Danilo Bei, chef del ristorante “degli artisti”

Danilo Bei, chef del ristorante "degli artisti"

Da trattoria degli artisti a ristorante stellato: l’avventura di uno chef che nelle sue pentole ci mette tutto l’adriatico

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DANILO BEI - JRE-0020_alta
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Dopo il loro presidente, Luca Marchinipresentiamo un altro membro dei Jeunes Restaurateurs: lo chef Danilo Bei. Classe 1972, è figlio d’arte: i suoi genitori aprirono il ristorante di famiglia nel 1965 e sono ancora suoi preziosi aiutanti.

162399La posizione defilata del locale, a 500 metri dalla spiaggia del Lido di Fermo, non ha impedito alla guida Michelin, nel 2003, di scoprire e premiare la cucina di Bei, anche se il suo talent scout fu il giornalista Gianni Mura che, mentre seguiva le gare di ciclismo, individuò il ristorante Emilio e lo decantò sulle pagine di Repubblica.

“In cucina non bisogna mai annoiarsi, mai smettere di creare. Perché è un lavoro che comporta molti sacrifici e solo provando e sperimentando sei ripagato della fatica”. Lo dice Danilo Bei, chef del ristorante Emilio, al Lido di Fermo. E sui sacrifici c’è da credergli: la sua giornata comincia già alle 5 del mattino. All’asta del pesce di San Benedetto del Tronto, e continua al mercato di Porto San Giorgio, dove sceglie ortaggi e frutta. Spesso con lui c’è suo padre, quell’Emilio a cui il ristorante è intitolato. Dopo un’intera vita trascorsa tra tavoli e cucina, il fiuto di Emilio è imbattibile.

Lo stesso che negli anni gli ha permesso di riconoscere, tra i clienti, artisti eccezionali, e accettare lo scambio tra qualche conto non pagato e un loro quadro. Così oggi il ristorante vanta una collezione con firme del calibro di Burri, Cascella, Dorazio, Vedova e molti altri... oltre a possedere circa 160 bottiglie dipinte da grandi pittori. In questo humus artistico è cresciuto Danilo, che dalla mamma Milvia ha acquisito la sapienza ai fornelli e dai clienti, amici di papà, ha probabilmente assorbito il suo grande amore per la creazione.

Tanto che quando ha preso lo scettro di chef del ristorante di famiglia, la stella Michelin è arrivata. Merito dei suoi piatti che sembrano alzarsi in volo da forti radici marchigiane, e dove tutto il pesce dell’Adriatico, ricco o povero, trova la sua veste ideale.

La carta, che si rinnova ogni stagione, propone 15 piatti per 15 specie ittiche. “Poi ci sono le 8 portate del menu degustazione e gli esperimenti, sempre tantissimi, che vengono testati sulla mamma e i miei collaboratori prima e sui clienti abituali poi.” Alla fine, solo uno su dieci approda sulla carta. E che vinca il migliore!

articolo di Daniela Falsitta
video (sotto) Diego Stadiotti
maggio 2018

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