Abruzzo, dove nasce il Montepulciano. E non solo

Abruzzo, dove nasce il Montepulciano. E non solo

Una regione che sorprende, da scoprire per le bellezze naturalistiche, le specialità gastronomiche e le indiscusse eccellenze vitivinicole

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L'Abruzzo è, per morfologia, una terra unica. Al visitatore offre, da una parte, la montagna: quella vera, alta, che d'inverno si ammanta di neve. Scesi a valle, superati boschi e appezzamenti agricoli, ecco infine il mare, l'azzurro Adriatico, che mostra il meglio di sé lungo la Costa dei Trabocchi, costellata dalle antiche strutture di pesca oggi in parte trasformate in ristoranti dallo charme unico.

L'eccellenza del Montepulciano
La cintura che collega una zona all'altra è un susseguirsi di terreni collinari e altipiani lussureggianti. Qui, regna indiscusso il vitigno più rappresentativo della regione, il Montepulciano d'Abruzzo, presente sin dal Settecento e oggi fiore all'occhiello dell'enologia locale soprattutto nelle zone di Chieti, dove si trova oltre il 70 per cento dei terreni vitati, Pescara e Teramo. Da queste uve nasce una Doc dalla spiccata vocazione internazionale (il Montepulciano d'Abruzzo è uno dei rossi italiani più venduti all'estero) e sempre più apprezzata anche sul mercato nostrano, con grandi bottiglie frutto del lavoro incessante di aziende ed enologi, ma anche del Consorzio Tutela Vini di Abruzzo che, nato nei primi anni Duemila, non ha mai smesso di guardare avanti e promuovere le eccellenze locali.

Dal rosa al bianco
Fra i campioni della vitivinicoltura abruzzese spicca anche il Cerasuolo, prima denominazione d'Italia dedicata a un rosato, che mostra un carattere deciso, ben lontano da alcuni rosé pallidi e modaioli, tutto da scoprire.

Passando ai bianchi, sorprende sempre più il Trebbiano, altro vitigno autoctono che negli ultimi anni sta esprimendo bottiglie Doc di indiscutibile pregio. Vitigni in un certo modo emergenti, ma già prediletti da chi ama bianchi fruttati e floreali, sono il Pecorino e la Passerina. Per concludere con gli outsider, meno conosciuti ma decisamente interessanti, Cococciola e Montonico, da uve che sono un raro presidio Slow Food.

Percorsi di gusto
Per iniziativa del Consorzio, è nata anche una bellissima app (per iOS e Android): si chiama "Percorsi" e il sottotitolo, "Discover Abruzzo Wine", introduce a un mondo di vini, naturalmente, ma anche di itinerari culturali, naturalistici, artistici e gastronomici. 15 le strade proposte ai fruitori della app e oltre 200 i punti di interesse fra eremi e castelli, sorgenti e laghi, borghi e chiese medievali, spiagge e passeggiate lungo costa. Senza dimenticare le indicazioni più goduriose: quelle di ristoranti e cantine dove è possibile sperimentare le migliori specialità abruzzesi e assaggiare, per esempio, i celeberrimi arrosticini, piccoli spiedini di carne di pecora, o le pallotte cacio e ova, polpette "povere" e deliziose di formaggio e pane. Da accompagnare, ça va sans dire, con un buon calice "made in Abruzzo".

Francesca Romana Mezzadri
Luglio 2019

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