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Fare la spesa dal contadino sia in campagna ma anche in città

Sempre più apprezzati dai consumatori, i prodotti ortofrutticoli a chilometro zero si acquistano nelle gite fuori porta, nei mercati agricole e girando in rete

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spesa dal contadino
Sale&Pepe

Sembra che il modo di fare la spesa degli italiani stia cambiando. Non più – o non solo –, nella Gdo, la grande distribuzione organizzata, ma con una riscoperta di quella che, romanticamente, potremmo definire la spesa dal contadino. Sono sempre più le persone che si rivolgono ai piccoli produttori, locali o non, come ai servizi che portano nelle grandi città il raccolto delle campagne circostanti o le eccellenze di regioni lontane. Così, quello che una volta era uno shopping occasionale, magari durante una gita fuoriporta o una vacanza, sta diventando una buona abitudine per tantissime famiglie.

Le scelte dei consumatori
Le motivazioni sono diverse. Ci sono mamme e papà che prestano un’attenzione sempre maggiore all’alimentazione dei figli, intesa anche come educazione alimentare. Per questo, le famiglie sono in cerca di prodotti ritenuti, a ragione, di qualità migliore, spesso biologici, sicuramente di stagione. C’è poi il mondo dei gourmand che rifugge dai prodotti standardizzati e omologati del supermercato per una questione di gusto. E chi ne fa una scelta di sostenibilità, di salvaguardia del territorio e di sostegno a un settore – quello dell’agricoltura – messo in seria difficoltà dall’emergenza pandemica.

Le esigenze degli agricoltori
Secondo i dati diffusi, tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2021, da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) è in aumento il numero di aziende che hanno deciso di puntare sulla vendita diretta. A causa del lockdown, come sottolinea l’ultimo rapporto, “la commercializzazione dei prodotti aziendali si è dimostrata in molti casi indispensabile, durante l’emergenza, per assicurare liquidità alle aziende (per le quali i maggior introiti fino allo scorso anno derivavano da accoglienza e ristorazione, ndr). Due tendenze emergono dall’indagine: la crescita della domanda di prossimità (riscontrata in circa un quinto delle aziende) e il consolidamento della clientela fidelizzata (stabile o in crescita per oltre il 60% delle aziende)”.

La spesa in cascina
Chi vive nei piccoli centri, in genere non ha difficoltà a trovare cascine e aziende agricole nel circondario. Spesso, anzi, i negozi di prossimità di cittadine e paesi sono i primi a rifornirsi dai produttori locali ed è quindi abbastanza facile trovare le eccellenze del territorio anche dall’ortolano sotto casa. Diverso il discorso di chi vive nelle grandi città. Dove, per fortuna, le possibilità si stanno moltiplicando, sia fisicamente che in rete. A dare un nuovo impulso al settore, l’evoluzione che questo tipo di compravendita ha avuto negli anni.

In principio erano i Gas
Fino a non molto tempo fa l’unico modo per acquistare dal produttore, a meno di non recarsi di persona, erano i Gas, i gruppi solidali di acquisto nati alla fine degli anni Novanta, e tuttora diffusi. La logica dei Gas, ma anche in certi casi il suo limite, è quella dell’acquisto collettivo all’ingrosso. Il gruppo ordina grandi quantità di merci, che poi vengono divise fra i singoli componenti. Una formula valida per le famiglie numerose, forse un po’ meno per i single e i nuclei familiari più piccoli.

I contadini arrivano in città
Per poter comprare solo un chilo di pomodori, un vasetto di miele, una cassettina di insalata dell’orto, la scelta può oggi cadere su realtà più agili come i mercati agricoli, organizzati settimanalmente in molte città, dove frutta e verdura arrivano dal produttore al consumatore a chilometro – se non prossimo allo zero – comunque contenuto. Per trovare i mercati agricoli più vicini a voi, potete consultare quelli inseriti nella rete di Campagna Amica, la fondazione promossa da Coldiretti che si definisce “luogo ideale di incontro tra agricoltori e cittadini”. E che segnala, tra l’altro, anche le fattorie che fanno vendita diretta e commercio elettronico, oltre agli agriturismi, ai ristoranti e alle fattorie didattiche.

Iniziative brulicanti di prodotti
Un altro canale interessante è L’Alveare che dice sì, una rete di moderni gruppi di acquisto nata in Francia dieci anni fa, sbarcata nel 2014 a Torino e ormai diffusa in tutta Italia, con i suoi primi punti vendita fisici inaugurati da poco a Milano. I singoli Alveari sono di solito organizzati per quartiere. Si ordina tramite app oppure online e si va di persona a ritirare nei punti di raccolta vicino a casa. È possibile fare spese su misura per le proprie esigenze e, per ogni prodotto, viene indicata persino la strada percorsa in chilometri. Un modo per riflettere sulla sostenibilità ambientale e scoprire realtà vicine a casa dove, magari, recarsi di persona per una scampagnata. Milano è stata la culla del progetto Cortilia, nato nel 2011 e oggi esteso a Piemonte ed Emilia Romagna. Al motto “La campagna a casa tua”, sul sito è possibile acquistare al dettaglio o abbonarsi alle ormai celebre cassette di prodotti, ortofrutticoli ma non solo. La consegna è a domicilio, le cassette cambiano di settimana in settimana seguendo l’andamento della stagione e sono un modo intelligente di variare la nostra alimentazione seguendo i ritmi della natura. Sempre in cassetta, frutta e verdura biologiche dell’Alto Adige vengono spedite in tutto il Nord Italia, fino alle case della Capitale, grazie al servizio BioExpress che propone anche un mix di “frutta da scrivania”, ceste consegnate in ufficio ogni lunedì mattina, da dividere fra colleghi e collaboratori.

Un aiuto dalla rete
Tornando ai singoli produttori, la ricerca di Ismea ha messo in luce il ruolo strategico giocato da Internet, soprattutto negli scorsi mesi, nel mantenere vive tante attività. Così, sono diverse le aziende ortofrutticole che si stanno ritrovando con un parco clienti allargato grazie ai social network, oltre che ai portali specializzati – come quelli raccontati fin qui e i tanti siti di vendita online di prodotti selezionati. Per poter avere in Lombardia una cassetta di pomodori campani o, in Sicilia, una fornitura di mele direttamente dalla Valtellina. Se i gesti antichi di chi lavora in campagna sposano le nuove tecnologie, la spesa dal contadino si evolve. E i consumatori ringraziano.

Francesca Romana Mezzadri
Giugno 2021

Pubblicato il 21/06/2021

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