Un piatto della più tipica tradizione ligure, ricco di gusto e splendido alla vista
Step by Step
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Come preparare dei gustosi fiori di zucca alla ligure
Spunta i fagiolini e le zucchine; sbuccia le patate; lava tutte le verdure.
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Taglia le patate per i fiori di zucca alla ligure a pezzi, mettile in una casseruola e coprile di acqua; sala leggermente, porta ad ebollizione e continua la cottura per qualche minuto; unisci i fagiolini e le zucchine tagliate a tronchetti; cuoci finché tutte le verdure sono tenere.
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Scola le verdure per i fiori di zucca alla ligure, lasciale un po' intiepidire, poi passale al passaverdure con il disco a fori medi; raccogli il passato in un tegame e fallo asciugare a fuoco basso mentre mescoli.
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Trasferisci il passato in una ciotola e unisci l'uovo, il parmigiano e 2-3 cucchiai di olio; trita una manciata di foglie di basilico e di maggiorana con l'aglio e mescola il trito al composto di verdure; regola di sale e pepa.
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Come farcire i fiori di zucca alla ligure
Elimina il pistillo all'interno dei fiori di zucca. Riempi con il composto una tasca da pasticciere usa e getta a cui avrai applicato una bocchetta a foro liscio e farcisci i fiori, poi richiudili avvita delicatamente i petali.
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Sistema i fiori di zucca alla ligure farciti in una pirofila oliata, irrorali con un filo di olio e passa in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti.
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Sforna, lascia intiepidire e servi i fiori di zucca alla ligure.
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Menù di appartenenza
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Vitigno consigliato Fiori di zucca alla ligure
Prie Blanc
L’origine di questo vitigno, il Prie Blanc, è valdostana e viene conosciuto anche come Blanc de Morgex, ma l’ipotesi della sua provenienza non è chiara. Quello che è chiaro, invece, è che si sposa perfettamente alla nostra ricetta Fiori di zucca alla ligure. Se molti ritengono sia un vitigno autoctono del territorio, il Prie Blanc potrebbe provenire, fin dal XVII secolo, dal Vallese, mentre per altri la sua origine è la Savoia. La bacca bianca di colore paglierino con riflessi verdognoli da origine a vini fermi che possono però essere elaborati in ottimi vini “spumanti”. La sua gradazione minima è di 9 gradi e i vigneti dai quali è ricavato sono i più alti d’Europa e va servito con una temperatura tra 10 – 12 gradi. All’olfatto si percepiscono delicate note di erbe alpine e luppolo con una sensazione di pietra focaia. Al sapore è fresco, ha una buona acidità con aromi di cedro e un leggero gusto di fieno. In genere questi vini vanno bevuti 2 – 3 anni dopo l’imbottigliamento.
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Consigliato da Helmut Koecher