Parte da Milano, con 5 insegne virtuose, Unbarrier: l’iniziativa che mira al superamento delle barriere fisiche e culturali in bar, ristoranti e pizzerie ripensati a misura di disabilità
Immaginate di aver dato appuntamento agli amici per cenare al ristorante. Al vostro arrivo, però, la porta d’ingresso non è agibile e venite indirizzati sul retro del locale attraverso un vicolo. Prima di guadagnare l’accesso da un’entrata di servizio, vi tocca una gimcana tra pile di cassette d’acqua e bidoni per la differenziata. Dentro, vi fanno accomodare a un tavolo così stretto che non riuscite a muovervi, il menu risulta illeggibile, il cameriere non vi dà retta, mentre intorno a voi luci e suoni sembrano impazziti.
No, non è un brutto sogno sgangherato, ma la realtà quotidiana delle persone con disabilità: secondo dati recenti, il 27% della popolazione europea. In pratica, più di una persona su 4. Questi numeri sono stati rilasciati da Unbarrier, progetto inclusivo, appena lanciato a Milano, per il superamento delle barriere fisiche e culturali. Quelle che alle persone in carrozzina rendono difficoltoso, se non impossibile, varcare senza aiuto la soglia di un bar o di una pizzeria, trovare un tavolo a loro misura, godersi insieme agli amici un aperitivo a buffet. Quelle che impediscono agli ipovedenti di consultare in autonomia il menu. Quelle affrontate dalle persone sorde, che fanno financo fatica a richiamare l’attenzione del barista dietro al bancone, e dalle persone con neurodivergenza, a disagio con musica alta, luci forti, brusii.
Per loro, e per chi con loro - compagni, amici, familiari - vorrebbe condividere un momento di svago fuori casa, la parola chiave è accessibilità. In tutte le sue possibili declinazioni. Per questo Unbarrier, sottotitolo “To move everyone” (letteralmente, “per muovere tutti”), si presenta come un progetto articolato: ideato da due agenzie creative di comunicazione ed eventi - Yam112003 e Just People - ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano e di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.
Il progetto parte dunque da Milano, città in cui sono già operativi 5 locali “targati” Unbarrier: ecco gli indirizzi e le rispettive “specialità”.
Il brand Miscusi, che già da tempo ha avviato percorsi di formazione del personale nell’ambito del Progetto Ethos-Un posto da vivere, fa parte dei partner di Unbarrier insieme a Levoni, storica azienda mantovana di salumeria di alta qualità, dal 2025 Società Benefit, che a sua volta ha coinvolto nel progetto i clienti con cui collabora (iniziando proprio da Dry e Morsettificio). Insieme a loro, supporta l’iniziativa anche Sanbittèr, il primo e più famoso analcolico italiano che al motto “Ci sta” punta a rendere l’aperitivo un momento di condivisione aperto a tutti e libero da ostacoli.
Come funziona, nella pratica, la collaborazione tra Unbarrier e i locali che aderiscono? E cosa possono trovare gli avventori? L’obiettivo è fornire un supporto concreto ripensando spazi e attrezzature a misura di disabilità e integrando:
Come abbiamo visto, c’è una quota significativa di persone per cui l’accesso ai luoghi della socialità non è affatto scontato. L’inclusione non è più un tema marginale, ma diventa una richiesta esplicita che attraversa la società e ridefinisce le aspettative anche nei confronti delle imprese: 7 persone su 10 scelgono con convinzione o preferiscono brand che promuovono l’inclusione. In risposta a questi dati, sono diverse le realtà commerciali che si stanno equipaggiando per accogliere ogni cliente nel migliore dei modi. Significativa l’iniziativa di Ikea che, già da qualche anno, ha introdotto nei suoi magazzini le Quiet Hours: ogni mercoledì, nelle tre ore che precedono la chiusura, la musica si spegne, gli annunci tacciono e tutto quello che può creare frastuono viene spento, per garantire un’esperienza serena a chi soffre di disturbi dello spettro autistico. Le persone più fragili possono poi trovare “rifugio” nelle Stanze Relax, sempre aperte e confortevoli. Sulla falsariga di quanto fatto dalla catena scandinava, anche il Centro Commerciale Campania di Marcianise (Caserta) ha inaugurato analoghe Silent hours, mettendo anche a disposizione cuffie antirumore per bambini e adulti.
Se, come è stato sottolineato durante la presentazione, “Un locale Unbarrier guadagna di più... perché accoglie molte e molti più clienti degli altri”, l’ambizione è quella, magari già entro l’estate, di estendere la partecipazione ad altre città e altre regioni cominciando - perché no - dalle località di vacanza. Agli aderenti è garantito il supporto in ogni fase, dall’attivazione delle pratiche burocratiche all’allestimento, dal piano di comunicazione al monitoraggio delle attività. Agli avventori, la possibilità di entrare e muoversi liberamente tra i tavoli, ordinare un caffè al banco o la cena al tavolo e rilassarsi in serenità. Senza (brutte) sorprese, senza barriere.
Francesca Romana Mezzadri
aprile 2026
Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina
Super appassionata di buon cibo e profonda conoscitrice di fornelli, è una giornalista milanese specializzata che ha fatto del suo goloso hobby una professione. Oltre a scrivere di food e seguire i servizi sul set che mostrano come preparare tanti manicaretti, insegna anche tecniche di cucina in corsi speciali: cooking night, lezioni personalizzate ed eventi con showcooking e cucina a domicilio. Il suo obiettivo è osare e sperimentare (in relax) per portare in tavola solo il meglio. @cuochina