Dieta del supermetabolismo: è rapida e il cibo ti è amico

Dieta del supermetabolismo: è rapida e il cibo ti è amico

Si mangia (quasi) tutto, e in quantità. La dieta del supermetabolismo propone un regime alimentare che brucia i grassi mangiando. Il parere degli esperti.

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Dieta del supermetabolismo, ovvero quando il cibo nella dieta diventa il nostro alleato, e non un nemico da eliminare. Grazie alla riattivazione del metabolismo, infatti, che da rallentato e apatico si trasforma in una fornace bruciagrassi, questa dieta promette di far perdere fino a 10 chili in meno di un mese.

La sua creatice è Hailey Pomroy, celebrità internazionale della nutrizione e autrice di bestseller negli Stati Uniti tra cui il libro della dieta del supermetabolismo e quello delle ricette per tale dieta (editi in Italia da Sperling&Kupfer). Una dieta che ha fatto proseliti anche tra le star.

Il principio base è proprio quello di perdere peso grazie alla riattivazione del metabolismo: scegliendo cibi e regole giuste, le calorie che si ingurgitano vengono bruciate. Gli alimenti sono dunque controllati non tanto nella quantità, piuttosto nella qualità. E a tutto ciò va abbinata un’ attività sportiva mirata.

La dieta del supermetabolismo ha tempi ben delimitati e brevi: dura al massimo 4 settimane, 28 giorni precisi, il tempo necessario a rieducare il metabolismo.

Il regime prevede 3 fasi ben precise che si alternano su base settimanale.


Fase 1: lunedì e martedì. Sono due giorni dedicati ai carboidrati. Si tratta dei carboidrati complessi presenti nei cereali integrali (riso, orzo, farro, quinoa, avena, miglio) e gli zuccheri della frutta (mele, pere, fragole, pesche, kiwi, ananas, anguria, mango, fichi), rilassanti e antistress. In questa fase si possono anche consumare alimenti proteici come la carne, ma molto poca, e molto magra. La dieta va accompagnata da movimento aerobico.

Fase 2: mercoledì e giovedì. Due giorni a base di proteine, à gogo. Ossia pesce, carne, insaccati magri, e grandi quantità di verdure - soprattutto quelle in foglia, ma anche asparagi, melanzane, carciofi. E poi legumi, quali i fagioli. L’attività fisica ideale? I pesi.

Fase 3: venerdì, sabato e domenica. Gli ultimi tre giorni della settimana si mischia, ossia si possono mangiare tutti i cibi previsti nelle fasi 1 e 2 (senza eccedere però nei carboidrati). Sono ammessi crostacei e frutta oleosa, mentre tra la frutta regolare va scelta quella frutta poco glicemica, come fragole, frutti di bosco e arance. L’esercizio fisico deve essere di tipo più distensivo, come il pilates.


Come e quanto consumare? Dimenticatevi la bilancia: gli alimenti non vanno pesati.  I pasti vanno consumati 5 volte a giorno, ogni 3-4 ore, in modo da tenere attivo il metabolismo. Gli spuntini sono costituiti da frutta nella fase 1 e da affettati o pesce in fase 2. Nella fase 3 si varia. Importantissimo: spuntini (e pasti) non vanno mai saltati! La colazione è considerata fondamentale, e va mangiata massimo entro mezz’ora da quando ci si sveglia, privilegiando cereali e frutta in fase 1, e un’omelette di soli albumi e verdure in fase 2. È sempre una questione di attività del metabolismo: se non abbiamo nulla in pancia, cosa può bruciare?

Ci sono alimenti vietati? Ebbene sì. Per quanto riguarda i grassi, in fase 1 e 2 non vanno aggiunti, né cotti né crudi. Come condire? Limone e lime. In fase 3, invece, si possono introdurre grassi sani, come l’olio d’oliva. Durante tutte le quattro settimane di dieta, sono proibiti i latticini, gli zuccheri raffinati e i dolcificanti sintetici.

“Fra tutte le diete disponibili negli ultimi tempi, è forse una delle più equilibrate perché si consumano tutti gli alimenti e le varie fasi non sono troppo lunghe - dichiara Diana Scatozza, medico esperto in nutrizione - Non ci si annoia e non ci si stressa! Ha un altro grosso vantaggio: quello di non dover pesare gli alimenti, quindi è facilmente gestibile nella vita di tutti giorni. Controindicazioni grosse non ne ha".

"Non può esser definita una dieta iperproteica perché contiene frutta, verdura e cereali complessi - continua il medico - Il vantaggio di avere solo due giorni senza grassi non influisce più tanto sula funzionalità intestinale (stitichezza): chiaro che non condir le verdure può essere problematico, almeno per il gusto! Per i vegetariani è ok, in quanto legumi e cereali si alternano a rotazione nella settimana, e dunque nel sangue ritroverò gli aminoacidi essenziali che derivano dalle proteine e dai cereali, anche se non sono stati consumati nello stesso pasto. In complesso, direi che è più un’impostazione mentale che una dieta, propone alimenti anche appetibili, e non è particolarme punitiva".

"Cinque pasti al giorno è la divisione corretta per mantenere anche costanti il tono e la glicemia - aggiunge Giorgio Donegani, esperto di nutrizione - Inoltre si insiste sull'esigenza di fare la prima colazione ed è un'altra buona abitudine, così come il suggerimento di bere acqua in proporzione al peso corporeo (ogni giorno 30 ml d'acqua per ogni chilogrammo di peso corporeo, ndr). Molto apprezzabile anche lo spazio che questa dieta dà alle verdure, che praticamente sono sempre presenti. Ancora è positivo il suggerimento di abbinare sempre all'alimentazione delle attività sportive, di diversa intensità. Rispetto ad altre diete è  sicuramente più vicina al concetto di aiutare ad impostare delle abitudini alimentari sane che poi possono diventare una pratica quotidiana orientata al benessere. Mi lascia un po' più perplesso invece il fatto di dividere così rigorosamente la settimana, non tanto per i tre giorni mix finali che comunque prevedono un'assunzione, anche se non perfettamente bilanciata, di tutti i principi calorici, quanto i primi due giorni a carboidrati e i secondi due a proteine. La divisione in due giorni carboidrati +2 proteine +3 mix non mi pare possa dare particolari vantaggi, ma nemmeno svantaggi per la salute dell'organismo, tanto più che esaurita la dieta il suggerimento è quello di mantenere solo le buone abitudini".

Come si arriva alla famigerata una perdita di peso? "Si lega soprattutto al fatto che si dà abbondante spazio ad alimenti come le verdure, a basso contenuto calorico, e che nel complesso si realizza comunque una restrizione calorica nell'arco della settimana - continua Donegani - Quanto al riattivare il metabolismo e a dargli una spinta, è vero che alcuni alimenti hanno la proprietà di accelerarlo, ma ritengo che questo aspetto non sia quello determinante rispetto all'organizzazione della dieta e che prevalgano di più nel raggiungimento dei risultati la restrizione calorica, l'attività fisica, e le buone regole di alimentazione che probabilmente, applicate quotidianamente nel segno della misura e dell'equilibrio nutrizionale della tipica dieta mediterranea, porterebbero comunque a un abbassamento sensibile del peso corporeo. Direi che, volendo valutarla nel suo complesso, rispetto a diete molto più estreme come quelle iperproteiche che bandiscono completamente i carboidrati per lungo periodo, questa è sicuramente più sana e apprezzabile nell'impostazione generale". 

Carola Traverso Saibante
31 maggio 2016


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