Ostriche low cost ed ecologiche

Ostriche low cost ed ecologiche

L’ostrica è gourmet e lussuosa per definizione. Ma in realtà può essere anche low cost e molto eco-friendly, magari consumata insieme alla birra in un locale senza pretese. E senza mai perdere la sua naturale eleganza.

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Il mondo è diviso in due categorie: quelli che amano spassionatamente le ostriche e quelli che proprio non ce la fanno a mangiarle. Pochi cibi infatti polarizzano così tanto le simpatie e le antipatie come questo blasonato mollusco.

Cibo gourmet
In parte la rarità, in parte la sensualità con la quale viene gustato ne fanno un alimento ricercato, da mangiare ovviamente crudo e in poche e raffinate occasioni. Possibilmente annaffiato con un vino bianco della Loira francese chiamato Muscadet, anche se molti addirittura le accompagnano con della vodka e pare che Napoleone le assaporasse aggiungendo direttamente al condimento del Cognac.

164651Posti iconici (e altri meno)
Ma non occorre necessariamente spendere prezzi esorbitanti per gustarle. Si possono anche accostare a vini meno blasonati e persino alla birra e consumarle in posticini molto low profile. Insomma, oltre al venerato e iconico Oyster Bar della Grand Central station a New York o l’high-end oyster bar décò Neptune Oyster a Boston, oltre al Cafè de Turin di Nizza e al Bota Šare di Dubrovnik, che le serve con il sushi, ci sono una serie di posti leggendari per questi molluschi niente affatto cari. Senza contare che i prezzi stanno scendendo e che vengono vendute in circuiti sempre più allargati, compresi i super e i discount.

Regole per le ostriche low cost
La prima regola è quella (ovviamente) del km zero. Laddove abbondano les huitres se ne trovano anche di buonissime e per nulla care. A Cancale per esempio, villaggio della Bretagna di poco più di 5.000 abitanti, si dice che le ostriche siano tra le migliori di tutto il Paese e che Luigi XIV se le facesse inviare direttamente a Versailles. Ma anche nella capitale francese esistono luoghi con un collegamento diretto con la Normandia e la Bretagna che offrono ostriche buone e a poco prezzo. Per esempio in pescheria, come avviene al Petit Pierrotal 79 rue Crozatier, nel XII arrondissement parigino, animata pescheria che propone un vassoio con 6 ostriche e un bicchiere di vino bianco a soli 12€. E a questo punto la seconda regola è saperle riconoscere e valutare, poiché il prezzo è spesso (ma non necessariamente) una garanzia. Ricordate sempre queste regole: le due parti della conchiglia (valve) devono essere integre e ben chiuse e fare resistenza quando si tenta di aprirle. Percuotendo con dolcezza il guscio, se il mollusco è vivo l’ostrica avrà una reazione. Una volta aperto, il guscio deve contenere una buona quantità di liquido al suo interno (col tempo tende a disseccarsi). Il mollusco deve poi essere necessariamente umido, sodo e saldamente attaccato alla valva . Infine ricordate che l’ostrica quando è fresca emana un buon odore salmastro.

Ecologiche
Inoltre si sostiene che le ostriche siano uno degli alimenti più eco-friendly e per questo motivo siano candidate a divenire cibo del futuro. L'allevamento di questi molluschi è infatti uno dei metodi di produzione di cibo tra i più ecologici. L'impatto ambientale è molto basso. Le strutture a cui vengono ancorate sono decisamente poco invasive se paragonate alle strutture necessarie all'industria (fabbriche, edifici o altro). Infine sono removibili e smaltibili facilmente.

In casa
Infine si possono mangiare in casa, che è sempre un ottima modalità per in seguire il low cost. Ma attenzione a come si fanno, perché l’ostrica non ammette defaillances. Le ostriche crude vanno consumate così come sono versandole in bocca direttamente dalla conchiglia con tutta la loro acqua. Ma c’è chi le gusta con pepe e limone e chi le gusta alla francese, condendo l’ostrica cruda con lo scalogno marinato e un po’ di pepe direttamente nella conchiglia, versandola in bocca direttamente.

Emanuela Di Pasqua,
settembre 2018

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