noi italiani gli spaghetti sono rigorosamente al dente e al sugo o in bianco. Ma all’estero hanno interpretazioni molto più fantasiose, che li portano anche in altre occasioni di consumo, come la colazione, o li fanno diventare addirittura un dessert. Alcune di queste ricette sono diventate così popolari da trasformarsi quasi in un piatto nazionale, com’è accaduto a queste tre curiose rivisitazioni degli spaghetti. Che hanno un inaspettato ingrediente in comune: il ketchup, anche dolce.

Gli Espageti ad Haiti: con i würstel a colazione

Gli spaghetti sono diventati quasi un piatto nazionale anche ad Haiti, dove si mangiano però non a pranzo o a cena ma… a colazione. E in una versione molto diversa dai tanti modi che abbiamo di cucinarli in Italia. Nella ricetta degli Espageti, oltre alla pasta entrano infatti due ingredienti immancabili: i würstel tagliati a rondelle e il ketchup. La pasta viene lessata e poi ripassata in padella con il condimento e i würstel, e poi spesso insaporita con cipolla, aglio, peperoni, spezie e l’epis, un condimento tipico haitiano a base di erbe aromatiche, aglio e peperoncino. Il risultato è un piatto di spaghetti saporito, speziato e “salsato”, decisamente lontano dalla tradizione italiana. Non è stato solo il gusto a determinare la popolarità degli Espageti. Molto ha contato anche il fatto che sono economici, facili da preparare e molto sostanziosi: caratteristiche che li hanno resi particolarmente adatti alla colazione.  

Ma come sono finiti gli spaghetti sulla tavola della colazione haitiana? La loro diffusione viene fatta risalire agli anni dell'occupazione statunitense di Haiti, dal 1915 al 1934. In quel periodo arrivarono sull'isola diversi prodotti legati alla cultura alimentare americana, tra cui ketchup, würstel, carni conservate e pasta secca, come gli spaghetti appunto, introdotti negli Usa dagli emigrati italiani ed entrati a pieno titolo nella cucina americana già all'inizio del Novecento.

I Filipino Spaghetti nelle Filippine: con le banane

Se ad Haiti gli spaghetti finiscono nel piatto della colazione, nelle Filippine possono addirittura entrare tra i dessert. Infatti in quest’arcipelago orientale gli spaghetti sono dolci perché vengono conditi con una salsa zuccherata, e spesso con banana ketchup. Infine il piatto viene completato con carne macinata, würstel a rondelle e formaggio. Non stupisce, quindi, che i Filipino Spaghetti siano diventati un classico soprattutto nelle feste di compleanno dei bambini e che siano un cavallo di battaglia dei fast food filippini, come la catena Jollibee li ha trasformati in uno dei suoi prodotti simbolo, tanto da portarlo anche nei ristoranti all'estero. 

Anche dietro i Filipino Spaghetti c’è l'influenza americana. Gli Stati Uniti conquistarono le Filippine nel 1898 e le mantennero sotto il loro controllo fino all'indipendenza del 1946. Durante questo lungo periodo l'influenza americana sulla vita quotidiana fu molto forte e si estese anche alla cucina, con la diffusione di prodotti fino ad allora sconosciuti, come würstel e ketchup. E fu proprio la scarsità di pomodori avvenuta durante la seconda guerra mondiale a spingere la produzione di banana ketchup, l’alternativa locale più economica al ketchup di pomodoro realizzata con banane schiacciate, zucchero, aceto e spezie, e dal gusto più dolce e fruttato rispetto al ketchup americano.

I Napolitan in Giappone: con il ketchup

Si chiama “Napolitan”, cioè “napoletano”, ma non è una ricetta italiana bensì uno dei piatti più famosi della cucina yoshoku, cioè la cucina giapponese ispirata ai piatti occidentali. È nato a Yokohama, il cui porto era uno dei più importanti del Paese per il commercio con l'estero nonché la porta d’ingresso in Giappone di molti prodotti provenienti da tutto il mondo. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale in questa città erano presenti molti soldati americani e la loro abitudine di mangiare gli spaghetti con il ketchup di pomodoro fu ripresa dalla popolazione locale, che vi aggiunsero cipolla, peperone verde, funghi e carne, con varianti che potevano prevedere pancetta o salsiccia. Ben presto questo piatto cominciò a essere servito nei kissaten, i tradizionali caffè-ristoranti giapponesi dai prezzi popolari e divenne sempre più popolare.

Fu osservando questa tendenza che Shigetada Irie, chef del prestigioso Hotel New Grand, volle rendere il piatto più raffinato, creandone una versione più elaborata e adatta alla ristorazione dell'albergo. Nacque così il Napolitan (foto apertura), la cui ricetta prevede spaghetti, ketchup, cipolla, peperone verde, funghi, pancetta o salsiccia e burro. Da allora il Napolitan è diventato popolare in tutto il paese e oggi è oggi considerato un vero comfort food giapponese.

Manuela Soressi
Manuela Soressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

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TAG: #spaghetti

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