Coronavirus: solidarietà concreta dall’agroalimentare

Coronavirus: solidarietà concreta dall'agroalimentare

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In queste settimane difficili l'Italia ha dimostrando un impegno e una tenacia ammirabili, qualità che gli italiani hanno sempre e da sempre, ma che nei momenti critici emergono addirittura con più forza.

Tutti, nessuno escluso, hanno stravolto le proprie abitudini, sperimentando nuovi equilibri, assetti inusuali e formule creative per non fermarsi. Da chi studia a chi va in fabbrica, da chi fa spedizioni a domicilio a chi lavora nei supermercati, da chi consegna pasti caldi e fa arrivare il cibo alle persone, a chi lavora da casa e a questi processi contribuisce in smart working. E poi ci sono loro, le persone che operano nella ricerca, nella protezione civile e nelle strutture ospedaliere. Farmacisti, medici e infermieri sono coloro che più di tutti si trovano in prima linea e lavorano affinché davvero vada tutto bene. A loro molte aziende agroalimentari stanno mandando messaggi concreti per dimostrare con i fatti vicinanza e supporto in questo momento di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Ve ne raccontiamo alcuni.

Le distillerie per esempio hanno iniziato a produrre igienizzanti, ma anche il resto dell'agroalimentare si sta dando da fare.

Il Gruppo Barilla ha donato oltre 2 milioni di euro a favore dell’Ospedale Maggiore di Parma, della Protezione Civile e della Croce Rossa di Parma. La donazione più importante ha coinvolto l’Ospedale Maggiore di Parma e permetterà un miglioramento delle attrezzature e della funzionalità del reparto di terapia intensiva. La seconda, realizzata attraverso la sua Fondazione Alimenta, è rivolta a Protezione Civile e Croce Rossa di Parma e riguarda attrezzature mediche e logistiche.

182420Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Grana Padano ha deliberato di devolvere 1 milione di euro a sostegno della lotta contro l’epidemia da Covid-19: “Doneremo 500.000 euro alla Lombardia, 250.000 al Veneto, 150.000 a Piacenza, 50.000 al Trentino e 50.000 al Piemonte, toccando così tutte le aree della zona di produzione della nostra DOP, per l’acquisto di strumentazione sanitaria quale respiratori, tamponi, mascherine”. Afferma il Presidente Nicola Cesare Baldrighi.

La famiglia Lazzarin, alla guida dell'azienda veneta Nonno Nanni, ha deciso di donare 150.000 euro alla sua regione per l’acquisto di respiratori e di ulteriori attrezzature mediche che permetteranno di potenziare i reparti di terapia intensiva.

182496BiotoBio, distributore di Baule Volante e Fior di Loto, ha attivato un programma di “spesa sospesa” in tutta Italia e ha selezionato altri tre progetti a Torino, Milano e Bologna. A Torino e Bologna supporta rispettivamente Slow Food Condotta Torino Città e la mensa dell’Antoniano – Opere Francescane di Bologna, fornendo gratuitamente i suoi prodotti alle mense che distribuiscono pasti a famiglie in difficoltà e persone senza fissa dimora.
A Milano, sostiene il progetto #IoAproCasa di GuestHero che mette a disposizione del personale sanitario impegnato al Coronavirus camere e B&B nei dintorni degli ospedali. Le colazioni, naturalmente, sono a base di prodotti Fior di Loto.

Fratelli Carli dona 100.000 euro all’ASL1 di Imperia per dare un aiuto concreto al sistema sanitario locale e ai suoi straordinari operatori impegnati notte e giorno in uno sforzo senza precedenti per fronteggiare la diffusione del Coronavirus.

Giovanni Cova & C., da molti anni a fianco della Fondazione Francesca Rava in tante emergenze, ora ha fatto una donazione per l'acquisto di attrezzature per il nuovo reparto di terapia intensiva aggiuntiva del Policlinico di Milano: in sole 2 settimane si sono resi disponibili 16 nuovi posti letto, immediatamente occupati. Inoltre, la Giovanni Cova & C. ha deciso di donare le sue colombe pasquali al personale del Policlinico di Milano e ai reparti COVID degli Ospedali Sacco di Milano e Papa Giovanni XXIII di Bergamo, per un totale di oltre 4.000 colombe.

Despar già impegnata per garantire la massima sicurezza nei suoi punti vendita per clienti e lavoratori, adesso ha deliberato una donazione di 500 mila euro per l’Istituto Nazionale Malattie Infettive della Capitale, in prima linea nel contrasto alla diffusione della pandemia nel nostro Paese.

Madama Oliva ha deliberato lo stanziamento di 20 mila euro in buoni spesa per i Comuni di Castel Madama (RM), Carsoli (AQ) e Oricola (AQ), a cavallo di Abruzzo e Lazio, dove l‘azienda è radicata. I fondi, verranno distribuiti come buoni spesa da utilizzare nei negozi alimentari dei tre paesi. Saranno le rispettive amministrazioni comunali a individuare le famiglie destinatarie dell‘aiuto.

Gruppo Orogel, operante prevalentemente nel territorio di Cesena, tramite la propria “Fondazione onlus Fruttadoro Orogel F.OR.” donerà per l’emergenza 800 mila euro. La parte più considerevole è destinata all’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena per l’acquisto di macchinari e attrezzature. La restante parte viene invece donata alla Caritas di Cesena per iniziative di aiuto e sostegno ai più bisognosi.

Caffè Vergnano sostiene #riprendiAMOfiato, l’iniziativa lanciata da Luciana Littizzetto per raccogliere fondi a sostegno dell’unità di Crisi della Regione Piemonte. Per ogni ordine effettuato sull’ecommerce di Caffè Vergnano caffevergnano.com/shop, l’azienda donerà 5 € a sostegno della causa. L’obiettivo è di raggiungere la cifra di 500 mila euro.

