Dall'arte del recupero alla buona tavola: il fascino delle cose semplici anima le pagine di Sale&Pepe di ottobre, tra sapori genuini e grandi classici d'autunno
Sono 60 mila gli oggetti collocati su pareti, porte, soffitti, sottoscale, stipiti di quella che fu la casa di Ettore Guatelli e oggi è un museo incredibile e sorprendente, un inno alla vita quotidiana della cultura rurale nel Novecento. Personaggio creativo ed eclettico, Guatelli cresce a Collecchio, immerso nella cultura contadina della provincia di Parma - due passi da aziende pioniere come Rodolfi e Plasmon - in quella che nella prima metà del Novecento si avviava a diventare la Food Valley italiana.
Bambino dalla salute fragile, da subito appassionato collezionista e studioso della cultura materiale, ottiene il diploma magistrale, anche grazie all'incontro con Attilio Bertolucci. Docente elementare visionario e decisamente anticonformista, è con e per i bambini che comincia a raccogliere in modo sistematico: utensili da cucina, attrezzi agricoli, scarpe, giocattoli, contenitori, orologi, chiodi, ferri da stiro, materiali di scarto e molto altro. E, mentre li usa come strumenti di una didattica controcorrente e innovativa, negli anni che lo traghettano alla soglia del nuovo millennio li sistema nelle stanze della casa, con criteri tematici ed estetici.
Ciotole, brocche e teiere colorano come un mosaico le pareti di un vestibolo; pentole, padellini e mestoli disegnano con la loro sagoma una tappezzeria tridimensionale su un soffitto; botti, contenitori e recipienti di ogni tipo accompagnano la salita su una scala; falci, zappe e martelli decorano in giochi di forme, simmetrie e differenze una parete del granaio. E poi c'è la cucina: bassorilievi costruiti assemblando pezzi di legno e posate, installazioni di grattugie, metope di taglieri. E, ancora, la stanza delle latte, un intero locale variopinto, tappezzato di scatole, confezioni d'antan, targhe di metallo: un trionfo di colori. Guatelli non cerca la perfezione: raccoglie oggetti rovinati, segnati dal tempo e dall'uso; non pulisce, non lucida, non cambia e lascia le cose come sono, perché è proprio così che trasudano storia. Antesignano del recupero, ha lasciato una casa che è un’opera d’arte animata, a ricordarci la bellezza dell'imperfetto. Anche nelle nostre cucine, dove ogni segno sul legno e ogni pentola vissuta non raccontano usura, ma vita condivisa.
Ed è proprio dalla bellezza dei gesti semplici e degli oggetti vissuti che si dipana tutto il racconto di Sale&Pepe di ottobre. Un viaggio tra sapori genuini: a partire dai primi d’autunno, dove la natura ci regala sfumature intense per arricchire paste, gnocchi e ripieni con i colori dell’orto, fino ad arrivare alle conserve della stagione, preziose alleate capaci di diventare il cuore di ogni pasto, dalla colazione alla cena, o dalla spiritualità rituale del tè matcha giapponese.
Il nostro percorso si snoda poi lungo antiche vie di pellegrinaggio per scoprire il frico friulano sulla Romea Strata, un tortino salato che da solo vale un cammino, per poi varcare i confini e lasciarsi incantare dalle tradizioni della Costa Brava, tra locali stellati e sapori veraci. Non mancano le coccole di casa con ben sette interpretazioni gourmand del muffin classico, né le idee per un pranzo contemporaneo easy chic che sa coniugare eleganza e immediatezza. Perché, in fondo, la poesia della cucina sta proprio qui: nella capacità di trasformare l'ordinario in straordinario per il palato.
Direttrice di Sale&Pepe da aprile 2025, ama l’arte, la lettura e i viaggi almeno quanto adora riunire nella sua casa la famiglia e gli amici, offrendo loro cose buone preparate con cura e allestite con gusto. Cuoca creativa e giornalista curiosa, “mette in tavola” da 25 anni anche le pagine del magazine scegliendo insieme alla redazione le ricette migliori, gli itinerari più affascinanti, le storie del cibo più interessanti da raccontare e i tanti contenuti che animano il giornale e il sito. Golosa di novità, il menu che la rispecchia è confortevole, appetitoso e ha – sempre – quel pizzico di sale e pepe in più che fa la differenza. In cucina come in edicola. @liviafagetti
Direttrice di Sale&Pepe da aprile 2025, ama l’arte, la lettura e i viaggi almeno quanto adora riunire nella sua casa la famiglia e gli amici, offrendo loro cose buone preparate con cura e allestite con gusto. Cuoca creativa e giornalista curiosa, “mette in tavola” da 25 anni anche le pagine del magazine scegliendo insieme alla redazione le ricette migliori, gli itinerari più affascinanti, le storie del cibo più interessanti da raccontare e i tanti contenuti che animano il giornale e il sito. Golosa di novità, il menu che la rispecchia è confortevole, appetitoso e ha – sempre – quel pizzico di sale e pepe in più che fa la differenza. In cucina come in edicola. @liviafagetti