Satay malesiani, gustoso street food

Satay malesiani, gustoso street food

Ghiotti e delicati, sono spiedini di pollo che indossano un velo di morbida e saporita salsa alle arachidi. Una delizia che racchiude la magia del lontano Oriente

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Satay sulla griglia (Foto © Inmagine Asia /Corbis)
Sale&Pepe

Con il termine ‘satay’ (o saté) si intende una particolare marinatura e cottura utilizzata in molti paesi asiatici per carne, verdure, frutti di mare e gamberi. Da questa ha preso poi il nome il piatto vero e proprio, costituito per lo più da pezzi di carne di pollo o di manzo che vengono marinati, infilzati su spiedini, cotti alla brace e serviti con una salsa di arachidi leggermente piccante. L’origine del satay è malese, ma è talmente diffuso in varie zone dell’Estremo Oriente (principalmente Thailandia, Indonesia, Singapore e Giava; ma lo si incontra facilmente anche in Cina e in Vietnam), da avere sviluppato differenti personalità e tante ricette diverse.

Cento varianti per un solo piatto

Il satay - di carne, ma anche di pesce o verdura - viene di rigore accompagnato dall'omonima salsa di arachidi. Questa, a seconda della regione in cui viene preparata, è dolce o piccante e varia negli ingredienti (presenti o meno, oppure diversamente combinati fra loro, sono curcuma, cumino, semi di finocchio, latte di cocco, aglio, curry, peperoncino, salsa di soia, zenzero - talvolta polpa di tamarindo fresco o succo di lime). I satay, quali che siano, si servono nei ristoranti con cetrioli e cipolle freschi e cubetti di riso bollito e pressato in foglie di palma (i ketupat).

In Malesia e in Indonesia, i satay sono anche un classico e molto amato street food. Carne o frutti di mare, marinati e passati nelle spezie e infilzati su spiedini di bambù, vengono cotti al barbecue e venduti, coperti di salsa, sui banchetti, nei mercati e lungo le vie affollate delle città. Spesso aperti giorno e notte, banchi e stand offrono ai passanti satay cucinati al momento che vengono gustati, indifferentemente, per colazione, pranzo e cena - specie nei giorni di festa. La cosiddetta cucina hawker (ambulante), dove con pochi soldi è possibile mangiare piatti delle varie tradizioni culinarie locali, è infatti tipica di tutto l’Estremo Oriente.

di Francesca Tagliabue, in cucina Livia Sala, foto di Maurizio Lodi

LA CUCINA MALESE

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