Il cervello ci dice di bere

Il cervello ci dice di bere

Gli studiosi spiegano come funziona lo stimolo della sete. A noi il compito di imparare ad ascoltarlo

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Young woman drinking from water bottle
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Bere (acqua) fa bene. Ormai lo sappiamo. Sappiamo che siamo fatti in buona parte di acqua.

Sappiamo che trasporta nutrienti essenziali per l'organismo, favorisce l'eliminazione delle scorie, contribuisce a tenere sotto controllo la pressione del sangue, aiuta il corretto funzionamento del cuore, lubrifica muscoli e articolazioni, giova alla salute della pelle, e, non ultimo, ha un ruolo fondamentale nella regolazione della temperatura corporea, ridistribuendo il calore dai tessuti attivi alla pelle e raffreddando l’organismo attraverso la traspirazione.

Perfino le pubblicità fanno riferimento a una semplice verità scientifica: bere tanta acqua favorisce l'eliminazione del sodio, responsabile di ritenzione idrica e conseguenti disturbi a carico dell'apparato cardiaco e del cervello.

Lo sappiamo, anche se spesso lasciamo invecchiare le bottigliette sulla scrivania, scordiamo di sorseggiare un sano bicchiere la mattina a stomaco vuoto o dimentichiamo di appoggiare sul comodino una salvifica bottiglia, con cui confortarsi durante la notte.

Ora uno studio di un gruppo di scienziati americani del Centro di Salute McGill University e della Duke University ha evidenziato un nesso tra la struttura del cervello e lo stimolo della sete.

Gli scienziati hanno osservato che la regolazione idrica all'interno dell'organismo dipende da una particolare proteina, che ha un ruolo fondamentale nel bilanciamento dei fluidi corporei. Questa scoperta potrebbe avere importanti risvolti medici, perché il suo utilizzo - secondo i ricercatori - potrebbe aiutare a prevenire disturbi legati ad alti livelli di sodio e, quindi, combattere l’insufficienza cardiaca o il trauma cerebrale.

La scoperta – raconta il sito specializzato www.inabottle.it (cicca qui) - che la proteina è prodotta da un gene, il TRPV1, responsabile del bilanciamento dei fluidi nel corpo e attiva nella rilevazione della temperatura corporea. Tuttavia, la proteina prodotta da questo gene era fino a poco tempo fa sconosciuta. Grazie alla collaborazione dei due istituti è stato possibile individuare i canali che si attivano durante la disidratazione. Si sono scoperti importanti meccanismi dell'organismo che stimolano i neuroni situati nella parte del cervello chiamata ipotalamo; quisti danno al corpo i segnali necessari perché agisca per mantenere un buon equilibro di liquidi.

Insomma ci dicono di bere. Tanto. Non scordiamoci di ascoltarli. 

Livia Fagetti
19 gennaio 2016

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