Bucce di cipolla, cavolo rosso, curcuma e tè sono solo alcuni degli ingredienti per decorarle. A tinta unita o marmorizzate, effetto stencil o batik
Le feste hanno il potere di riportarci all’infanzia, invitandoci a riscoprire piccoli riti di creatività come quello di colorare le uova. E se per l'albero di Natale la magia si costruisce nelle settimane precedenti il 25, anche per le decorazioni pasquali è bene muoverci con qualche giorno d’anticipo. Avremo così il tempo di procurarci materiali e ingredienti naturali per realizzare centrotavola, segnaposto o guarnizioni alimentari davvero speciali.
Prima di passare alle indicazioni su come colorare le uova con colori naturali è giusto capire che differenza ci sia tra questo tipo di prodotti e quelli indicati come coloranti alimentari. Per quanto infatti possano tutti finire nel piatto, esiste una differenza sostanziale sia nel principio di fondo sia nella loro resa.
Pigmenti grezzi, i coloranti naturali sono estratti direttamente da materia vegetale tramite infusione o bollitura. Usati abitualmente in cucina, i prodotti dai quali sono estratti vanno da spezie come la curcuma a ortaggi come il cavolo rosso, gli spinaci o la barbabietola, da scarti come le bucce delle cipolle a fiori e foglie usati abitualmente per gli infusi fino allo stesso caffè.
Nel caso dei coloranti alimentari abbiamo a che fare con prodotti formulati in laboratorio (in gel, polvere o gocce) per uso professionale. Possono essere di origine naturale (estratti e concentrati) o sintetica, ma la loro caratteristica principale è la precisione: offrono colori saturi, brillanti e riproducibili. Sono ideali se cercate una tinta unita e una colorazione satura, ma mancano di quelle sfumature terrose e uniche tipiche dei decotti fatti in casa.
Scegliere i colori naturali per tingere le uova significa creare decorazioni sostenibili che impiegano prodotti non trattati e, in alcuni casi, riciclati. È il caso, per esempio, delle bucce delle cipolle o delle foglie esterne del cavolo cappuccio, scartate in cucina perché rovinate, ma dall’alto effetto colorante.
Questi quanto gli altri coloranti provenienti da frigo e dispensa hanno poi la dote dell’imprevedibilità: regalano tonalità opache, "polverose" e organiche che variano a seconda della porosità del guscio e dei tempi e modi di infusione. Ogni uovo colorato in questo modo sarà una sorpresa, trasformando l’intera operazione in un gioco.
Visto che i colori naturali hanno un potere coprente limitato, le uova generalmente ritenute più adatte al loro impiego sono quelle di gallina a guscio bianco. Sulla base neutra, l’effetto finale è infatti - relativamente - più facilmente prevedibile. Detto questo, nulla vi vieta di sperimentare i giochi di colore che vi potranno offrire - specie con i toni più scuri come quelli del caffè - le più comuni uova a guscio marrone. Se poi desiderate un effetto marmorizzato, niente di meglio che scegliere uova dal guscio già picchiettato di scuro come quelle di quaglia.
Scelte le uova, va capito se queste vanno prima cotte o svuotate. La risposta è: dipende. L’impiego di coloranti commestibili vi consente poi di servirle o utilizzarle come guarnizione di una focaccia pasquale o di una treccia dolce. In questi casi, è ovvio che sotto il guscio colorato i commensali troveranno un uovo intero e rassodato.
Semmai, si tratta di capire in quale passaggio avvenga la cottura, se prima della colorazione o durante, per immersione nel liquido bollente. Qui dipende dal tipo di procedimento scelto: in linea di massima l’uovo è fatto rassodare a parte e quindi immerso nel liquido colorante, ma non mancano i casi in cui vi cuoce direttamente.
Se invece desiderate usare le uova solo come decorazioni, appese a un ramo fiorito o collocate in un nido a mo’ di centrotavola, puntate sul solo guscio: più leggero - ma anche più fragile! - e conservabile da un anno all’altro.
Per svuotare le uova senza romperle potete fare ricorso alle apposite pompette - in vendita online o nei negozi specializzati - oppure seguire i nostri consigli. In questo caso avrete bisogno di una ciotola, della confezione vuota delle uova (o di un portauovo), di un martellino, di un chiodo sottile e di un nastro adesivo di carta.
