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News ed EventiBenessereCassetta di cottura: il metodo ancestrale che salva l’ambiente

Cassetta di cottura: il metodo ancestrale che salva l’ambiente

È lo “slow cooker” più antico è il più moderno. Perché fa cucinare in modo gustoso e sostenibile

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Perché non sfruttare il calore del fornello usato per cucinare e utilizzarlo per cuocere altri alimenti? In passato, quando si faceva di necessità virtù, era un comportamento usuale in tante case italiane. Oggi a riscoprirlo è Slow Food Toscana che, anche attraverso Vetrina Toscana, promuove la conoscenza e l’utilizzo della cassetta di cottura in quanto paradigma di economia circolare e utensile virtuoso e “antispreco”. 

Cos'è la cassetta di cottura?

In effetti si tratta di metodo semplice, economico ed ecologico per cucinare bene risparmiando acqua ed energia, evitando tra il 66% e l’86% dell'impatto ambientale e riducendo di 80 minuti, in media, il tempo necessario per preparare un singolo piatto, come ha rivelato uno studio del CNR. E, oltretutto, preserva il patrimonio nutrizionale degli alimenti così come richiede un’alimentazione sana e salutare. Dunque, oggi che l’attenzione ai costi di casa è sempre più importante, riscoprire questa tecnica di cottura significa fare una scelta intelligente e responsabile. Ma anche amica dell’ambiente e della salute.

Un metodo ancestrale ma molto contemporaneo

La cassetta di cottura è un contenitore capiente rivestito internamente con materiali che lo rendono ben isolato termicamente. Questo le permette di sfruttare un principio fisico molto elementare, quello dell’inerzia termica: conserva il calore già prodotto dal fornello per completare la cottura dei cibi lentamente, senza un ulteriore consumo di gas o di energia elettrica.  Gli appassionati del fai-da-te possono facilmente realizzare con le loro mani una cassetta di cottura, partendo da una scatola di legno o di plastica e rivestendone l’interno con materiali isolanti (come la lana, i cuscini di cotone o i vecchi canovacci). Oppure la si può acquistare già pronta, come quelle fatte a mano dalla cooperativa di comunità al femminile Filo&Fibra di San Casciano dei Bagni, dal cui sito si può anche scaricare un ricettario dedicato.  Quelle di Filo&Fibra sono cassette di cottura realizzate secondo un approccio di economia circolare, dando dignità alla lana sucida toscana (lana vergine grezza) recuperando il feltro scartato dai lanaioli di Prato e progettandone ogni parte in modo che possa essere scomposto e riutilizzato a fine vita.

Un sistema facile da usare

Utilizzare la cassetta di cottura è davvero semplice. Si mette a cuocere sul fornello il cibo finché bolle o rosola, as usual. Ma, dopo alcuni minuti dall’inizio della bollitura, si spegne la fiamma e si sposta la pentola, ben chiusa con un coperchio, all’interno della cassetta. Essendo ben isolata, la cassetta trattiene il calore accumulato, senza usare altro gas o energia elettrica, e lo utilizza per continuare la cottura dei cibi. In modo dolce e lento, come quando si mette una pentola su un fuoco bassissimo. E mentre il cibo è “in cassetta” ci si può dedicare ad altro perché, non essendoci fuochi accesi, non c’è bisogno di tenere d’occhio il fornello. Ma occorrono alcune accortezze, come ridurre le quantità di acqua e non aprire la cassetta durante la cottura per evitare dispersioni di calore.

Un modo per risparmiare sulle bollette

Il vantaggio principale della cassetta di cottura è il risparmio energetico. Infatti permette di ridurre dal 50 all’80% dell’energia necessaria per piatti a lunga cottura. E questo significa ridurre la bolletta e i consumi domestici. Anche di acqua, perché fa risparmiare 38 cl di acqua in media per ogni pasto per 4 persone: secondo il CNR, questo comporta un risparmio di oltre 900 litri d’acqua per l’intera durata di una cassetta. Usando meno energia e meno acqua si riducono ovviamente le emissioni di CO₂, permettendo di limitare l’impatto ambientale e adottare uno stile di vita più ecologico.

Una cottura slow che fa bene (anche alla fermentazione)

La cassetta di cottura è un metodo “lento” promosso a pieni voti dai nutrizionisti. Innanzitutto perché non ricorrendo ad alte temperature mantiene più intatti i nutrienti, in particolare le sostanze termolabili (come alcune vitamine). Ma anche perché evita che i cibi si attacchino o si brucino formando composti dannosi per la salute (come l’acrilamide). Un altro importante risultato è che rende più digeribili legumi e cereali, che richiedono lunghi tempi di cottura. La cassetta di cottura è particolarmente adatta per minestre, vellutate, stufati, brodi e zuppe, ed è perfetta per ogni tipo di panificazione perché permette una lievitazione lenta a temperatura costante. E ancora: la si può usare per gli alimenti fermentati fatti in casa (come lo yogurt), ma anche per mantenere freschi i cibi e le bevande fredde durante scampagnate e pic-nic. Con un unico limite: non riesce a dare croccantezza agli alimenti e non è indicata per cuocere a vapore. Qualche piccolo svantaggio, che forse vale la pena di accettare. O no? 

Manuela Soressi,
marzo 2026

Manuela Soressi
Manuela Soressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

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