182423Unes ha donato oltre 3.000 colombe all'Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) Lombardia, affinché gli operatori possano festeggiare le giornate di Pasqua e Pasquetta con una pausa di dolcezza. E in più per ogni colomba o uovo di cioccolato a marchio il Viaggiator Goloso venduti nei supermercati del Gruppo Unes, una parte del ricavato sarà devoluto ad AREU Lombardia.

Zuegg, storica azienda veronese donerà 250 mila euro a favore delle strutture sanitarie dell'Azienda ULSS 9 Scaligera di Verona. Inoltre, per dimostrare vicinanza e gratitudine agli operatori della protezione civile, distribuirà 150.000 succhi di frutta, in segno di solidarietà e sostegno.

Spuma di Sciampagna, Sauber, Chanteclair e Quasar sono brand per la detergenza domestica noti a tutti. Non tutti però sanno che fanno capo a Italsilva Commerciale S.r.l. - Gruppo Desa S.p.a., realtà totalmente italiane che in questi giorni, per sostenere la lotta contro l’emergenza COVID-19 sono parte attiva sul territorio della Brianza e nella Bergamasca, dove si trovano le loro sedi e i loro siti produttivi. In particolare hanno fatto due donazioni, per un totale di 120 mila euro per realizzare una postazione di rianimazione nel reparto terapia intensiva all'Ospedale San Gerardo di Monza e acquistare attrezzature mediche per gli ospedali di Bergamo Ovest.

Vini e beverage

Gruppo Italiano Vini è intervenuto a supporto dell’emergenza sanitaria, agendo direttamente sul “suo” veronese, dove ha la propria sede e tre cantine di proprietà, donando 100 mila euro al “Fondo Emergenza Coronavirus” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata che raggruppa gli Ospedali di Borgo Roma e di Borgo Trento.

L'azienda vinicola Ruffino ha lanciato la raccolta fondi tramite Ruffino Cares. Chiunuque può fare una donazione, sapendo che Ruffino la raddoppierà. L'azienda partecipa alla campagna con un minimo di contributo pari a 250 mila euro (la rendicontazione della raccolta ed utilizzo dei fondi sarà sottoposta a revisione dalla società di revisione KPMG).

Il Gruppo italiano Ferrarelle Spa ha devoluto 200 mila euro alle strutture ospedaliere che risiedono nei territori della loro produzione e ha avviato la raccolta fondi #aiutiAMOBrescia. A beneficiare della donazione saranno l’ospedale Cotugno di Napoli e gli Spedali di Brescia.

Le Fondazioni del Gruppo Carlsberg hanno stanziato un finanziamento straordinario di 95 milioni di corone danesi, il corrispettivo di circa 13 milioni di euro per tre diversi progetti di ricerca scientifica che coinvolgono le Università di Copenaghen, Aarhus, Roskilde e il Politecnico Danese.

182424E c'è anche chi pensa al dopo, come birra Nastro Azzurro, che lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #UNABIRRAPERDOMANI a favore di chi, in questo momento delicato, continua a credere del futuro delle proprie attività e dei servizi commerciali. Appena sarà possibile, la ripresa delle piccole e medie imprese italiane della ristorazione, metterà a disposizione un fondo straordinario per aiutare la ripartenza di locali e pizzerie. Il contributo iniziale di Nastro Azzurro sarà di 250 mila euro, ma l'idea è di raddoppiare le donazioni delle persone.

I bonus per i lavoratori... e la solidarietà dei lavoratori

Tra le aziende che premiano i dipendenti ci sono anche Rizzoli Emanuelli che dà una copertura sanitaria straodinaria in caso di contagio da coronavirus, garantisce una maggiorazione del 25% ai lavoratori e un bonus extra di 400 euro alle dipendenti con figli minori di 12 anni. 

Fileni, leader nella produzione di prodotti biologici in Italia, ha deciso di effettuare una donazione di 500 mila euro in favore dei suoi dipendenti della Regione Marche e dei Comuni di Cingoli, Jesi e Castelplanio per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. 

Gruppo Mutti ha deciso di devolvere 500 mila euro all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma. E ai dipendenti che continuano a lavorare anche in questo momento difficile, ha attivato una copertura assicurativa extra relativa al Covid-19 e ha disposto una maggiorazione del 25% sulla retribuzione.

Gian Luca Rana, amministratore delegato di Pastificio Rana, dona 400 mila euro per l'acquisto di apparecchiature per la ventilazione assistita all'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e all'Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, in provincia di Verona. E ha varato un piano straordinario di aumenti salariali (2 milioni di euro), Per i mesi di marzo e aprile Rana assicura una maggiorazione dello stipendio del 25% per ogni giorno lavorato e un ticket mensile straordinario di 400 euro per le spese di babysitting. A tutti i lavoratori del Pastificio Rana, compresi quelli in smart working, è assicurata una una polizza straordinaria in caso di contagio da Covid-19.

Una nota particolare spetta all'azienda Riso Scotti di Pavia: quil'impegno è anche di dipendenti, collaboratori esterni e professionisti che lavorano per l'azienda. I lavoratori hanno scelto spontaneamente e su base completamente volontaria di devolvere un’ora (o più) del loro compenso in una raccolta a favore del sistema ospedaliero cittadino: in 48 ore è stata raggiunta la cifra record di 51.540 euro, grazie ai quali sarà possibile acquistare 5 Ventilatori Polmonari da destinare al Policlinico di Pavia.

di Barbara Roncarolo

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