Iniziate con l’avvolgere l’uovo nel senso dell’altezza con il nastro, coprendone i due poli. Posate dunque l’uovo in piedi in una delle cavità della sua confezione (o nel portauovo) e foratelo con il chiodo battendolo delicatamente con il martellino. Voltatelo e fate lo stesso sull’altro lato. Togliete quindi il nastro adesivo e allargate leggermente la cavità sul fondo. In alternativa al martello, potete forare l’uovo usando il solo chiodo, limitandovi a ruotarlo esercitando una leggera pressione.
Fatti i buchi, inserite uno stecchino dalla cavità sul fondo per rompere il tuorlo all’interno, poi soffiate con decisione nel foro opposto facendo uscire il contenuto nella ciotola. Sciacquate poi interno ed esterno con acqua tiepida e aceto, trasferite su un vassoio ricoperto con carta da cucina e lasciate asciugare per una notte.
Per colorare le uova potete utilizzare tantissimi prodotti naturali. I più comuni sono quelli che anche nella vita di tutti giorni conosciamo perché in grado di macchiare mani e tessuti. Una caratteristica che qui però vi tornerà assai utile: fate solo attenzione a proteggere mani e vestiti.
Con more e mirtilli potete ottenere una delicata sfumatura violetta. Dovrete utilizzarne almeno una tazza piena per litro di acqua per avere risultati apprezzabili. C’è di buono che andranno bene anche quelli surgelati.
Tra gli altri ingredienti necessari alla colorazione delle uova primeggia l’aceto di vino bianco. Aggiunto al liquido colorato prima di immergervi le uova corrode leggermente il calcio del guscio e consente alla tintura naturale di aderirvi più saldamente. La sua aggiunta è insomma fondamentale per fissare il colore.
Diluito in una bacinella d’acqua, il bicarbonato può invece essere usato per lavare le uova prima di colorarle, strofinandole con uno spazzolino per cancellare l’eventuale data impressa sul guscio. Sempre questa polvere candida potrà essere usata per rendere più basico un composto e, di conseguenza, per cambiarne la tonalità. Un esempio per tutti: il cavolo rosso, che grazie al bicarbonato ritroverà il suo colore bluastro nonostante l’aggiunta dell’aceto. L’olio di oliva o di semi servirà infine per lucidare le uova, rendendo qualunque colore più vivo e brillante.
Come abbiamo detto sopra, per colorare le uova potete seguire due vie: quella di rassodarle prima e quindi immergerle nel bagno di colore, lasciandovele in ammollo da un’ora a una notte intera o, più veloce, quella di cuocerle direttamente nell’acqua insieme ai coloranti, lasciandovele poi immerse. Parliamo ovviamente in entrambi i casi di uova intere, non dei gusci svuotati. Per questi ultimi potrete passare direttamente all’ammollo.
Se avete scelto di rassodare le uova mentre le colorate (e viceversa), versate un litro di acqua in una casseruola capiente e unitevi il prodotto alimentare preferito: un cavolo rosso a fettine, 200 ml di caffè ristretto, 1-2 tazze di mirtilli o more, 3 cucchiai di curcuma, 4 tazze di barbabietola a dadini, 4 manciate di spinaci o di foglie di carciofo, 4 cucchiai di foglie di tè o di fiori di Hibiscus o le bucce di un chilo di cipolle.
Unite poi 2-3 cucchiai di aceto di vino bianco, mescolate e immergete infine le uova: con un litro di liquido potrete tingerne 8. Mettete sul fuoco, portate a ebollizione e cuocete a fiamma bassa per 15 minuti, poi spegnete e lasciate le uova a bagno nel mix per altri 30 minuti. Scolate quindi le uova pronte e lasciatele asciugare su carta da cucina.
Per ottenere una tonalità di colore più intensa, in alcuni casi sarà necessario farvi bollire gli ingredienti scelti più a lungo. A questo scopo, è preferibile preparare il bagno di colore a parte, facendo bollire gli ingredienti indicati per almeno 30-40 minuti.
Nel frattempo, fate rassodare le uova a parte. In questo modo, non rischierete neppure che queste si spacchino in fase di colorazione, che avverrà in questo caso a freddo. Immergete dunque le uova sode ma ancora calde nel liquido di tintura filtrato e mescolato con l’aceto e lasciatevele in ammollo da un’ora a una notte intera.
Se desiderate che le uova colorate risultino poi belle lucenti, una volta scolate e fatte asciugare, passatene delicatamente il guscio con un foglio di carta da cucina ripiegato e intinto in poco olio. Distribuite il grasso uniformemente, poi lasciate asciugare le vostre creazioni.
Le uova colorate possono essere a tinta unita o di più colori, impreziosite da sfumature o dai più diversi disegni.
Camilla Marini
marzo 2026