Non ha voce, ma ha fame

Non ha voce, ma ha fame

Fino al 4 marzo si può partecipare alla raccolta fondi CIAI per realizzare in Costa d’Avorio un Centro nutrizionale pubblico per l’infanzia. L’obiettivo è salvare dalla malnutrizione cronica 500 bambini

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CdA malnutrizione
Sale&Pepe

«Le donne, le mamme possono contribuire a migliorare la salute dei loro figli: ecco perché CIAI lavora insieme a loro in Costa d'Avorio per salvare dalla malnutrizione cronica 500 bambini».

Chi parla è Camilla d'Alessandro, che per la ong CIAI segue il progetto beneficiario della campagna con numero solidale 45505 “Non ha voce. Ma ha fame”, attiva fino al 4 marzo e sostenuta anche da Sale&Pepe e Cucina No problem. Grazie a questa raccolta fondi CIAI, che dal 1968 lavora in Italia e nel mondo con progetti di cooperazione specifici per l'infanzia, realizzerà un Centro nutrizionale pubblico dedicato a bambini sotto i 5 anni in condizioni di salute e malnutrizione particolarmente critica.

Il progetto è rivolto anche a 100 donne, già mamme o in attesa, cui sarà insegnato come nutrire meglio i propri figli, come coltivare un orto e avviare un piccolo allevamento di animali e contribuire così al mantenimento della famiglia. Come Mariam, che ogni giorno lotta per salvare la piccola figlia Latifa dalla malnutrizione e spera che il prossimo controllo medico possa darle la notizia della sua completa guarigione (video sotto).

Il tasso di mortalità infantile dei bambini della Costa d’Avorio sotto i 5 anni è del 127 per mille, uno dei più alti al mondo. La malnutrizione cronica infantile raggiunge il 20,2% (di cui il 15% in forma severa) mentre il 50% dei piccoli in età prescolare soffre di anemia. «Le cause della malnutrizione in Costa d'Avorio non sono solo economiche ma dipendono anche da fattori culturali e scarsa informazione – aggiunge D'Alessandro – Ai bambini ad esempio non vengono date le uova ai pasti perché si crede che possano diventare ladri da grandi».

86809I bambini fanno quindi due pasti al giorno, la mattina e la sera, quasi sempre con gli stessi alimenti poco nutrienti e a mezzogiorno mangiano un frutto. I cibi tipici sono l'atieké, una specie di cous cous di manioca servito con una salsa fatta con i semi della palma (sauce grain) oppure con carne o pesce; le banane, sia come frutto che pestato come un puré. L'igname - un tubero locale - è fritto o bollito; il riso è uno degli alimenti più difficili da reperire dalla popolazione, in quanto non è prodotto nel paese se non in piccole quantità.

Simbolo dell'iniziativa di raccolta fondi – che ha il volto e la voce di Gioele Dix - è un braccialetto che ricorda quello utilizzato dagli operatori sanitari per monitorare lo stato di salute dei bambini: le tre bande colorate - rossa, gialla, verde - indicano il livello di malnutrizione (grave, soglia di attenzione, assente). A fianco di CIAI per promuovere il progetto sono anche Gianluca Guidi, che recentemente ha visitato i progetti CIAI in Costa d'Avorio; Maria Amelia Monti e Marco Columbro, che saranno protagonisti rispettivamente di uno showcooking con lo chef Massimo Meloni (sabato 28 febbraio ore 11) e di un un laboratorio educativo per bambini all'Ipercoop di piazzale Lodi a Milano (sabato 7 marzo ore 11); Giampiero Ingressia, Pamela Villoresi, Antonio Catania.

Come donare
Il numero solidale 45505 è attivo fino al 4 marzo 2015 per donare al progetto CIAI. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce.
Sarà di 2 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone, TeleTu e TWT e di 2/5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia e Fastweb.
Informazioni: www.ciai.it - Facebook: CIAI - Twitter @ciaionlus #dicoNOallafame

Francesca Mineo
20 febbraio 2015

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