Il formaggiaio matto ti mette l’Amleto nel taleggio

Il formaggiaio matto ti mette l’Amleto nel taleggio

Pezzi di letteratura con commento nascosti nell’incarto del formaggio. L’idea di un ex musicista, ora gastronomo al mercato di Novara

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Se “Er caffettiere filosofo” è un personaggio fittizio nato dalla penna del poeta Gioacchino Belli, il formaggiaio matto invece esiste veramente. Un personaggio incredibile, di quelli che restituiscono fiducia nel genere umano, con una fantasia, una cultura e una forza d’animo fuori del comune. Si chiama Vittorio Valenta ed è un ex magliaio, ex musicista classico e divoratore di libri. Oggi, insieme al fratello Marco, gestisce un banco di gastronomia al mercato coperto di Novara e ha la singolare abitudine di mettere pezzi di letteratura nell’incarto dei suoi prodotti. Frasi salienti tratte da Shakespere, Ariosto, Dante, ma anche Lewis Carroll (quello di Alice nel paese delle meraviglie, per intenderci) e altri autori più moderni. In coda a ogni citazione, aggiunge un commento sagace, divertente, che sembra un po’ uno scherzo e invece fa riflettere.

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I suoi clienti lo adorano e fanno la coda, non più solo per un pezzo di Castelmagno Dop, ma anche per vedere cosa s’è inventato Valenta per nutrire, oltre che lo stomaco, anche la loro anima. E mentre aspettano gli gridano “cos’hai scelto per noi oggi?”. Poi vanno a casa, si leggono un pezzo di Ovidio mentre mangiano il prosciutto, sorridono dei commenti di Vittorio e hanno qualcosa di bello di cui parlare.

Le frasi scelte, i “piccikini”, come li chiamano al mercato, hanno avuto un tale successo da convincere Vittorio a farne un libro, “Cibi di Versi” (si acquista on line), che raccoglie la sua fantasmagorica produzione ed è arricchito con le foto (pazzesche) di Ronnj Medini: formaggi e salumi vestiti da Giulietta e Romeo, piuttosto che da regina Elisabetta.

Ma com’è venuta un’idea del genere al formaggiaio matto? Niente nasce dal niente. Vittorio ha una storia speciale ed è da lì che arriva il suo genio. Si diploma perito magliere e trova lavoro alla Sergio Tacchini. Intanto, visto che la sua passione vera è la musica, studia flauto e arpa al conservatorio. Così lascia la Tacchini e ci prova con la musica. Fa concerti con nomi di fama internazionale, da Monserrat Caballé a Katia Ricciarelli e realizza un progetto musicale con l’artista trasformista Arturo Brachetti (che gli ha regalato il titolo del libro), ma non riesce a sbarcare il lunario. Il mondo della musica è aggressivo e lui invece è un buono.

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A “salvarlo”, nel 2005, è il fratello Marco. Ha appena comprato un banco di gastronomia al mercato di Novara e gli propone “vieni con me”. Vittorio ci mette l’entusiasmo che gli è proprio, ma non riesce a dimenticare la sua vera natura… Ed è così che nascono i piccikini. Per chi abita vicino a Novara, fargli visita sarà un’esperienza unica, per tutti gli altri c’è Cibi di Versi, che inizia con un’accorata prefazione di Arturo Brachetti e vanta come testimonial nomi cari al mondo dell’arte, come quello dell’étoile Luciana Savignano.

Cristiana Cassé
28 maggio 2014


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