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News ed EventiNewsDimmi come mangi...e non ti dirò chi sei

Dimmi come mangi...e non ti dirò chi sei

Fallo come vuoi, perché il rapporto con il cibo è libertà di essere se stessi

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Quando Napoleone sedeva a tavola era per pochi minuti. Mangiava veloce e con scarsa attenzione alla qualità. Abitudine di cui si faceva vanto, se è vera l'affermazione che gli è attribuita: "Se volete mangiar bene, pranzate con il secondo Console, se volete mangiare molto, pranzate con il terzo Console, se volete mangiare in fretta, pranzate con me".

Tolstoj era un vegetariano convinto e promosse un'alimentazione priva di carne pure nei suoi scritti. Come lui seguivano regimi cruelty-free il drammaturgo George Bernard Shaw, Gandhi e, negli ultimi anni della sua vita, pure Einstein, attratto anche dalle possibili ricadute positive sulla salute.

Eccessi, passioni e rigore alimentare

Winston Churchill invece voleva una tavola imbandita riccamente, a partire dalla colazione, quando accompagnava una pernice arrosto con abbondante Whiskey. Eccessi che non gli impedirono di traghettare il suo spirito indomito fino ai novanta (merito della parmigiana che mangiava volentieri). Lo statista britannico, tra l'altro, adorava il Gorgonzola e sembra disegnasse i piani di attacco della Raf per salvaguardare le zone di produzione del nostro irresistibile erborinato.

Sempre Oltremanica, ma qualche decennio prima, Lord Byron era ossessionato dal peso e seguiva diete rigidissime: acqua e biscotti o patate condite con aceto. Abitudini da eroe romantico? Forse. Anche se una certa rigidità non è rara tra personalità geniali. Steve Jobs, per dirne uno, aveva usi alimentari molto restrittivi: il guru del tech era fruttariano e praticava lunghi digiuni.

Il cibo come espressione di identità

Piacere, disciplina, ideologia, salute: il modo in cui ci rapportiamo con il cibo fa parte di noi. È un fatto unico e identitario, che racconta qualcosa della nostra visione del mondo. Non esiste una dieta "giusta", ma un personalissimo e legittimo modo di abitare il cibo.

E forse proprio per questo, sedersi a tavola (o scegliere di non farlo), mangiare (o no) carne e pesce, gioire di un desco in compagnia o sbocconcellare da un pack davanti alla tv è uno dei modi più immediati e sinceri per essere chi vogliamo. Godiamocelo.

Livia Fagetti,
maggio 2026

Livia Fagetti
Livia Fagetti

Direttrice di Sale&Pepe da aprile 2025, ama l’arte, la lettura e i viaggi almeno quanto adora riunire nella sua casa la famiglia e gli amici, offrendo loro cose buone preparate con cura e allestite con gusto. Cuoca creativa e giornalista curiosa, “mette in tavola” da 25 anni anche le pagine del magazine scegliendo insieme alla redazione le ricette migliori, gli itinerari più affascinanti, le storie del cibo più interessanti da raccontare e i tanti contenuti che animano il giornale e il sito. Golosa di novità, il menu che la rispecchia è confortevole, appetitoso e ha – sempre – quel pizzico di sale e pepe in più che fa la differenza. In cucina come in edicola. @liviafagetti

Direttrice di Sale&Pepe da aprile 2025, ama l’arte, la lettura e i viaggi almeno quanto adora riunire nella sua casa la famiglia e gli amici, offrendo loro cose buone preparate con cura e allestite con gusto. Cuoca creativa e giornalista curiosa, “mette in tavola” da 25 anni anche le pagine del magazine scegliendo insieme alla redazione le ricette migliori, gli itinerari più affascinanti, le storie del cibo più interessanti da raccontare e i tanti contenuti che animano il giornale e il sito. Golosa di novità, il menu che la rispecchia è confortevole, appetitoso e ha – sempre – quel pizzico di sale e pepe in più che fa la differenza. In cucina come in edicola. @liviafagetti

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